La Certosa monumentale di Calci

Dalla Certosa di Calci la torre di Pisa e la cupola del Battistero si intravvedono, laggiù in fondo. Pisa non dista molti km, in effetti, eppure qui siamo in piena campagna, addossati alle antiche linee di difesa pisane (quelle che Firenze voleva conquistare a tutti i costi e che naturalmente prese), vicino a fonti di acque termali miracolose (Uliveto Terme: sì, esatto, proprio quella dell’acqua Uliveto), in mezzo al verde. Siamo a Calci, un piccolo borgo che è sorto accanto alla grande Certosa monumentale. È proprio qui che siamo stati di recente, in una delle nostre esplorazioni della Toscana, una delle tante gite fuoriporta che si possono fare in una bella giornata di sole.

certosa monumentale calci

Visitare la Certosa Monumentale di Calci

certosa calci

La Certosa monumentale di Calci (PI)

La Certosa Monumentale di Calci risale al XIV secolo. L’ordine dei Certosini, fondato da San Bruno, affonda le sue radici nel medioevo. Un ordine i cui monaci, chiamati “Padri” erano dediti principalmente alla preghiera. Altre persone, i “Fratelli”, erano coloro che provvedevano ai bisogni materiali dei Padri, ovvero a procurare loro il cibo, innanzitutto, coltivando i campi intorno alla Certosa. I Padri vivevano invece ciascuno nella propria cella, un piccolo appartamento all’interno della Certosa, e coltivavano un loro giardino.

La visita guidata, obbligatoria per visitare il complesso della Certosa di Calci, dura un’ora e mezza. Il percorso è obbligato, prevede la visita del primo piano, al quale si trovano la chiesa, le cappelle private, il refettorio, l’uscita sul chiostro/cimitero, le celle dei Padri ed altre sale di rappresentanza. Andiamo con ordine.

Superato il cancello, sulla destra del quale si trova la biglietteria, ci si immette in un ampio spazio aperto: un prato su cui affaccia la Certosa. Entriamo.

certosa di Calci

Lo sapevate? I gatti certosini si chiamano così proprio perché… vivevano nelle Certose!

Ci accoglie, dipinto sulla parete che imita false architetture prospettiche, un gatto grigio. Si tratta di un gatto certosino, nientemeno: eh sì, perché, ci racconta la guida, i gatti certosini, originari del medioriente, furono portati in Europa dai cavalieri crociati, e donati alla Certosa di Grenoble, casa madre dei Padri Certosini. Ecco perché il gatto con quel bel pelo grigio argento si chiama Certosino. Sulla facciata della Certosa di Calci si aprono, in basso, quattro piccole fessure: sono gattaiole, attraverso le quali i gatti del convento entravano e uscivano a loro piacimento.

Saliti al piano nobile, veniamo introdotti nella chiesa: la parte del coro, con i sedili in legno per i Padri che cantavano le lodi, è è attualmente in restauro. Ma i soffitti dipinti sono ben visibili: una decorazione ricca, barocca, con la visione prospettica e illusionista di una cupola dalla quale si affacciano santi. Nelle stanze attigue vi sono altre cappelle, private questa volta, per la preghiera solitaria. Una in particolare, dedicata alla Madonna, è molto elegante e luminosa. Anch’essa ha il soffitto dipinto, e un altare elegante. Rispetto alla chiesa barocca, questa cappella si distingue perché pur con decorazioni diffuse, è più sobria ed elegante: il pittore che la affresca è considerato un anello di congiunzione tra il barocco e il neoclassicismo.

Dopo aver pregato bisogna pur mangiare! E infatti la stanza successiva è il Refettorio, l’ambiente nel quale i Padri consumavano i pasti, in rigoroso silenzio mentre uno di loro leggeva brani della Bibbia. Sulla parete di fondo, la principale, è rappresentata l’Ultima Cena; sulle altre pareti si alternano pranzi biblici (come le nozze di Caana) a pranzi “storici”, come quello al quale presenziò Cosimo III de’ Medici, ospite gradito: Cosimo III fu un grande benefattore per la Certosa, per cui l’omaggio in Refettorio è dovuto.

