Elliott Erwitt in mostra a Lecce

Il Castello di Carlo V di Lecce ospita fino al 9/09/2018 la mostra “Elliott Erwitt – Personae, una retrospettiva dedicata a questo grande fotografo del secondo Novecento, del quale sono esposte sia le stranote fotografie in bianco e nero che le meno conosciute e in gran parte inedite fotografie a colori.

elliott erwitt personae

Era da anni che non visitavo una mostra dedicata ad un grande fotografo. E in effetti dopo aver visto mostre dei grandi Henry Cartier-Bresson, Robert Doisneau, Lewis HineRobert Capa, Helmut Newton, e dei contemporanei Sebastião Salgado e Steve McCurry, Erwitt era uno dei grandi nomi che ancora mancava al mio appello.

Elliott Erwitt

Elliott erwitt personae

Il primo impatto con Elliott Erwitt, in mostra a Lecce

Nato a Parigi e vissuta la sua infanzia a Milano, fu costretto con la famiglia a lasciare l’Italia a causa del Fascismo e a trasferirsi negli USA. Qui muove i suoi primi passi nel campo della fotografia fin dall’immediato dopoguerra e già negli anni ’50 è un fotografo affermato i cui lavori spaziano dai reportages alle campagne pubblicitarie.

Spesso le sue opere sono percorse da una grande ironia; in altre è l’amore che prende il sopravvento; in ogni caso i suoi scatti parlano sempre al cuore delle persone. Percorsa da grande ironia, ad esempio, è la serie delle foto con i cani, che nasce in realtà da una campagna pubblicitaria di calzature femminili e che adotta come punto di vista quello basso del cagnolino che di volta in volta accompagna le caviglie della signora di turno.

Le fotografie in mostra

Le foto in bianco e nero

La mostra apre con lo scatto più noto in assoluto di Erwitt: Parigi, Tour Eiffel, due innamorati si abbracciano incuranti della pioggia e dei loro ombrelli girati, un ballerino spicca un grand jeté, una sorta di spaccata in aria, tenendo l’ombrello aperto. Una composizione ovviamente costruita, che è pura poesia.

elliott erwitt

Elliott Erwitt, Santa Monica, California, 1955

Altra foto arcinota, e inno all’amore, è California Love, scattata a Santa Monica nel 1955: due innamorati si baciano all’interno di un’auto parcheggiata sulla scogliera, ricolta al mare. Ma il fotografo è fuori dall’auto e ritrae i due amanti riflessi nello specchietto. Applausi a scena aperta per questo scatto del quale Erwitt non riusciva a spiegarsi il successo.

Tra le foto in bianco e nero è molto nota anche la serie Museum Watching, del 1995. La foto che Erwitt scatta nella sala della Maja desnuda al Museo del Prado suscita una certa ironia: giudicate un po’ voi se non è così:

elliott erwitt

Museum Watching, Prado Museum 1995

Di tutt’altro genere, invece, è il ritratto di un ragazzino di colore così sorridente e allegro… peccato che si stia puntando una pistola alla tempia: tantissime sono le riflessioni che suscita, mentre a me scatta immediato un parallelo con un’altra foto di un’altro bambino che si punta una pistola alla tempia, ma questa volta piange: l’autore è Steve McCurry, le sensazioni che entrambe le fotografie suscitano sono le medesime.

Elliott Erwitt, Usa, East Hampton, New York, 1983

E ancora, la foto di denuncia razziale, scattata in un bagno pubblico del North Carolina negli anni ’50, dove sono messi accanto due lavandini, uno per gli uomini “white” e l’altro, terrificante e mezzo rotto, per i Neri: proprio un uomo di colore sta cercando di bere, scomodissimo, chinato con la testa piegata e rivolta proprio verso il lavandino per bianchi. Uno scatto di grande riflessione sociale.

Di tutt’altro genere, invece, irriverente ed ironica, è la foto della famiglia americana bene degli anni ’60: un ritratto borioso, in cui ogni personaggio recita la sua parte: la bella signora cotonata e strizzatissima nel suo vestito, il marito sornione e soddisfatto, il figlio più grande con sguardo e posa da duro e il figlio più piccolo, con il sorriso goduto di chi ha appena mangiato una ciambella.

