Una giornata ad Otranto (senza dover per forza andare al mare)

Ho deciso che voglio dimostrarvi che si può trascorrere una giornata a Otranto senza necessariamente dover andare al mare.

Non ci credete? Dai, venite con me.

otranto

Perché trascorrere una giornata a Otranto

Otranto si affaccia sul mare, baciata dal sole, dal mare e dal vento. Si trova a controllo del punto più vicino all’Albania, Capo d’Otranto, e pertanto nella sua storia la sua posizione è stata strategica e invidiata da chi non la possedeva. Per questo fu spesso sotto l’occhio dei Turchi Ottomani, che in un’occasione la conquistarono e seppero farsi ricordare.

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Otranto, la piazza della Cattedrale alle 2 del pomeriggio: quando non c’è nessuno.

La storia di Otranto è sotto gli occhi di tutti: nel Castello Aragonese e nelle mura che la cingono, nella Cattedrale col suo mosaico di XI secolo e la cappella degli 800 martiri, e poi ancora nei vicoli e fino al monumento “L’approdo” appena fuori dalle mura e che racconta la tragedia delle migrazioni degli Albanesi verso l’Italia negli ’90.

Otranto è viuzze strette, negozi di souvenir, chiesette come quella bizantina di San Pietro che appaiono quando meno te l’aspetti, e ancora ristorantini e bar affacciati sul mare. Una cornice splendida, bianca della pietra e azzurra del cielo e del mare. Sono i colori che si abbinano meglio.

La cattedrale di Otranto

Cattedrale di Otranto

L’interno della Cattedrale di Otranto

Capolavoro del romanico, è famosa nel mondo per lo splendido pavimento a mosaico che la riveste interamente, opera del monaco Pantaleone, nell’XI secolo.

Il mosaico è eccezionale, decisamente difficile da leggere in tutto il suo svolgersi. Purtroppo la presenza delle panche nella navata centrale non aiuta la comprensione. Del resto, però, non potrebbe essere diversamente, dato che la chiesa è tuttora usata per funzioni religiose.

Il mosaico nella navata centrale si sviluppa intorno al grande albero della vita, le cui radici stanno all’ingresso della chiesa e che sale su fin quasi al presbiterio. In cima si trovano quei gran signori di Adamo ed Eva, dai quali, per via del Peccato Originale, si va ridiscendendo verso la base dell’albero.

Tantissime figure e scenette animano questo pavimento. Sotto Adamo ed Eva abbiamo 12 cerchi corrispondenti ai 12 mesi illustrati attraverso il lavoro dell’uomo: eh sì, con il peccato originale e la cacciata dall’Eden, gli uomini hanno dovuto mettersi a lavorare. Dobbiamo ringraziare Adamo ed Eva, dunque, se dobbiamo stare in ufficio invece che passare la vita a viaggiare! 😂

cattedrale Otranto

Una porzione del pavimento mosaicato della Cattedrale di Otranto

Tra le varie figure compare in alto Re Artù e in basso Alessandro Magno: nessuno dei due ha a che fare con la fede cristiana, ma Alessandro Magno ha a che vedere con la cultura greca, di cui il monaco Pantaleone era portatore, mentre Re Artù è il protagonista del Ciclo Bretone, i cui racconti dovevano essere evidentemente ben noti fino in fondo allo Stivale. E poi abbiamo mostri e animali esotici, grifi ed elefanti, dromedari, leoni, linci con gli stivali e chi più ne ha più ne metta.

In fondo alla navata destra si apre la cappella dedicata agli 800 martiri che furono decapitati dagli Ottomani all’indomani della conquista turca di Otranto. Essi rifiutarono di convertirsi, pertanto finirono con la testa sulla pietra e furono passati dal boia. Nella cappella teschi, omeri, ossa del bacino e costole stanno ben sistemati nelle teche. Sotto l’altare si trova la pietra sulla quale le teste furono spiccate dal corpo.

