5 cose insolite che puoi fare a Roma

Roma Caput Mundi, Roma Capitale, Roma nun fa’ la stupida stasera, Roma CapocciaRoma è Roma, una città talmente completa, talmente monumentale, talmente tutta da vivere e da percorrere che necessariamente uno si riduce a vedere, quando viene, le cose strettamente necessarie e più importanti. Roma però sa anche stupire e regalare esperienze insolite, di quelle che quando torni a casa puoi raccontare destando l’ammirazione di chi ti ascolta e conosce Roma per sentito dire.

5 cose insolite che puoi fare a roma

Non solo: poniamo infatti il caso che tu sia già venuto a Roma più di una volta. Possibile che tu debba fare sempre il solito giro? Colosseo, Fori, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Pantheon? Certo che no: il bello di visitare più volte una stessa città è che si può esplorare anche altro, anche qualcosa di insolito.

Ora ti rivelo 5 cose insolite che puoi fare a Roma

5 cose insolite, fuori dai consueti schemi e itinerari turistici.

5 cose che quando le racconterai susciteranno l’ammirazione nei tuoi ascoltatori o lettori, 5 cose che sicuramente ti fanno percepire Roma con occhi diversi. In nessuna di queste cose vedrai il Colosseo. Ma ti assicuro che alla fine non ne avrai sentito la mancanza.

Ecco le 5 cose insolite che puoi fare a Roma:

  • spiare dal buco della serratura senza essere maleducato
  • aspettare i vecchi tram e le vecchie locomotive alla Stazione Porta San Paolo
  • sentirti osservato dai Garibaldini sul Gianicolo
  • passeggiare tra statue antiche in una centrale elettrica
  • mangiare un panino col pastrami

Ti ho incuriosito? E allora vieni con me a zonzo per Roma!

Spiare dal buco della serratura senza essere maleducato

Cosa ti hanno detto da piccolo? Non si guarda dal buco della serratura! Soprattutto se la serratura apre la porta della casa d’altri. Vero, verissimo, parole sante. Ma se il buco della serratura guarda su un giardino, e quel giardino ha una splendida vista sulla Cupola di San Pietro? Che fai, non la dai un’occhiatina?

buco della serratura Aventino
Dal Buco della Serratura vedo… il Cupolone!

Sul colle Aventino, uno dei quartieri residenziali più signorili di Roma, sorgono alcuni palazzi storici, chiese antiche e splendidi giardini. Un giardino è pubblico, il Giardino degli Aranci, e offre una splendida vista panoramica che spazia dal Tevere alla Cupola di San Pietro fino al Vittoriano e al Palatino. L’altro è un giardino privato, il giardino del Priorato dei Cavalieri di Malta. Questo giardino è chiuso da un imponente portone che cela ciò che si trova al di là. Solo il buco della serratura permette di dare un’occhiata oltre. E di vedere così lo spettacolo del cupolone incorniciato tra gli alberi: la fuga prospettica è perfetta, l’immagine che si presenta davanti ai nostri occhi è un’assoluta poesia. Il cupolone di San Pietro è laggiù, lontano, eppure non ci sarà mai sembrato così vicino.

Il Buco della Serratura attira parecchi curiosi. Un minimo di sana coda è da mettere in conto, ma l’esperienza è totalmente gratuita. Inoltre, non è la sola cosa da vedere sull’Aventino: Le chiese di Sant’Alessio e di Santa Sabina, per esempio, e il Giardino degli Aranci offrono l’occasione di una splendida passeggiata. Vienici di domenica, quando le coppie si sposano e nel giardino qualche artista si mette a suonare in mezzo alla gente: amerai tantissimo questa città e la sua atmosfera di festa!

Aspettare i vecchi tram e le vecchie locomotive alla Stazione Porta San Paolo

Premessa: la stazione di Porta San Paolo in realtà ha tre nomi, a seconda del mezzo di locomozione che si intende prendere: si chiama Porta San Paolo la stazione da cui parte il treno per Ostia Lido; si chiama Piramide la stazione della Metro B; si chiama infine Ostiense la stazione dei treni regionali e intercity, quelli che escono da Roma per collegarla al resto d’Italia. La stazione Ostiense è collegata alle altre due da un lungo corridoio coperto, ma ha un ingresso indipendente in un edificio di epoca fascista; Piramide e Porta San Paolo, invece, condividono lo stesso lato d’ingresso che affaccia sulla Piramide Cestia e sulla Porta San Paolo, cioè la porta nelle Mura Aureliane (fatte costruire dall’imperatore Aureliano) attraverso la quale fin dall’età romana passava la via Ostiense in direzione di Ostia. Tutto torna, no?

polo museale atac
Vecchi tram e vecchie locomotive a lato della Stazione di Piramide

Ma torniamo a noi. Sul lato di fondo della stazione Porta San Paolo si apre il Polo Museale Atac: uno spazio verde nel quale sono parcheggiati alcuni tram degli anni ’20-’30 e alcune vecchie locomotive. Non si può entrare all’interno dei vagoni, ma anche solo dall’esterno questi mezzi di trasporto, che all’epoca erano il vanto della mobilità romana, esercitano un grande fascino. Lo sfondo della Piramide Cestia, poi, rende il tutto davvero senza tempo. All’epoca questi mezzi erano considerati un faro della modernità, e vederli parcheggiati qui, ora, in pensione, fa una certa tenerezza. Gli amanti del genere apprezzeranno.

