Cosa fare a Sanremo in una sera d’estate

Negli scorsi giorni è stato reso noto il futuro presentatore di Sanremo. Bene bene, in Italia si torna a parlare del Festival e della città che lo ospita. Poi però i riflettori si spengono e torneremo tutti a interessarci di Sanremo in inverno, durante il Festival oppure, per gli sportivi, in occasione della Milano-Sanremo.

Ma Sanremo è una bella città di mare che si merita la giusta notorietà nazionalpopolare anche in estate! Non ci credete? E ve lo dimostro io, qui, nelle righe che seguono.

Sanremo: non solo Festival

“Perché Sanremo è Sanremo!”

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Sanremo by night. Andando verso San Siro

Non so voi, io ci sono cresciuta con questo ritornello e con tutta la sigla. Sarà che sono di parte, sarà che quand’ero ragazzina andavo sempre a Sanremo durante il Festival per sperare di vedere qualche cantante famoso (tipo i Take That ai tempi d’oro) o per essere intervistata da qualche emittente (e sì: una volta sono finita al TG3!), ma io amo il Festival di Sanremo e ogni anno lo guardo, anche quando la regia non è proprio il massimo, le canzoni fanno pietà e i vestiti delle presentatrici… beh, caliamo un velo pietoso. Ma ciò che più mi irrita del Festival è quella brevissima clip video che vorrebbe promuovere Sanremo in 10 secondi netti nei quali non vedi niente, ma proprio niente per cui valga la pena tornare fuori stagione.

E invece.

Sanremo: storia di una località turistica

Sanremo innanzitutto vanta una storia millenaria. Già 2000 anni fa qui sorgevano ville romane, una delle quali, la Villa della Foce, è visibile dall’esterno, direttamente affacciate sul mare: la vocazione residenziale della zona è nota da sempre, evidentemente: la villa romana aveva un piccolo complesso termale affacciato sul mare: voi immaginatevi di fare il bagno in una piscina coperta e vedere fuori dalla finestra, in continuità, il mare. Bello eh? E fortunati i ricchi Romani che avevano la villa al mare qua, allora.

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Una veduta della Villa romana della Foce a Sanremo: oggi come allora frontemare

Dopo secoli di medioevo e fino all’Ottocento la zona è stata principalmente agricola. Sanremo sviluppa un piccolissimo borgo, la Pigna, fatto di un intreccio di carrugi in pieno stile medievale ligure, mentre una chiesa, San Siro, con l’annesso battistero, è la testimonianza più antica della presenza cristiana nella zona.

A fine Ottocento, vuoi grazie all’Unità d’Italia che porta fin qui la ferrovia, vuoi grazie alla moda esplosa tra Inglesi e Russi di venire in Riviera a svernare e a respirare iodio in un clima mite per combattere malattie respiratorie in patria, Sanremo diventa la meta preferita dalle élites britanniche e russe: sorgono hotel esagerati, che tuttora esistono (e ospitano i cantanti durante il Festival), come il Grand Hotel des Anglais, l’Hotel de Londres, oggi Hotel Royal, o l’hotel Astoria West End, che affacciano su Corso Imperatrice, dedicato alla zarina Maria Alexandrovna, moglie dello zar di Russia. Lo stesso Corso Imperatrice è una bella passeggiata affacciata sul mare e inframmezzata da aiuole di fiori e di palme: una vera promenade secondo il modello della Riviera francese (modello che sorse in quegli stessi decenni di fine Ottocento).

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Cartolina con la Promenade di Sanremo e, sul lato mare, la ferrovia. Sullo sfondo si trova la stazione

La vocazione alla villeggiatura d’élite si mantenne fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Durante la Guerra la ferrovia vide stazionare e passare i treni armati nazifascisti; postazioni di artiglieria Tobruk furono impiantate lungo la costa e la città stessa fu bombardata. Inutile dire che la Riviera non si riprese mai da quel disastro. Solo Sanremo riuscì in qualche modo a uscirne, nel Dopoguerra, con l’invenzione del Festival di Sanremo.

Ma se all’epoca, e per decenni, il Festival è stato un’icona, sempre più oggi si va perdendo quell’aura di solennità e di importanza che aveva. Complici anche certe conduzioni negli ultimi 30 anni, certe canzoni di dubbio gusto salite sul podio e tutte le polemiche che di anno in anno lo accompagnano, la gente si è disamorata. E non solo del Festival, ma proprio di Sanremo.

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“Volare ooh oh”: quest’immagine, di Domenico Modugno al Festival di Sanremo canta davvero!

Invece io dico NO!

