Zagabria: 7 cose curiose da sapere sulla capitale della Croazia

Posso dire di conoscere abbastanza bene Zagabria: l’ho vissuta per un certo tempo, in più occasioni, l’ho girata in lungo e in largo. Quando vi sono arrivata la prima volta non ne sapevo niente. Ora invece posso dire di averne scoperto alcuni aspetti piuttosto curiosi. Ho pensato di raccontarveli in questo post.

Ecco le 7 cose curiose da sapere su Zagabria, la capitale della Croazia

zagabria 7 cose curiose da sapere

La birra croata: chi la produce e dove berla

I Balcani sono noti per la produzione di vino, a NordEst di Zagabria si colloca la regione vinicola per eccellenza della regione. Eppure in Croazia vanno fortissimo le birre.

Qui vi parlo di chi fa la birra alla periferia di Zagabria, di quali birre bere e dove berle. Pronti?

Il birrificio: Medvedgrad

Il birrificio Medvedgrad si trova alla periferia di Zagabria. È sia birrificio che birreria. Grandi silos accolgono su un lato dell’entrata: li vedi attraverso una vetrata trasparente che ti dà l’impressione di stare proprio in fabbrica. Poi invece, vai avanti ed entri nella grande sala da pranzo. La Pivotara Medvedgrad produce birre di varia tipologia, dalle bionde alle scure – le mie preferite –  fino alle IPA, floreali, speziate e amarognole (poco adatte ad una cena, sono piuttosto da meditazione).

Il menù prevede la calda cucina croata a base di zuppe e di carne. Su queste pietanze una birra scura – Crna (cioè nera) sta benissimo.

birrificio medvedgrad
Il birrificio Medvedgrad

Birre croate: le mie preferite e dove berle

Ožujsko Pivo
Ožujsko Pivo: la bionda croata che accompagna i piatti di carne

Ho dei gusti particolari: non mi piacciono le birre bionde né tantomeno le pils.

In Croazia sono rimasta soddisfatta, perché c’è una discreta produzione di birre scure. Oltre alla Crna Medvedgrad (v. sopra) la Tomislav è senza dubbio la mia birra croata preferita. Ancora tra le birre scure si può indicare la Karlovačko, sempre di produzione croata.

Se vi piacciono le bionde invece la Ožujsko Pivo è quella che fa per voi: leggera, pastosa, bella schiuma: scende giù che è un piacere.

Dove bere birra a Zagabria

Un posto l’ho già indicato: è direttamente il Birrificio Medvedgrad alla periferia di Zagabria. In centro a Zagabria invece i pub non mancano. Nella centralissima via Ulica Ivana Tkalčića si trova il Booze Blues, un pub con una forte connotazione musicale: chitarre appese alle pareti, gigantografie di musicisti e concerti. E ottima birra ovviamente. Nella stessa via, tra l’altro, si trova una succursale di Medvedgrad: e vuoi non prendere una birretta in questo localino centralissimo, nel cuore della vecchia Zagabria?

Altro pub che offre un’interessante scelta di birre è il Walhalla Metal Bar in Radićeva ulica: ampia scelta di birre alla spina oltre che in bottiglia. L’unico difetto (di questo come degli altri pub a Zagabria)? Si può fumare all’interno e questo giustamente disturba gli avventori disabituati al fumo.

Chi ha inventato la cravatta?

crqavatte croate
Una bottega di cravatte a Zagabria

La risposta è… i Croati! Narra la leggenda che l’esercito francese prese da quello croato l’abitudine di portare al collo un fazzoletto annodato. Per dare un nome a questa moda, l’uso del fazzoletto fu definito “à la Croate“; da qui a Cravatte il passo è davvero breve e i Francesi lo fecero in pochissimo tempo.

Oggi per la città vecchia di Zagabria si incontrano alcune piccole botteghe di cravatte, che si riconoscono per l’insegna a forma di cravatta a scacchi bianchi e rossi (i colori della Croazia). Si nota, decisamente!