Le foto a colori

Passiamo alle foto a colori: un archivio vastissimo che lo stesso Erwitt non ha mai finito di mettere a posto. Tra le serie di fotografie abbiamo i reportage, come quello da Cuba nel corso del quale riesce a fotografare sia Fidel Castro che Che Guevara, oppure in Polonia durante la Guerra Fredda. E quella foto, storica, in cui immortala la coda per la confessione dei fedeli in mezzo alla pubblica via, vale più di mille parole.

elliott erwitt cuba

Le tre foto di Cuba: un ritratto di Fidel Castro, uno del Che e una foto corale

 

elliott erwitt

La foto che Elliott Erwitt scatta a Czestochova, Polonia, inviato per documentare l’Est Europeo durante la Guerra Fredda

Quindi abbiamo i ritratti di personaggi famosi, tra cui un giovane Arnold Schwarzenegger, una splendida Sofia Loren, Alfred Hitchcook. Di Marylin Monroe i ritratti sono ancora in bianco e nero, così come in bianco e nero è un ritratto di JFK paparazzato, è il caso di dirlo, mentre fuma un sigaro cubano in tempi di embargo e uno della moglie Jacqueline Kennedy il giorno del funerale; infine una menzione speciale meritano le fotografie pubblicitarie: ha del geniale la pubblicità di un’automobile con 100 cavalli che viene messa in mezzo ad un branco di 100 cavalli; oppure lo scatto pubblicitario per promuovere il turismo americano in Francia, e che contiene tutti i possibili e immaginabili cliché del caso. Provocatoria e dissacrante, ma assolutamente di successo: se fosse stata scattata oggi, sarebbe diventata virale.

Sarà che ho visitato la mostra nel corso di un educational tour pensato per blogger e influencer, ma tutte noi che abbiamo visto la mostra abbiamo convenuto sulla capacità di Erwitt di creare inquadrature geniali, fatte apposta per attirare consensi (quelli che oggi sono diventati i like su instagram).

Per visitare la mostra sono fornite audioguide che danno alcune suggestioni sulle fotografie esposte. Pochi imput, perché il resto deve scaturire dalle nostre personali riflessioni. L’occhio del fotografo vede e interpreta la realtà, ma la differenza la fa la sensibilità di chi osserva.

Il Castello di Carlo V

Castello carlo V Lecce

Il Castello di Carlo V a Lecce

Con l’occasione della mostra vale senz’altro la pena di visitare il Castello di Carlo V, il complesso nel quale la mostra è allestita e che ha a sua volta un percorso espositivo volto a raccontare la storia dell’edificio e, attraverso di esso, la storia della città di Lecce.

Costruito nel XII secolo, deve il suo nome al re spagnolo Carlo V, al quale si deve la fase di ristrutturazione più ampia, che ha conferito al castello l’aspetto attuale. Gli scavi, visibili nella corte centrale, raccontano invece l’organizzazione degli spazi del castello in età medievale.

Il castello ospita il Museo della Cartapesta, un’arte tipicamente leccese durante il XIX secolo. Le statue in cartapesta di Lecce e del Salento hanno goduto di grande fama nazionale e non solo e ancora oggi per le strade del centro storico si possono incontrare delle botteghe artigiane ancora intente a questa antica arte.

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10 thoughts on “Elliott Erwitt in mostra a Lecce

  1. Da quando nella mia vita è entrato Instagram mi piace andare alle mostre di fotografia. Cerco sempre di capire se i fotografi per smartphone che seguo hanno preso qualche spunto dai grandi fotografi del passato. Devo dire che con questo post ne ho individuati almeno un paio. Molto belle anche le tue foto. 🙂

  2. Erwitt è unoco, un maestro della fotografia e secondo me, da il meglio nelle foto in bianco e nero. Lui è il mio idolo, ma di Erwitt ne nasconl uno ogni mille anni. La capacità che aveva di portare nella foto una storia è la sua peculiarità. Bella mostra, complimenti x la scelta

    • Avevo inseguito mostre di Erwitt un po’ ovunque, quindi sono contentissima di essere riuscita a vederla a Lecce. Ho approfondito la conoscenza di un artista di cui conoscevo solo le fotografie più famose. Incredibile la quantità di letture che certi suoi scatti consentono

  3. Ammetto che conoscevo sol un paio di opere di Erwitt e grazie a te ho approfondito meglio la sua figura. Non sono mai stata troppo brava a farne ma ultimamente mi accorgo che mi sta appassionando sempre più fare foto e anche se non arriverò mai ai livelli di un grande artista come Erwitt, mi rendo conto di tenerci sempre più! Bellissimo articolo grazie!

  4. Amo la fotografia e Erwitt e’ uno dei miei fotografi preferiti. In un’epoca in cui tutti scattiamo migliaia di foto al giorno, pochi sanno davvero raccontare storie ed emozioni come Erwitt.

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