A prescindere dal Festival, Sanremo è una cittadina di mare tra le più carine e complete della Liguria di Ponente. In estate trascorrervi una sera può essere decisamente piacevole e interessante: dal pomeriggio al dopocena, ora vi racconto cosa questa città di mare sa offrire in una sera d’estate.

Appendice culturale: i Musei di Sanremo

Proprio in virtù della sua lunga storia e dei personaggi importanti che sono passati di qui, Sanremo vanta alcune realtà museali piuttosto interessanti.

Innanzitutto il Museo Civico Archeologico che un tempo si trovava nel centralissimo e storico palazzo Borea, ma che da qualche anno si è spostato a Palazzo Nota, vecchia sede del Comune, appena si accede al quartiere storico della Pigna da via Palazzo. Sviluppato su tre piani, ospita al primo piano la sezione archeologica, al secondo piano la pinacoteca, mentre il terzo piano è dedicato alla didattica. La sezione archeologica parte proprio dall’inizio, con l’età preistorica, per passare poi all’età romana rappresentata a Sanremo, come abbiamo visto, dalla Villa Romana della Foce.

Ma Sanremo ha visto tra i suoi frequentatori personaggi davvero influenti della storia della fine dell’Ottocento – inizio Novecento. Ad esempio Alfred Nobel, proprio quello del Premio Nobel, soggiornò a Sanremo negli ultimi anni della sua vita in una villa, alle porte orientali della città, che da lui prende il nome. Proprio nella villa, visibile nel percorso museale, è esposto il testamento con il quale Alfred Nobel istituì il Premio Nobel. Villa Nobel è una casa-museo in cui si può respirare l’atmosfera dell’epoca, nello studio e nella camera da letto di Nobel, che improvvisamente diventa Alfred, visto che ci invita a casa sua.

Il Floriseum però è il vero fiore all’occhiello di Sanremo. Perché la storia di Sanremo è indissolubilmente legata alla floricultura. Nel Parco di Villa Ormond è stato istituito il museo dei fiori, nato dalla donazione che la vedova dell’ibridatore di garofani Ermanno Moro ha fatto al Comune di Sanremo: l’intera collezione di documenti del marito ha costituito il primo nucleo del Museo e ha fatto sì che la Palazzina Winter nel Parco di Villa Ormond diventasse il museo della floricoltura sanremese. Importante per conoscere un aspetto importante di questa città.

Cosa fare a Sanremo in una sera d’estate

La nostra serata a Sanremo può iniziare con una passeggiata nella Pigna: il vero centro storico, fatto di carrugi stretti, di vicoli bui e in salita che rivelano casette basse e tutto l’autentico sapore medievale di un borgo che è rimasto sempre lontano dai riflettori. Qui ancora si incontra qualche bottega e qualche anziano personaggio che parla in dialetto stretto: un altro mondo rispetto alla vicinissima via Palazzo e al Teatro dell’Ariston, che dista poche centinaia di metri in linea d’aria.

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La statua di Mike Bongiorno a Sanremo: Allegriaaaaa!

Discesi dalla Pigna si può proprio percorrere Via Palazzo e giungere su via Matteotti, la via dello struscio, delle boutiques di moda – dei negozi d’abbigliamento – e del Museo archeologico sito in Palazzo Borea D’Olmo. Se ricordate ciò che vi dicevo sulla Villa Romana della Foce, qui troverete ulteriori approfondimenti non solo sulla villa, ma sul territorio.

Il Teatro Ariston lascia sempre perplessi: dalla TV siamo abituati a immaginarlo come un teatro grande, dalla facciata enorme e spettacolare. Invece l’ingresso somiglia a quello di un cinema di terza categoria e nulla lo rende invitante se non il nome, foriero di grandi memorie e di grandi aspettative (tra l’altro: anche il teatro in sé, palco e platea, non è così grande, anzi. Potenza della TV che ce lo fa sembrare enorme!).

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La facciata del Teatro Ariston di Sanremo: non presenta proprio benissimo, vero?

Piazza Colombo è il grande snodo stradale: punto di arrivo degli autobus di linea (la RT è la linea di trasporti che da Andora arriva a Sanremo e a dispetto di traffico, corse saltate e quant’altro è una garanzia perché a poco prezzo ti fa percorrere mezza Riviera di Ponente!) è anche il punto da cui si può scendere verso il mare.

