Calabria coast to coast: da Paola a Crotone lungo la S.S. 107

Mar Tirreno, Mar Jonio, e nel mezzo la Sila

Lungo il percorso, poi, tanti borghi, paesi, città, per cui vale la pena far diventare il percorso in auto un vero viaggio di scoperta. Pronti a percorrere con me il Calabria coast to coast? Da Paola a Crotone scopriremo quali centri e quali luoghi si incontrano lungo la S.S. 107.

S.S. 107 CALABRIA

1- Paola

Affacciata sul Mar Tirreno, Paola è una cittadina medievale che ha dato i natali al Santo più venerato nella regione, patrono dei Marinai, San Francesco di Paola. Appena fuori dal borgo, il grande convento di San Francesco è meta di pellegrinaggi da ogni parte della Calabria, ma anche d’Italia. Un grande complesso, poggiato lungo la riva di un fiume, che ospita i luoghi storici di Francesco, le grotte dove pregava, le celle dei monaci, la chiesa e il chiostro. Un luogo di devozione davvero grande.

paola convento san francesco
Paola, il convento di San Francesco

Il paese di Paola è arroccato, in salita, un po’ decadente come molti centri storici in Calabria. Purtroppo tante case abbandonate, che trasformano la decadenza in degrado, ma in ogni caso una cittadina vitale, punto nodale nei collegamenti con l’interno: e infatti è proprio da qui che si origina la S.S. 107 che attraversa la Sila e punta verso Crotone.

Per approfondire: San Francesco di Paola, il santuario, la città, il culto

2 – Cosenza

La seconda tappa lungo la S.S. 107 è nientemeno che Cosenza. Il capoluogo è una città antica, cui sono legate leggende che spesso vengono confuse con la realtà, come la storia del Tesoro di Alarico che si troverebbe seppellito da qualche parte nei pressi della città e che ogni tanto a qualcuno viene in mente di cercare.

Il castello normanno svevo di Cosenza visto dalla piazza di Palazzo Arnone. In mezzo, il centro storico di Cosenza

Il centro storico di Cosenza è meraviglioso e decadente, piuttosto esteso. La città è dominata dall’alto dal Castello Normanno Svevo, oggi ampiamente restaurato e aperto al pubblico. La Galleria Nazionale di Cosenza, invece racconta il lato artistico della città: un museo recentemente allestito, moderno, che espone tele di pittori importanti come Mattia Preti e Luca Giordano ed ha una sezione interamente dedicata all’artista futurista Umberto Boccioni, che era cosentino.

Corso Mazzini MAB Museo aperto Bilotti
Corso Mazzini a Cosenza: Museo all’aperto Bilotti e Jurassic MAB

Sempre restando in campo artistico, il MAB, Museo all’aperto Bilotti è una galleria d’arte disposta lungo Corso Mazzini a Cosenza: la via pedonale centralissima della città è lo spazio lungo il quale incontrare opere di De Chirico e Manzù, tra i nomi più importanti. Nell’estate 2018 ha ospitato anche una bella sfilata di dinosuri, Jurassic MAB, per la gioia di grandi e piccini.

Infine, uno sguardo al futuro: il Ponte di Calatrava alle porte della città, che tanto ha fatto discutere, si pone come un’ala bianca sopra il corso del fiume Crati.

Per approfondire: Scoprire il centro storico di Cosenza

Il Castello Normanno Svevo di Cosenza e la Galleria Nazionale: la Cosenza da non perdere

Cosenza, un museo a cielo aperto

3 – Camigliatello Silano

Lasciata Cosenza, la S.S. 107 comincia a salire verso la Sila. Passa alcuni piccoli centri dell’area della PreSila, come Celico e Spezzano della Sila, e giunge sull’altopiano. Camigliatello si può considerare il capoluogo turistico della Sila, la cittadina dello struscio e dei negozi, dove sia in estate che in inverno le famiglie e i turisti si ritrovano prima di partire per le varie escursioni in montagna.

Camigliatello era stazione importante lungo la ferrovia della Sila. La Stazione perfettamente restaurata è oggi occupata da un ristorante, così come avviene a Moccone, poco distante, piccola stazione da cui parte il Treno Storico della Sila.

stazione camigliatello silano
La stazione di Camigliatello Silano

A proposito di ristoranti, in Sila si è sviluppata una cucina tradizionale che attinge ai prodotti del territorio, della terra e dell’allevamento, e ne trae prodotti unici. Il consiglio? Fermarsi in un ristorante, oppure in un caseificio o in una macelleria a Moccone e a Camigliatello è un consiglio spassionato che non posso non dare.

vacche podoliche in Sila
Vacche podoliche in Sila

Vicino a Camigliatello, in località Torre Camigliati, si trova La Nave della Sila, un museo dedicato all’emigrazione italiana (in particolare calabrese, in particolare silana) verso l’America e l’Europa tra ‘800 e ‘900.