Due di queste botteghe di cravattai si trovano in via Radićeva ulica, ma altre si trovano ancora in giro per la città bassa. Una tradizione, quella della cravatta, che è bene che la Croazia non perda: io neanche sapevo che l’avessero inventata qui la cravatta! Segno che la Croazia deve ancora lavorare molto sulla comunicazione di alcune sue curiose peculiarità.

cravatte croate
Una vetrina di cravatte a Zagabria

Una mummia egizia… a Zagabria

Meglio: una mummia egizia avvolta in bende iscritte in lingua etrusca. La Mummia di Zagabria è un bel rebus archeologico: fu acquistata sul mercato antiquario in Egitto, fu portata a Zagabria dal suo compratore e solo tempo dopo si scoprì che era avvolta in bende di lino iscritte in lingua etrusca.

mummia di Zagabria
La Mummia di Zagabria al Museo Archeologico di Zagabria

Il mistero si infittisce. Abbiamo una mummia egiziana e un rivestimento etrusco. Com’è possibile?

Varie ipotesi, alcune molto fantasiose, sono state presentate. Quella più verosimile è pensare che il nostro egiziano mummificato sia stato avvolto in una serie di bende di reimpiego, ritagliate da un tessuto ormai inutilizzabile. Se così fosse si capirebbe il perché di tante cose.

La mummia si trova oggi esposta al Museo Archeologico di Zagabria. Nella sua piccola saletta è raccontata la storia del rinvenimento e quel poco di iscrizione in etrusco che si è riusciti a decifrare e interpretare.

Il Museo Archeologico di Zagabria è il luogo che racconta l’archeologia della Croazia, dalla preistoria all’età romana e medievale. La piccola sezione egizia è invece il frutto della donazione di collezionisti. Ecco il perché della presenza di reperti egizi in un museo archeologico croato.

Ti amavo, ora no: il museo delle relazioni interrotte

L’amore è un sentimento astratto, eppure porta con sé una serie di oggetti concreti: da una chiave a una lettera a un peluche a un vestito, ogni oggetto che è stato condiviso in una vita di coppia rappresenta fisicamente l’amore e ne diventa la rappresentazione concreta.

A Zagabria il Museo delle relazioni interrotte indaga proprio quest’aspetto: con cosa identifichi il tuo amore per una persona? E quale oggetto identifica l’amore finito per quella persona?

Il Museo delle Relazioni interrotte: le storie dietro gli oggetti

museo relazioni interrotte
Quest’ascia è uno degli oggetti in mostra al Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria

Al centro dell’esposizione non ci sono gli oggetti, ma le storie celate dietro di essi. Una lettera, una cartolina, una mattonella, un bel vestito, una chiave, una scarpa… oggetti insignificanti per ciascuno di noi sono però significativi per quelle uniche due persone al mondo che li hanno utilizzati dando loro un senso. Le relazioni di coppia nascono, si alimentano, possono finire. Così il Museo delle Relazioni interrotte racconta amori finiti. E li racconta attraverso gli oggetti. Oggetti che uno dei due della coppia ha voluto donare, nell’ottica della condivisione più pura, per raccontare se stesso, la sua vicenda, un aspetto dell’umanità.

Amori finiti da tempo, amori conclusi solitamente, ma non sempre, per volontà dell’altro, amori esauriti cui si ripensa con dolcezza o al contrario con rabbia: l’oggetto diventa il veicolo della narrazione, ma anche della reazione alla fine della storia d’amore.

Oltre alle storie d’amore canoniche, il Museo si dedica anche all’amore morboso tra genitore e figlio, oppure all’affetto interrotto di un figlio verso il genitore che si è suicidato.

museo relazioni interrotte zagabria
Le testimonianze del Museo delle Relazioni Interrotte

Alcune storie sono di un’intensità commovente, altre meno coinvolgenti, ma tutto dipende dalla sensibilità di ciascuno: io e il mio compagno, confrontandoci al termine della visita, sembrava che avessimo visitato due mostre diverse! Ognuno di noi infatti era stato attratto dall’oggetto o dalla storia a lui più congeniale.

Il museo delle storie di tutti noi

Potenzialmente ciascuno di noi ha una storia da raccontare legata ad un suo ex. Potenzialmente a quella storia è legato un oggetto, un regalo oppure un qualcosa acquistato insieme, un simbolo per entrambi. Quell’oggetto diventa il veicolo di una storia da raccontare, una storia personale che diventa un racconto collettivo. Il concetto alla base è davvero interessante – magari all’atto pratico a molti non dirà niente – ma dal punto di vista sociologico/antropologico e culturale è un’iniziativa sicuramente ricca di spunti di riflessione.

Se però posso dire la mia, il Museo delle relazioni interrotte è un interessante esperimento sociale, ma è sovrastimato in quanto museo.