L’ingresso è gratuito e si può passeggiare liberamente tra le locomotive. Ma non solo: sotto una tettoia è custodita una cassaforte che fu rapinata come nel film I Soliti Ignoti!

Sentirti osservato dai Garibaldini sul Gianicolo

passeggiata gianicolo
Erme garibaldine lungo la Passeggiata del Gianicolo

Nel 1849 a Roma si era instaurata la Repubblica Romana, che aveva esautorato il papa dal governo su Roma. Siamo in pieno Risorgimento: Mazzini e Garibaldi sono i due fautori dell’indipendenza dal Papa; indipendenza che dura poco, perché dopo pochi mesi lo Stato della Chiesa torna sovrano su Roma. Ma il primo seme rivoluzionario è stato lanciato, e infatti nel 1870, con la breccia di Porta Pia, lo Stato della Chiesa cessa di esistere e Roma diventa parte integrante – e a seguire capitale – d’Italia.

E Garibaldi? E i Garibaldini? A coloro che in più di un’occasione si distinsero per coraggio, caparbietà e patriottismo fu destinato un intero colle: il Gianicolo infatti racconta passo dopo passo l’epopea garibaldina, sia dell’eroe dei due mondi che di tutti i suoi seguaci, in Italia e ovunque lui combatté sposando la causa della libertà ora dell’uno ora dell’altro popolo. Non a caso era chiamato l’Eroe dei due mondi.

La Passeggiata del Gianicolo parte dalla fontana dell’Acqua Paola – luogo che molti conosceranno perché vi si svolge la scena iniziale del film La grande Bellezza – e risale via Garibaldi fino alla piazza, sul Gianicolo, in cui campeggia la statua all’Eroe dei due mondi.

faro gianicolo
Il Faro degli Italiani d’Argentina al Gianicolo

A metà di questo primo tratto di passeggiata inizia una sfilata di erme, ovvero di busti di personaggi che a vario titolo sono stati garibaldini o personaggi importanti del Risorgimento e dei primi decenni di Unità d’Italia. La Passeggiata diventa così l’occasione per conoscere i volti, e attraverso di essi i personaggi, che fecero l’Italia.

C’è il giovane Mameli, c’è Pietro Roselli, c’è Luciano Manara, ci sono i volti di personaggi più o meno illustri, più o meno noti, che si sono distinti per il loro fervore patriottico.

Questi volti silenti eppure tanto espressivi si intensificano nei pressi del Muro del Belvedere, all’interno del Parco Gianicolense. Da qui la vista spazia su una bella fetta di Roma. Il parapetto, che porta una lunga iscrizione, è stato inaugurato nel 2011, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Ma noi che ci sporgiamo per guardare il panorama ci sentiamo osservati da tanti sguardi di pietra, è il caso di dire. Va detto che le erme non sono state installate tutte nello stesso periodo, ma variamente aggiunte nel corso del tempo.

anita garibaldi gianicolo
La statua di Anita Garibaldi al Gianicolo

Poco più avanti, la statua equestre di Anita Garibaldi, spirito libero e moglie dell’Eroe dei due mondi, è l’ulteriore omaggio all’epopea garibaldina, fatta di uomini e donne, di fervore patriottico e di spirito romantico di libertà politica e di intelletto. Ad Anita, che morì di malaria durante il Risorgimento nelle valli di Comacchio, è dedicato il Faro degli Italiani d’Argentina, installato nel 1911. Correva il 50° anniversario dell’Unità d’Italia, e gli Italiani all’estero dedicarono all’Italia questo monumento, che oggi è conosciuto più semplicemente come Faro del Gianicolo.

A conclusione della Passeggiata, non si può non visitare il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina presso Porta San Pancrazio. Qui si può conoscere la storia più recente di Roma, prima che diventasse Italia, a partire dalla Roma di Pio IX. Qui, per esempio si scopre che nel 1849 la Repubblica Romana promulgò una sua Costituzione, che per molti versi è simile a quella italiana in vigore oggi: evidentemente, certi princìpi, quelli che per l’appunto definiamo costituzionali, sono davvero imprescindibili e fondamento del vivere civile e democratico.