Il porticciolo di Sanremo, almeno il porto vecchio, non è particolarmente grande, ma è molto caratteristico, stretto tra il seicentesco Forte di Santa Tecla, oggi museo, e la banchina attuale; è al tempo stesso porto di pescatori e di yacht e vive le anime della tradizione e del glamour: il Victory Morgana Bay è tuttora il locale di punta di tutta la zona, mentre verso il Forte di Santa Tecla si dispongono gli ormai storici esercizi commerciali, tra cui il mitico panino di Max, per esempio (vecchia gloriosa pausa pranzo di quando lavoravo sugli scavi archeologici accanto al Forte di Santa Tecla, anch’essi oggi musealizzati).

Sanremo: a cena in Piazza Bresca

Se vogliamo fermarci a cena, respirando la brezza salmastra ligure, possiamo fermarci, tra i tanti, alla Trattoria da Nicò, che ha avuto la consacrazione nel programma televisivo Quattro Ristoranti con Alessandro Borghese. A prescindere dal programma TV, ci ho cenato e devo dire che mi sono trovata benissimo. Il ristorante offre giustamente cucina di pesce con una buona scelta di vini e si trova in una piazzetta racchiusa, Piazza Bresca, su cui gravitano altri locali; l’atmosfera è quella perfetta per le sere d’estate. Immancabile una sosta qui.

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A conclusione della lauta cena Da Nicò: limoncello e liquore al cioccolato homemade gentilmente offerti dalla casa

Con la pancia piena possiamo tornare nella Sanremo vecchia, passando questa volta, però, dalla Concattedrale di San Siro la cui bella piazzetta con fontanella scolpita e iscritta è decorata con quegli ombrelli colorati che ormai si trovano un po’ dappertutto. Tuttavia, di notte, tutto assume un’atmosfera insperata, e ci piace stare sotto gli ombrelli all’ombra della facciata romanica della chiesa.

Sanremo: tentiamo la sorte al Casinò

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Il Casinò di Sanremo

Il Casinò di Sanremo è il vero simbolo della città. Innanzitutto esiste da prima dell’avvento del Festival; in secondo luogo la sua facciata così caratteristica, bianca con le due torrette laterali, lo rende un monumento unico e perfettamente riconoscibile in tutta Italia.

Come in tutti i casinò, che nella vicina Côte d’Azur sono diffusi e funzionanti a Mentone, a Nizza e soprattutto a Montecarlo, si entra al Casinò solo in giacca e cravatta per gli uomini e in lungo per le signore: noblesse oblige e il dresscode è fondamentale. Ma al locale delle Slot Machines si può entrare anche in polo e jeans (ho le prove!): perché tentare la sorte con le Slot è da poracci, giocare con la roulette è da signori. Io che non sono nata signora sono stata alle Slot. Non si vince sempre, anzi, quasi mai. Ma la luce dorata, le tante macchinette con quella popolazione di giocatori indefessi fissi sul monitor che meccanicamente tirano la cloche e inseriscono monetine è altamente affascinante. E poi, che piaccia o meno il gioco d’azzardo, entrare per una volta al Casinò è un’esperienza da non farsi scappare, no?

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La sala Slot al Casinò di Sanremo. Credits: Sanremonews.it

Sanremo d’estate

Lontano dai riflettori del Festival, lontano dalle vecchie glorie di fine Ottocento, lontano dalle biciclette della Milano.Sanremo e lontano dagli 007 che giocano alla roulette al Casinò, Sanremo sa essere estremamente piacevole e affascinante per chi ci capita in una sera d’estate.

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Passeggiare sotto gli ombrelli colorati nel centro di Sanremo

Si può arrivare anche in bicicletta, grazie alla lunga pista ciclopedonale che da San Lorenzo al Mare arriva fin qui lungo la vecchia linea ferroviaria dismessa; oppure ci si può passeggiare lungo il mare, prendere un gelato, visitare il Forte di Santa Tecla oppure vedere ciò che hanno messo in luce i limitrofi scavi archeologici di Pian di Nave (ci ho scavato io nel lontano 2006, se ci andate dedicatemi un saluto!); prendere un gelato e proseguire nell’interno, verso l’Ariston e la via storica della moda, oppure andare avanti fino a raggiungere Corso Imperatrice. Di giorno noterete alle spalle del Casinò la splendida Chiesa russa, altra icona della città, potrete fare shopping e sentire i veri sanremaschi lamentarsi perché ben 20 anni fa hanno spostato la ferrovia verso l’interno abbandonando l’edificio che un tempo era stazione e che oggi ancora cerca una sua identità.

Sanremo è una piccola città che vorrebbe essere snob, ma non lo è. Anzi, è un centro accogliente, che ama far parlare di sé in positivo. Gli elementi per farlo ci sono tutti, che ne dite?

 

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