certosa di calci

Il refettorio della Certosa di Calci

Usciamo nel chiostro. La sorpresa è che laddove penseremmo di trovare un bel prato, troviamo un cimitero. La sorpresa è ancora più grande se pensiamo che su questo chiostro affacciano le celle, meglio gli appartamenti, dei Padri. Ognuno di questi appartamenti prevede un piccolo giardino interno, che ogni Padre curava con amore e dedizione. L’appartamento non è una cella, ma è piuttosto articolato e confortevole: in effetti i Padri venivano tutti da nobile famiglia e un minimo di agio, seppur nella semplicità, dovevano averlo.

certosa Calci

il chiostro della Certosa

Il percorso di visita prosegue attraverso altri corridoi, altre sale e altri affacci su giardini e lo splendido panorama che spazia fino alla piccola torre di Caprona: in questa zona vi era tutto un sistema di fortificazioni strategico, perché gravitante sulla valle dell’Arno e su Pisa. I Pisani la tenevano in grande considerazione, e a Firenze faceva molta gola.

Il Museo di Storia Naturale di Calci

museo storia naturale di calci

Signore e signori la pirite!

Conclusa la visita della Certosa, si può visitare, con un biglietto a parte, il Museo di Storia Naturale di Calci allestito in una parte della Certosa.

Interessantissima la sezione di mineralogia: dedicata alla Toscana, raccoglie ed espone tutti i minerali che alcune cave o miniere della Toscana, dall’Elba all’Amiata al Casentino, restituiscono. Dalla pirite alla malachite, dal quarzo alla calcopirite alla galena, fino ad arrivare al meteorite! Ebbene sì, un frammento di meteorite rinvenuto in Toscana: una meraviglia extraterrestre!

Tra i vari percorsi, quello sui mammiferi è, per me, il più bello: ho una predilezione per i mammiferi, tra tutto il mondo animale: fin da quando ero piccola, e facevo le raccolte di figurine, avevo una certa predilezione per gli ungulati (antilopi, gazzelle, cervi e orici) e per i carnivori (felini vari, il ghepardo primo tra tutti, e poi pantera nera, leone, leopardo, puma, oselot, lince e giaguaro). Trovarmeli davanti tutti insieme mi ha fatto effettivamente tornare bambina. Ci sono poi i marsupiali e gli animali dell’Oceania, una sezione dedicata alle scimmie e soprattutto la bellissima e completa collezione di scheletri di cetacei: dai delfini alla balenottera azzurra passando per l’orca, il Leviatano di Melvilliana memoria (per chi ha letto Moby Dick), il capodoglio e alcune specie di cetacei meno noti e più rari. Si tratta della grande collezione messa in piedi nel XIX secolo da Sebastiano Richiardi: in un video è proprio Richiardi che ci racconta alcuni aneddoti su quest’esposizione, davvero unica e completa nel suo genere.

museo storia naturale calci

lo scheletro di balenottera azzurra nella sezione dedicata ai cetacei

Con questo articolo partecipo all’iniziativa “Raccontami la Toscana” del blog Destinazione Toscana

Annunci

13 thoughts on “La Certosa monumentale di Calci

  1. Non conoscevo questo luogo e la sua monumentale Certosa. La descrizione che ne fai è molto accurata e piena di notizie interessanti. Mi è venuta voglia di andare a visitarla. Grazie della segnalazione e di averlo condiviso.

  2. Mamma mia, la Certosa di Calci. Ci sono stata quando avevo 6 anni con la scuola e mi ricordo pochissimo. Grazie a te ho scoperto quanto bella è e soprattutto la storia delle diverse sezioni di questo grande complesso. Grazie di averne parlato, sono tornata indietro negli anni.

  3. Se non dicevi Pisa io non sapevo dove fosse Calci. Ecco che, di tutto, io mi fionderei nel Museo per vedere da vicino i minerali. Grazie per le tue informazioni preziose sulla Certosa di Calci.

    • La Certosa è molto particolare, ricca di storia e di arte, e immersa nel bello. Il Museo è simpatico, direi. Più che altro nasce, almeno per la parte degli animali, da collezioni storiche poi confluite in un unico luogo, quindi il suo valore è storico, più che naturalistico (anche perché dio ci scampi dagli animali impagliati!)

    • Eheh, c’è sempre un buon motivo per tornare dalle parti di Pisa. Per esempio io ho scoperto che lì nei pressi di Calci c’è Uliveto terme, quella dell’acqua Uliveto: prossima volta non mi sfugge!

  4. Pingback: Dieci piccoli borghi in Toscana tutti da scoprire | Maraina in viaggio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.