Itinerario in Toscana: San Gimignano e Volterra

Nel cuore delle colline toscane sorgono due borghi medievali dalla storia interessante e antica: andiamo a San Gimignano e Volterra.

San Gimignano, il borgo delle torri

Mi risulta sempre difficile scrivere di San Gimignano. Forse perché la sua fama parla da sola: a cosa serve che dica che le sue torri caratterizzano questa cittadina medievale, cinta da mura?

Allora cambio punto di vista.

Se arrivi da Firenze o da Siena giungi a San Gimignano percorrendo la Firenze-Siena e uscendo a Poggibonsi. Se arrivi da Pisa, invece, uscendo a Empoli dalla Fi-Pi-Li (Firenze-Pisa-Livorno) percorri una lunga strada che attraversa campagne e paesini di quattro case. La strada sale per colline pettinate a vigneti, costeggia cascine e lambisce valli, dopodiché eccole in lontananza, le torri: sei giunto in prossimità di San Gimignano.

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Iris in fiore a San Gimignano

San Gimignano è cinta di mura e soprattutto è pedonale. Occorre parcheggiare all’esterno. Le opportunità non mancano lungo tutto il perimetro delle mura. Parcheggi a pagamento, ovviamente.

Non appena si varca la cinta muraria ci si immerge in un mondo totalmente diverso da quello che abbiamo lasciato al di fuori. Case medievali, in pietra a vista, con porte e finestre tamponate qua, aperte là, con vicoli che regalano scorci stretti sulla campagna toscana circostante.

Intorno all’anno 1000 San Gimignano non era altro che un villaggio posto lungo la Via Francigena, la lunga via di pellegrinaggio che giungeva a Roma dalla Francia. Proprio la sua posizione lungo la Francigena divenne strategica, e il piccolo villaggio divenne un borgo cinto da mura, luogo di sosta e di ospitalità prescelto da viandanti e pellegrini.

San Gimignano cresce, cresce e cresce. Le mette gli occhi addosso Firenze. Nel 1348 si sottomette a Firenze e viene impiegata come baluardo contro Siena. Ma intanto decade la sua importanza e le sue belle torri, la sua bella piazza rimangono quasi congelate all’aspetto dei tempi che furono.

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Edifici medievali sulla piazza di San Gimignano

All’epoca fiorentina risale invece la Rocca di Montestaffoli, che in effetti si percepisce un po’ come un corpo estraneo. Oggi questo è un punto panoramico notevole, da cui la vista spazia sulle colline circostanti e sulle torri della cittadina. Luogo di pace, è sistemato ad oliveto, con un affaccio da una torretta cui si accede tramite una stretta scala.

Quando passeggio per le vie di San Gimignano inevitabilmente rimango attratta dalle murature medievali, a vista, dove i filari di pietre e i corsi di mattoni si alternano, dove le porte e le finestre sono tamponate, tagliate da altre tamponature, ritagliate in murature piene. Facciate di edifici che raccontano potenzialmente tantissime storie. E io rimango affascinata a guardarle.

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Le torri di san Gimignano viste da Rocca di Montestaffoli

Se invece ci attraggono i monumenti, senza dubbio la Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta, romanica, che al suo interno è arricchita da opere di Benozzo Gozzoli e Ghirlandaio, pittori che erano noti e attivi anche a Firenze (Benozzo Gozzoli, per dire, è l’autore della Cavalcata dei Magi di Palazzo Medici Riccardi in Firenze, che ho illustrato qui). Accanto alla Collegiata, sul lato della piazza, si erge il Palazzo Comunale, detto anche Palazzo nuovo del Podestà, anch’esso ricco di opere di insigni pittori medievali, tra cui FIlippo Lippi e Pinturicchio.

Ma, certo, ciò che attrae di più l’attenzione, soprattutto da lontano, sono le alte torri. Nel medioevo erano più di 70, poi si ridussero drasticamente nel corso dei secoli, e oggi sono 14. Appartenevano tutte a famiglie influenti di San Gimignano, per cui nell’abbattimento di certe torri bisogna anche leggere la volontà di cancellare le fortune della famiglia proprietaria di turno. La torre più importante, però, fu sempre la Torre Grossa, accanto al Palazzo del Podestà e alla Collegiata, che fu costruita nell’anno 1300.

In viaggio verso Volterra: il Tondo Pieno di Mauro Staccioli

Lasciamo Volterra e ci mettiamo in viaggio, lungo la strada che da San Gimignano scende e sale, in un continuo dolce andirivieni di tornanti, per le colline toscane.