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La Cappella degli 800 Martiri di Otranto

Scendendo le scale che si aprono nella navata destra si giunge nella cripta. Molto suggestiva, è una selva di colonnine ognuna con un capitello diverso, medievale, istoriato, romano di reimpiego, e conserva alcuni affreschi bizantini di particolare pregio. La cripta è un ambiente unico, silenzioso, meditativo. Da qui si esce su Otranto assolata, dal fianco della chiesa.

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La cripta della cattedrale di Otranto con la sua selva di colonnine di reimpiego

La chiesa bizantina di San Pietro

Percorrendo la via principale del centro storico di Otranto, quella su cui si trovano tutti i negozi di souvenir, le botteghine e i localini per mangiare un boccone, si arriva sulla piazza dell’Orologio, dominata da una torretta sulla quale sta l’orologio che segna inesorabile il tempo che passa. Da qui si prende una piccola salita che conduce alla quasi nascosta piccola chiesa di San Pietro.

san pietro otranto

La chiesa bizantina di San Pietro a Otranto

Si tratta di una chiesa di impianto bizantino ed è piuttosto antica: risale infatti al IX-X secolo. Dall’esterno appare esattamente come le chiese greche: a pianta quadrata, con qualche nicchia sporgente e una cupolina centrale. L’interno è dipinto con scene della vita di Gesù. Non è aperta sempre, ma anche se la trovate chiusa, da fuori è molto suggestiva: per un attimo crederete di essere stati catapultati in Grecia. Una bellissima sensazione, perché Otranto in più punti sembra una cittadina delle isole greche.

Il Castello Aragonese

Grande architettura difensiva e militare, il Castello Aragonese domina il borgo marittimo e per lungo tempo ne ha costituito la difesa: già solo a vedere il fossato, i torrioni, l’imponente muratura ci si rende conto della struttura potente che era. Otranto era cinta da mura; l’assalto degli Ottomani nella II metà del Quattrocento, con la successiva riconquista, diede motivo di difendere ancora di più questo baluardo strategico lungo l’Adriatico.

castello aragonese otranto

Otranto, Castello Aragonese

Oggi il Castello è un polo museale: museo di se stesso, museo del territorio grazie all’allestimento, in alcune sale, di una mostra permanente dedicata alla frequentazione preistorica della Grotta dei Cervi di Porto Badisco; spazio espositivo per mostre e installazioni di arte contemporanea. Il Castello è un luogo vivo di storia, di storie e di contemporaneità.

Fuori Otranto: la cava di Bauxite

Dal bianco della cittadina di Otranto ci allontaniamo di pochi km e raggiungiamo le coloratissime cave di Bauxite. Qui il rosso/arancio della terra si incontra con il verde della vegetazione, l’azzurro del cielo e il colore cangiante dell’acqua del laghetto che si è formato.

cava bauxite otranto

Bada che colori! la cava di bauxite appena fuori Otranto

La storia è semplice: si scopre un giacimento di bauxite; si impianta la cava; si incontra la falda acquifera; l’acqua allaga ogni cosa; si abbandona la cava. Breve storia triste, verrebbe da dire. Invece si è creato un luogo surreale, ma eccezionale proprio dal punto di vista naturalistico. La natura ha vinto, per una volta.

E voi siete stati a Otranto? Cosa consigliereste di fare in questa città oltre a quello che vi ho detto qui? Raccontatelo nei commenti, oppure sulla pagina fb di Maraina in viaggio.

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8 thoughts on “Una giornata ad Otranto (senza dover per forza andare al mare)

  1. Ammetto di non aver mai considerato il “non mare” ad Otranto, ma dopo aver letto questo articolo ho davvero tantissimi spunti su cosa fare!! …non escludo di non resistere alla tentazione di un tuffo, però! 😛

  2. Che bello, mi hai rifatto vivere le ore passate ad Otranto, che però sono state così poche. devo assolutamente tornarci anche perché le cave di Bauxite io non ho avuto modo di vederle.

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