Andrea Petroni, Professione Travel blogger

Dario Flaccovio Editore non sbaglia mai un colpo. Ci ha visto benissimo quando ha pubblicato “Professione Travel Blogger” di Andrea Petroni.

Conosco Andrea Petroni dal lontano 2012. Partecipammo insieme al Travel Blogger Elevator che si svolgeva al Novotel a Roma Termini. Io spaurita e timidina, feci una presentazione in cui non facevo altro che dire “non sono degna, ma ci sono”. Andrea, di tutt’altra caratura, sapeva benissimo cosa voleva dalla vita. E ci presentò il suo progetto di viaggio di nozze.

Il resto è storia. Andrea Petroni, aka Vologratis, non solo riuscì nell’impresa di farsi sponsorizzare il viaggio di nozze negli USA, ma in brevissimo tempo è diventato un punto di riferimento, uno dei primi, almeno in Italia, a fare del travelblogging una professione.

Lo racconta molto bene nell’introduzione al suo “Professione Travel blogger”, dove appare chiaro il messaggio: spesso è dalle situazioni avverse che ci si reinventa e si ottengono grandi cose.

Così, iniziando quasi per caso a pubblicare quotidianamente offerte per trovare voli aerei a bassissimo prezzo, post dopo post, passo dopo passo, è diventato un punto di riferimento fondamentale per chi viaggia.

Andrea ha saputo costruire una professione ed un personaggio intorno a se stesso. Perché oltre all’attività di blogger negli anni è diventato ospite fisso in radio a M2O e ha fatto vari e tanti interventi ovunque. Io anni fa, quando ancora di blog ce ne erano relativamente pochi in giro, profetizzavo che la vera fama per un blogger arrivava quando riusciva a sfondare su un altro media. Ecco, Andrea c’è riuscito. E la pubblicazione di Professione Travel Blogger ne è la prova provata.

Professione Travel Blogger: il libro

Professione travel blogger. La copertina

Andrea Petroni nel suo “Professione Travel Blogger”, si rivolge ad un pubblico misto. Sembra voler parlare con chi per la prima volta approccia al magico mondo dei blog – e in effetti si pone un po’ come corso basic per chi parte da zero, ma dall’altra parte butta là delle nozioni anche più complesse, adatte a chi non è proprio di primo pelo, ma ha bisogno di un ripasso o, meglio, di un aggiornamento. Perché le regole del blogging non sono fisse e immutabili, ma proprio come tutta la rete, sono assolutamente fluide e scorrevoli e ciò che è valido oggi potrebbe essere desueto già domattina.

Su una cosa Andrea Petroni – Vologratis – insiste e mi vede totalmente d’accordo: guai a definirti blogger se non hai un blog ma stai solo sui social! Puoi essere il miglior instagramer del pianeta, ma non sei un blogger! Puoi avere una pagina fb da migliaia di fan, ma di nuovo non sei un blogger! Avere un blog è tutta un’altra storia! E invece in molti non hanno ancora capito la differenza: lavorare solo sui social non è lavorare su un blog. Chi è blogger, peraltro, deve completare il suo lavoro con una costante presenza sui social.

A mio parere, a prescindere dalle definizioni e dai luoghi, quello che conta sono i contenuti. Se i miei contenuti funzionano meglio sui social – vuoi perché più immediati, vuoi perché più variegati e più liberi – che su un blog è giusto che io lavori sui social; non per questo però mi devo definire blogger. La mia figura, di social content curator, è a sé stante.

Fatta questa piccola parentesi, nel libro di Andrea si apprezza oltre che la prosa davvero colloquiale (con le battute buttate là, e ti pare di vedertelo lì davanti che parla e ti fa l’occhiolino) anche l’intervento di alcuni guru del blogging e non solo, secondo una formula cara a Dario Flaccovio Editore. Questi contenuti costituiscono il valore aggiunto ad un volume di per sé piuttosto ricco. E giunto ormai, necessariamente alla seconda edizione, riveduta e corretta.

Professione Travel Blogger Seconda Edizione

professione travel blogger
Professione travel blogger, II Edizione – quarta di copertina in una delle Stories di Vologratis

Andrea oltre che essere un professionista competente, è anche una persona veramente alla mano e sempre disponibile a fare quattro chiacchiere su qualunque social si capiti. Io per esempio l’ho disturbato sulla chat di instagram proprio qualche giorno prima che nascesse il suo bambino (un vero “nato con la valigia”!) e gli ho fatto qualche domanda proprio sulla seconda edizione.

In due anni tantissime cose sono cambiate, scomparse” mi dice da subito Andrea, quando noto che alcuni argomenti di cui tratta la prima edizione, come snapchat, sono superati. E continua:

“Tante cose che funzionavano prima ora non funzionano più. Però, per converso, sulle Stories di instagram, cui nel primo libro accennavo appena,  nella nuova edizione prendono tutto un capitolo. E in più ogni capitolo è stato aggiornato e approfondito. Alcuni capitoli sono stati tolti, altri sono stati aggiunti. Parlo anche degli influencer. La nuova edizione è di circa 300 pagine e l’ho realizzata sapendo che verrà adottata come testo da un’università”.