In uno di questi tornanti si colloca un’opera che ha dell’extraterrestre. È il Tondo Pieno, un’opera di Mauro Staccioli, artista contemporaneo che ha impresso la sua firma sul paesaggio delle colline regalando nuovi scorci, nuovi punti di vista, nuovi modi di intendere la visuale. Tutto nasce da una mostra di Staccioli del 2009, Luoghi d’Esperienza, per la quale l’artista disseminò a Volterra, sua città natale, e nei dintorni delle grandi figure geometriche pure: il cerchio, il triangolo, l’arco e l’arco rovesciato.

tondo pieno staccioli
Il Tondo Pieno, opera di Mauro Staccioli

Il Tondo Pieno è un anello di colore rosso che conduce lo sguardo al di là delle colline; è una sorta di cornice che obbliga non solo a vedere cosa c’è, ma a guardare, dunque a fermarsi per contemplare. E infatti è inevitabile fermarsi. E infatti io mi sono fermata.

Volterra: Etruschi, Roma, Medioevo

Volterra per me è sinonimo di Etruschi. Se non l’avete mai fatto, visitate il Museo Guarnacci, entrate proprio nell’atmosfera che solo un popolo tanto antico e fiero quanto quello etrusco vi sa dare.

Etruschi e Volterra sono un binomio indissolubile. Da sempre qui si lavora l’alabastro, e infatti le urne cinerarie degli etruschi di Volterra sono scolpite in questa preziosa, dura e lucente pietra. Volterra fu una città etrusca fiorente e vitale, prova ne siano i tanti rinvenimenti archeologici in anni passati e recenti. Alcuni importanti rinvenimenti del passato, come la scoperta della tomba a tumulo Inghirami, fu addirittura ricostruita a Firenze, nel giardino del Museo archeologico nazionale (uno dei 10 motivi per cui visitare il museo), e in essa furono alloggiate tutte le 53 urne cinerarie, appartenute a uomini e donne di una stessa famiglia per tre generazioni. Davvero suggestivo entrare nella tomba quando il giardino del museo viene aperto. Ma a Volterra, il Museo Guarnacci è suggestivo in egual misura. Un’altra importante testimonianza di epoca etrusca è la Porta dell’Arco. La cinta muraria, realizzata in età etrusca, fu poi restaurata e rimaneggiata in età medievale. Infine, l’acropoli etrusca, in cima al colle che ospita il Parco Enrico Fiumi.

Volterra
Piazza dei Priori Volterra

In età romana Volterra è una città a tutti gli effetti: era dotata di un teatro, che fu scavato negli anni ’50 dai degenti del Manicomio di Volterra (non fate battute sui pazzi e gli archeologi, ve ne prego) e di un anfiteatro che è stato in parte rinvenuto in anni davvero recenti.

L’immagine attuale di Volterra risale all’età medievale. Dal 1208 inizia la costruzione del Palazzo dei Priori e nel corso del XIII secolo anche qui come nella vicina San Gimignano furono innalzate case-torri. Il duomo di Volterra, innalzato a partire dal IX secolo, nel XII ebbe le forme romaniche attuali che lo contraddistinguono.

La piazza principale del centro medievale è Piazza dei Priori, su cui affacciano sia il Duomo che il Palazzo dei Priori. Il Duomo ha la facciata e gli interni caratterizzati da quell’alternarsi di filari bianchi e neri di pietra tipici del romanico pisano (se avete presente il Duomo di Pisa sapete di che sto parlando).

L’offerta culturale non si limita ad Etruschi e Romani. Non c’è solo il Museo Guarnacci, ma Volterra ospita anche una Pinacoteca – e ne ha ben donde, visto che espone opere di Rosso Fiorentino, Ghirlandaio e Luca Signorelli – e l’Ecomuseo dell’Alabastro che racconta una produzione tanto antica quanto di altissimo artigianato artistico, da sempre fonte redditizia per Volterra. Una scoperta dopo l’altra.

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3 risposte a "Itinerario in Toscana: San Gimignano e Volterra"

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  1. San Gimignano è meravigliosa ed è davvero affascinante camminare per le sue antiche vie… la ricordo bene! Mi sarebbe piaciuto passare anche da Volterra, ma alla fine ho deciso di visitare la piccola e graziosa Monteriggioni. Una gioiellino da visitare!

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