Per approfondire: La Sila in 10 mosse

La Nave della Sila

12 prodotti tipici della cucina calabrese che devi mangiare quando vai in Sila

4 – Lago Cecita

Da Camigliatello si raggiunge il Lago Cecita, il lago artificiale più grande della Sila, la cui diga fu realizzata nel 1951. Presso il lago ha sede il Centro di osservazione naturalistica del Cupone, e da qui partono numerosi percorsi naturalistici tra cui quelli nella grande foresta della Fossiata. Il lago è placido, ma selvaggio, sostare sulla sua riva al tramonto è qualcosa di estremamente poetico.

lago cecita
tramonto sul lago Cecita

Tra campi di patate e pascoli dove vagano liberamente mucche di razza podolica, quelle da cui si trae il caciocavallo Silano, il panorama da queste parti non stanca mai; i boschi, poi, sono alti, secolari, umidi e, nella stagione giusta, ricchi di funghi.

Per approfondire: I grandi laghi della Sila: Cecita e Arvo

5 – Croce di Magara

giganti della sila
Sembra una caverna, invece è il tronco scavato dal quale veniva ricavata la resina

I Giganti della Sila sono una Riserva Naturale nella quale vivono i secolari esemplari di pino Laricio  e acero montano scampati agli abbattimenti del secondo Dopoguerra e testimonianza dell’importanza del bosco di un tempo che fu.  Importanza non soltanto dal punto di vista ambientale e naturalistico, ma anche economico. La Sila è sempre stata una risorsa. Dai tronchi dei pini larici si ricavava la resina, per esempio; importantissimo era nei tempi passati lo sfruttamento della legna e la sua trasformazione in carbone che avveniva direttamente in Sila, nelle carbonare. I carbonai passavano in Sila buona parte del tempo per produrre il carbone, ma in occasione della festa di San Donato, che si festeggia in ottobre, scendevano in paese e stringevano, davvero con una stretta di mano, contratti per la vendita del carbone e l’utilizzo del carbone.

Alberi che fanno pensare agli Ent del Signore degli Anelli, tanto sono alti, larghi e vetusti; sono portatori di una saggezza antica e i segni sulla loro corteccia fanno lo stesso effetto delle rughe sul volto di un anziano. Visitare la Riserva Naturale è il modo migliore per capire l’importanza del bosco, della cura dell’ambiente naturale, tema che ci riguarda davvero da vicino.

Per approfondire: I Giganti della Sila

6 – Silvana Mansio

Formatosi come villaggio turistico negli anni ’30 del Novecento, nasce e mantiene la sua vocazione di stazione turistica con le sue casette, veri e propri chalet di montagna, il grande albergo demodé, la chiesetta e il ristorante. Il tutto in mezzo ad alberi altissimi che danno l’idea di vivere davvero in un bosco. Alcuni degli chalet, con il loro giardinetto fiorito intorno, risalgono ancora agli anni ’30, ma sempre di nuovi ne vengono costruiti: Silvana Mansio è in crescita lenta, ma costante, soprattutto in armonia con l’ambiente circostante. La piccola chiesina, dedicata a Sant’Alessandro Martire, è uno chalet col campanile, che dà un ulteriore tocco da favoletta all’abitato.

Silvana Mansio
Una delle adorabili casette colorate di Silvana Mansio

7 – Lago Arvo

Silvana Mansio è l’uscita sulla S.S. 107 più veloce per raggiungere Lorica e il Lago Arvo. Anche questo lago è artificiale, realizzato tra il 1927 e il 1934, gli stessi anni in cui si costruivano gli chalet di Silvana Mansio; Lorica, invece, è la cittadina, appoggiata sulle sue rive, che accoglie i turisti con i suoi ristorantini, i suoi bar e le case per la villeggiatura. Sul Lago si possono fare i classici sport da lago, come la canoa o il windsurf, ed è navigabile. Vi è anche un parco avventura, il SilAvventura, per grandi e piccini. Il lago è circondato quasi in ogni sua parte dal bosco.

Lago Arvo
Lorica, in riva al Lago Arvo

8 – San Giovanni in Fiore

San Giovanni in Fiore: l’abbazia rappresentata sullo sportello di una centralina

Una vera e propria città, con un centro storico arroccato, tradizioni artigianali peculiari, come la produzione di tappeti e la lavorazione dell’oro, e soprattutto un’eredità religiosa e culturale notevole: San Giovanni in Fiore è il luogo scelto dall’Abate Gioacchino per fondare la sua abbazia, l’Abbazia Florense. Gioacchino fu un teologo ricordato anche da Dante Alighieri. La sua abbazia, fondata nel 1215, rivestì un ruolo importante nella diffusione del Cristianesimo nella Sila, e diede anche un certo contributo all’antropizzazione di alcune delle aree della Sila che prima di allora era terra per la maggior parte incolta e inospitale.