Insomma, la nuova edizione di Professione Travel Blogger è un vero e proprio manuale non solo per chi vuole diventare travelblogger, ma proprio per chi studia comunicazione e web marketing. Non mi pare cosa da poco.

L’indice: cosa cambia nella seconda edizione di Professione Travel Blogger

L’indice parla da sé: la parte sui social è decisamente ampliata e molto più approfondita rispetto alla prima edizione: il capitolo su facebook ha tutto un nuovo paragrafo decisamente ampio sul tema, non proprio semplice della sponsorizzazione dei contenuti. E in questo si rivolge sicuramente a lettori che vogliono fare del web marketing (non necessariamente in ambito travel) il loro mestiere.

Anche il capitolo su instagram è decisamente ampliato: e il lettore si stupirà nel trovare un paragrafo dedicato alle nozioni di base di fotografia con la fotocamera. Ma del resto sono sempre di più le macchine fotografiche che consentono di condividere immediatamente su smartphone le fotografie appena scattate (la mia mirrorless ad esempio lo consente: ne parlo qui). E soprattutto, alla lunga, anche su instagram la qualità paga: e le fotografie fatte bene si notano nel tanto rumore di selfie mezzi sfocati e fatti a caso.

Giustamente scompare dall’indice della seconda edizione il paragrafo relativo a Google+, il social di Google che è stato chiuso da poco tempo.

I capitoli più attinenti al blogging puro sono stati ulteriormente ampliati e approfonditi e merita particolare attenzione il capitolo “Come guadagnare con un blog di viaggi“, che scommetto molti vorranno leggere per primo, ma che invece a livello di metodo, e di indice, funziona soltanto alla fine del libro, dopo che si è letto tutto il resto. E leggendo bene, si scoprirà che per guadagnare con un blog di viaggi, bisogna lavorare ben oltre il blog di viaggi.

Concludendo la lettura…

Sono contenta di aver avuto per le mani la prima edizione di Professione Travel Blogger proprio nel momento in cui esce in libreria la seconda edizione. Sono contenta di averne parlato direttamente con Andrea il quale è stato così caro da fornirmi anche l’indice della nuova edizione che, come avete letto sopra, va molto più nel profondo rispetto alla prima, comunque validissima versione.

Io e Andrea concordiamo su un punto: nel web e nel mondo dei social è tutto talmente fluido e scorrevole che non si può pensare che i contenuti di un libro sull’argomento blogging possano rimanere insuperati. Ciò che resiste nel tempo è il metodo alla base, ma ciò che inevitabilmente cambia sono le strategie e gli strumenti. Se leggere oggi la prima edizione di Professione Travel Blogger è importante perché insegna un metodo, aggiornarsi con la seconda edizione diventa importante per conoscere i nuovi strumenti.

Un’altra cosa su cui io e Andrea Petroni – Vologratis concordiamo è la seguente: i social passano, il blog resta. I contenuti sui social passano, sono effimeri, in tanti casi, come le stories, concepiti per essere fugaci. I post restano, creano un archivio costantemente aggiornato di contenuti che non vanno persi, ma che si possono aggiornare. Lo verifico ogni giorno: uno dei miei post più vecchi “Guidare a Malta” (risale al 2011!) è uno dei più letti:piuttosto longevo, non trovate?

Io ammiro Andrea, lo conosco, lo seguo da anni e per me lui è l’amico che ce l’ha fatta, il ragazzo gentile e sempre disponibile a dare (più di) un consiglio. Del resto, Vologratis nasceva proprio per aiutare la community, pur se su altri fronti. Andrea è una persona pacata, generosa, ma decisa e determinata. I risultati si vedono. E io sono assolutamente contenta per lui.

15 risposte a "Andrea Petroni, Professione Travel blogger"

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  1. Seguo Andrea su Instagram e leggo sempre volentieri il suo blog.
    Lui è sempre molto simpatico, e allo stesso tempo anche molto preciso quando si tratta di dare informazioni sulle destinazioni. Stavo giusto pensando di acquistare questo suo secondo libro.. penso che lo prenderò perchè il contenuto sembra davvero interessante.

  2. Adoro questo libro e ci sto trovando molte informazioni interessanti ed utili. Mi piace molto la sua semplicità e il modo pulito con cui si relaziona con le persone. Io ho la prima edizione ma penso che acquisterò anche la seconda

  3. In passato avevo comprato un paio di libri che in realtà si erano rivelati molto inutili. Il libro di andrea invece lo sto puntando da un po’. ero timorosa date le mie esperienze passate ma credo di dovermi fidare invece di lui e del suo modo di scrivere. Grazie per la conferma, ora so che non è un errore!

  4. Seguo Andrea e sto valutando di acquistare il suo libro, la tua ottima recensione mi spinge in quella direzione.

  5. Anche io conosco Andrea e ho avuto il piacere di intervistarlo sul mio blog. Trovo che oltre ad essere un grande professionista, è uno splendido essere umano.

  6. Ho comprato la prima edizione di questo libro e secondo me è uno dei manuali migliori sull’argomento: pratico e scorrevole allo stesso tempo. Concordo sul fatto che Andrea sia uno dei pochi travel blogger famosi che sia restato con i piedi per terra: è gentilissimo e sempre disponibile. Si merita veramente il successo che ha raggiunto!

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