Ammirare statue antiche in una centrale elettrica

Dalle erme passiamo alle statue intere, dal Risorgimento passiamo all’arte romana. Andiamo alla Centrale Montemartini, un museo di arte romana installato all’interno di una ex-centrale elettrica nel quartiere Ostiense, a pochi passi dal Gazometro e in quello che agli inizi del Novecento era il quartiere industriale della città. La centrale Montemartini funzionò infatti negli anni ’20 del Novecento ed era un impianto all’avanguardia: grossi macchinari in ghisa, simbolo dell’industrializzazione e della modernità, davano luce alla città. Col tempo l’impianto cadde in disuso ed è solo da pochi anni che lo stabilimento è stato riconvertito in spazio museale.

centrale montemartini
Centrale Montemartini, Sala Macchine

L’impatto è notevole. Il candore del marmo si scontra col nero potente dei macchinari; l’espressione idealizzata, senza tempo delle statue si scontra col ruvido dinamismo che i macchinari, con i loro bulloni e i loro bottoni impongono. Il museo è piuttosto grande, ma la sala più spettacolare è quella dei grandi macchinari dove statue, busti e teste di divinità, imperatori e personaggi dell’antica Roma dialogano con le turbine.

La Centrale Montemartini è un museo che osa: di fatto è una galleria di arte antica, né più né meno, ma l’ambientazione così inusuale ne fa un luogo unico e affascinante. Uno dei musei di Roma da non perdere.

Mangiare un panino col pastrami al Ghetto Ebraico

Non ti risulta che il pastrami appartenga alla cucina romana, vero?

pastrami sandwich katzs delicatessen
Il pastrami sandwich di Katz’s Delicatessen a New York: il pastrami è un taglio di carne tipicamente kosher e si trova anche a Roma

Eppure, se a Roma ti trovi a passeggiare per il Ghetto Ebraico potresti imbatterti nella cucina Kosher più estrema.

Il pastrami è un taglio magro di carne di manzo che viene servito sottile sottile come se fosse prosciutto. La ricetta è originaria della Romania, ed è diventata a tutti gli effetti un piatto della cucina Kosher. A New York se non mangi un pastrami sandwich da Katz’s Delicatessen non sei nessuno. Già, ma in Italia?

Il pastrami non è certo tipico italiano. A Roma la cucina ebraica viene chiamata anzi romano giudaica: è quella che ha prodotto, per intenderci, il mitologico carciofo alla giudìa, un carciofo talmente fritto da risultare croccante e strasaporito. Ma altro tipico piatto della cucina romano giudaica è il fiore di zucca fritto e ripieno di mozzarella e acciuga; ma anche la trippa e il cosiddetto “quinto quarto” ovvero le frattaglie, fanno parte della tradizione culinaria romano giudaica.

Se ti trovi a passeggiare per il Ghetto di Roma, che sorge alle spalle del Portico di Ottavia tra il Tevere e Largo Argentina, incontri numerosi ristoranti tradizionali: la Sora Margherita è tra i più noti, un vero buco dove si mangia cucina tradizionale a prezzi giusti per essere il centro di Roma; altri due locali storici sono Gigetto e Nonna Betta. Qui stai certo che mangerai autentici piatti della cucina giudaico romana tradizionale.

sora margherita al ghetto
L’interno decisamente rustico della Sora Margherita al Ghetto, osteria tipica della cucina romano-giudaica

Già, ma non eravamo partiti dal pastrami?
Sì, giusto, il pastrami. Trovi il panino col pastrami sempre nel ghetto ebraico da Fonzie, il fast food in via S.Maria del Pianto, la traversa che da via Arenula porta nel cuore del Ghetto.

Già che ti trovi al Ghetto, approfitta per farti una delle passeggiate archeologiche più brevi ma intense di Roma: dal Portico di Ottavia al retrostante Teatro di Marcello: attraverserai millenni di storia e di archeologia concentrati in pochi metri quadrati, di grande impatto visivo. Il passaggio è gratuito, ovviamente.

Teatro di Marcello
Il Teatro di Marcello. Alle sue spalle si colloca il ghetto ebraico

Queste sono le 5 esperienze insolite che ti propongo di fare a Roma. E tu ne hai fatte delle altre che assolutamente ti senti di consigliare? Raccontamele qui nei commenti, oppure sulla pagina facebook di Maraina in viaggio!

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11 risposte a "5 cose insolite che puoi fare a Roma"

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  1. Come sono riuscita a perdere questo post interessanti ed insolite da fare a Roma? Ci sono stata una volta sola ben 10 anni fa e ancora non ci sono ritornata. Sicuremente Roma è piena di cose insolite da fare: iniziamo da quelle 5 che hai elencato te! E ti devo dire che sono molto incuriosita dal museo di arte romana installato all’interno di una ex-centrale elettrica!

  2. Anch’io voglio spiare dal buco della serratura senza essere maleducata. 😀 Quanto è bella Roma, un tempo ci andavo spesso per questioni di cuore, molti anni fa. Dovrei tornarci e seguire i tuoi suggerimenti. 🙂

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