Per approfondire: Dal Pollino alla Sila: due borghi della montagna calabrese

9 – Caccuri

Abbiamo “scollinato” per così dire ed entriamo nella Sila del versante crotonese. Caccuri è uno tra i tanti borghi d’altura e fortificati che sorgono su questo versante dell’altopiano proiettato ormai verso il Mar Jonio. Prima di Caccuri si incontra Cerenzia, paese moderno sorto a poca distanza dell’antico e abbandonato Akerenthia, oggi sito archeologico.

Il Castello di Caccuri domina dall’alto la sua stretta valle. Il borgo medievale, arroccato alla cima della sua altura, ha perso tanto del suo fascino antico, per via di restauri un po’ troppo invasivi agli edifici; tuttavia qualche scorcio notevole rimane, così come la chiesa Matrice, romanica. Il castello è privato, sede di una residenza di lusso. Per molti, ma non per tutti. Caccuri ospita ogni anno il Premio Letterario Caccuri per la Saggistica: la cittadina si pone come capoluogo culturale della Sila e richiama nomi importanti della cultura italiana.

Caccuri
La rocca di Caccuri

10 – Crotone

crotone mercato
Mercato a Crotone

Giungiamo infine a Crotone. La città portuale è grande, e il primo impatto lo si ha con la zona industriale che, come tutte le zone industriali, non è particolarmente affascinante. La città moderna si sviluppa intorno al porto e alla città vecchia dominata dall’alto dalla grande fortezza aragonese.

Città antichissima, Kroton fu fondata dai Greci nell’VIII secolo a.C. Fu città importante, e in essa si stabilì il filosofo e matematico Pitagora. Per un certo tempo fu la città più potente della costa Jonica, soprattutto dopo aver sconfitto Sibari, altra colonia greca, più a Nord. Della storia più antica di Kroton si possono vedere le testimonianze al museo archeologico nazionale di Crotone, nel cuore della città vecchia. Ma il sito archeologico più spettacolare è senz’altro quello di Capo Colonna, a pochi km da Crotone. Qui i Greci eressero un santuario dedicato alla dea Hera: sulla cima del promontorio, in una posizione strategica per controllare chi navigava nel mar Jonio, diretto a Crotone o più a nord.

Capo Colona
Santuario di Hera Lacinia a Capo Colonna

Per approfondire: Crotone, giorno di mercato

Capo Colonna. Perché visitare uno dei siti archeologici più belli della Calabria

A Crotone termina il viaggio lungo la S.S. 107. Il percorso liscio, senza interruzioni, da Paola a Crotone dura 2 ore circa; ma vi assicuro che ogni tappa intermedia ha più di un motivo valido per invitare a deviare dal tragitto e a fermarvi. Che dite, vi ho convinto?

20 risposte a "Calabria coast to coast: da Paola a Crotone lungo la S.S. 107"

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  1. I tuoi scatti mi hanno fatto innamorare!! Non pensavo ci fossero posti così belli in Calabria, cioè: ne ho sempre sentito parlar bene in generale, ma ora mi hai fatto venir voglia di approfondire la conoscenza!

  2. Ho sempre e solo associato la Calabria al mare, ma dopo aver letto il tuo post ho capito che ho sbagliato. Hai proposto un bellissimo percorso, non solo naturale, ma anche artistico molto interessante. Grazie delle ottime suggestioni.

    1. Grazie a te! A me affascina anzi più la montagna del mare calabrese. Sarà che il mio compagno è della Sila e la conosce come le sue tasche, per cui mi ha trasmesso l’amore per la sua terra

  3. Può essere un itinerario da fare in giornata fermandosi nei luoghi che più ci piacciono perché le cose da vedere mi sembrano tante. Io mi fermerei volentieri un giorno sul lago Cecita per fare qualche percorso in mezzo la natura, la foto del tramonto è meravigliosa 🙂

    1. Concordo: fermarsi sul Cecità consente di fare dei begli itinerari nella natura. Molti scelgono Camigliatello, oppure Lorica, per fermarsi, e da lì partire per escursioni e gite

  4. La Calabria queata sconosciuta, per me che ho tanto girato il mondo. Eppure dalla tua descrizione ne esce una regione straordinariamente intatta e interessante,non solo sulle coste che sono quelle più turistiche, ma anche nel suo interno, in particolare la Sila deve essere splendida, e articoli come questo servono tanto a rivalutare il territorio e rilanciare il turismo.

  5. Bellissima questa idea della Calabria coast to coast!! Mi hai fatto scoprire luoghi nuovi e fuori dalle classiche rotte turistiche! Che meraviglia poi gli chalet del Silvana Mansio!

  6. Impossibile per una siciliana non conoscere la Calabria, ovvero: credere di conoscere la Calabria, perché conosce alcune cittadine si,ma questo viaggio é veramente delizioso e degno di essere fatto visitando i luoghi da te descritti.
    Affascinanti parole per luoghi veramente affascinanti.

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