Prendere un caffé a Zagabria

Te lo dico subito: scordati di prendere un caffé al banco come in Italia: semplicemente, non esiste.

In Croazia prendere un caffé significa dedicare del tempo a se stessi e soprattutto alla compagnia degli altri. Il caffé è un rito collettivo, è un’occasione di incontro e di chiacchiere, occasione di relax e di compagnia. Altro che il nostro espresso al volo!

In Croazia se chiedi un caffé devi specificare se lo vuoi espresso, altrimenti ti arriva un caffé lungo simile al cappuccino. Saperlo in anticipo è fondamentale, per non restare delusi quando ci vediamo presentare un caffé che non volevamo!

La Farmacia degli Alighieri

la farmacia più antica di zagabria
la farmacia più antica di zagabria

La farmacia più antica di Zagabria si trova nel cuore della città alta, appena superata la Porta di Pietra con la sua piccola cappella presso la quale molti vanno a pregare e donano ex voto alla Madonna. Santa Maria, patrona della città, è dipinta sul muro di questa storica porta, e fu risparmiata dal grande incendio che devastò Zagabria nel 1731. Da allora è diventata luogo di pellegrinaggio, e tuttora è grande luogo di devozione.

La farmacia, subito oltre la Porta di Pietra, è anch’essa molto antica: risale al 1335. Non solo, ma per quanto riguarda noi italiani, è importante per un illustre – anzi pronipote di illustre – italiano. Un’iscrizione sulla parete esterna dell’edificio cita infatti tal Nicolò Alighieri, che fu bisnipote di Dante e che esercitò come farmacista alla fine del Trecento. Storie italiane e croate si incrociano in uno dei luoghi storici meno noti, ma ugualmente importanti della città antica. Nicolò Alighieri non era l’unico italiano – fiorentino – presente in città: a Zagabria giunsero nel corso del tempo numerosi mercanti e farmacisti proprio dall’Italia. Inoltre erano farmacisti e italiani i primi proprietari dei bagni pubblici di Zagabria.

Gli interni della farmacia mantengono oggi un arredamento storicizzato, con il bancone e i contenitori di essenze e erbe così come nelle nostre farmacie storiche. Mi piace pensare a quanta gente si è recata in questa farmacia nel corso dei secoli, a quanti hanno effettivamente trovato una cura e quanti invece non hanno tratto giovamento dalle antiche medicine o rimedi proposti.

Illuminare il centro storico: i lampioni a gas

lampione a gas zagabria
Uno dei lampioni a gas del centro storico di Zagabria

Non ci sono lampadine né led. Nel centro storico i lampioni sono alimentati ancora a gas. Come nell’Ottocento; come nei primi decenni del Novecento.

A gas. Una fiammella leggera, eterea, che accende i lampioni della città alta. Salendo dalla Porta di Pietra verso la piazza della chiesa di S. Marko non si può non notare questo particolarissimo, antico sistema di illuminazione.

Un addetto passa tutte le sere, in motorino, e uno dopo l’altro accende i lampioni a gas. Quella che un tempo doveva essere vista come una sorta di magia e che oggi invece è la normalità pura, a Zagabria riesce ancora a sorprendere, per quel fascino senza pari che hanno le cose antiche.

Non so a voi, ma a me viene in mente “Il piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry in quella parte in cui parla proprio di chi accende i lampioni, con tutto quel che segue. E mi vengono in mente i romanzi storici ambientati per le strade delle città europee nell’Ottocento. Ecco, grazie a questi lampioni Zagabria riesce a mantenere quest’aria da favola antica.

 

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3 risposte a "Zagabria: 7 cose curiose da sapere sulla capitale della Croazia"

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  1. Quante curiosità che mi hai fatto scoprire! Il museo delle relazioni interrotte sembra davvero interessante! Quanti giorni consigli di dedicare a Zagabria? 🙂

    1. ciao! Con tre giorni, il minimo indispensabile, già ti fai un’idea della città. In un giorno riesci a visitare per bene la città alta e a percorrere a piedi la città bassa; il secondo giorno puoi dedicarlo ai musei, il terzo ad approfondire ciò che hai visto rapidamente. Se invece la tua permanenza è più lunga puoi esplorare i parchi pubblici, addentrarti nei mercati e girare i dintorni: vicino a Zagabria il borgo di Samobor è perfetto per una gita fuoriporta, per esempio.

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