In viaggio con Jules Verne

Quando penso alla letteratura di viaggio, immediatamente mi viene in mente Jules Verne. Perché proprio lui? Ve lo spiego subito.
in viaggio con jules verne

In realtà Jules Verne non ha mai viaggiato. O quantomeno, non ha mai partecipato a nessun viaggio dei quali scrive, spesso in prima persona. Ha sempre scritto i suoi romanzi comodamente seduto alla sua scrivania. Ma, cosa incredibile, con i suoi racconti ha fatto viaggiare, dalla seconda metà dell’800 a oggi, migliaia di lettori, grandi e piccini.

Jules Verne è solitamente considerato un autore di letteratura per ragazzi. In effetti, io ho letto tantissimi dei suoi romanzi d’avventura tra la fine delle Elementari e per tutto l’arco delle scuole Medie. Ma in realtà Verne può dare tanto anche agli adulti, e in questo post cercherò di dimostrarlo.

Io e Jules Verne

Il primo romanzo di Jules Verne che ho letto è stato “Viaggio al centro della terra. Meraviglioso. Ricordo ancora le immagini che mi suscitava mentre leggevo, anzi divoravo, pagina dopo pagina, questo volume (edizione Mursia, con illustrazioni a colori e soprattutto una fantastica copertina rigida che già da sola mi faceva sognare). Amai tantissimo quel racconto, la storia fantastica di uno studioso di vulcani che si vuole calare all’interno di un vulcano islandese e che scopre un mondo incredibile! Chi non vorrebbe fare l’esploratore da piccino? Jules Verne dava la possibilità di diventarlo, di immedesimarsi nei suoi protagonisti, di condividere paure, speranze, pericoli e gioie. Per me era eccezionale.

bambina legge libro
Potrei essere io, questa bimba intenta a leggere un libro. E se stesse leggendo Jules Verne?

Sono seguiti L’isola misteriosa, I figli del Capitano Grant, Un capitano di 15 anni, Dalla terra alla luna, La sfinge dei ghiacci e Il superbo Orinoco, Mathias Sandorf, Michele Strogoff, Ventimila leghe sotto i mari (versione fumetto, ma vale uguale), Il vulcano d’oro, Il giro del mondo in 80 giorni, Cinque settimane in pallone e persino il racconto incompiuto, Lo zio Robinson, che ha curiose affinità con l’Isola misteriosa.

Direi che ne ho letti parecchi, eh? Eppure sono pochi rispetto all’impressionante mole di romanzi, racconti, pièces teatrali che Verne scrisse nel corso della sua lunga e prolifica carriera letteraria. Solo la collana dei Viaggi Straordinari, di cui fanno parte i più noti, contava 54 romanzi. Poi vi sono i romanzi scientifici, e persino una biografia di Cristoforo Colombo (che a questo punto voglio leggere assolutamente!). Un autore che aveva una fantasia sterminata, una grandissima capacità di scrittura e una cultura vastissima, che gli consentiva di scrivere storie verosimili.

I romanzi più noti di Jules Verne

cinque settimane in pallone verne
La copertina di Cinque Settimane in Pallone, ed. Mursia

A fronte di una produzione sterminata di racconti di viaggio e di avventura, i capolavori per cui Jules Verne è ricordato si riducono a pochi ma significativi titoli: il già ricordato Viaggio al centro della terra, quindi Ventimila leghe sotto i mari, L’isola misteriosa, Cinque settimane in pallone e, soprattutto, Il Giro del Mondo in 80 giorni.

Per questi romanzi, occorre fare dei distinguo: vi sono infatti alcune opere che raccontano storie palesemente fantastiche: il viaggio dentro il vulcano, il viaggio a bordo del Nautilus col Capitano Nemo, i naufraghi dell’Isola sconosciuta, la Sfinge dei ghiacci che attrae come una calamita (e che si ispira ad un racconto di E.A. Poe), sono tutte vicende assolutamente fantasiose anche se trattate con una certa verosimiglianza. Cinque settimane in pallone e Il giro del mondo in 80 giorni, invece, potrebbero essere tranquillamente delle storie vere.

Cinque settimane in pallone, in effetti, si basa sui dispacci di un viaggio in mongolfiera realmente avvenuto sui cieli d’Africa. Una missione esplorativa realmente programmata ed effettuata da Zanzibar al Senegal offrì a Verne, viaggiatore della fantasia, di inventare il proprio resoconto sul sorvolo dell’Africa in pallone aerostatico. Il viaggio reale certamente impressionò i contemporanei, e Verne non perse tempo per scrivere la sua versione dei fatti, anzi: il suo romanzo ebbe successo proprio perché intorno all’impresa reale dei due esploratori si era creata una grandissima attesa e curiosità. Verne scrisse il romanzo giusto nel momento giusto. Non solo, lo fece con una dovizia di particolari, basati questi non sulla sua immaginazione, ma su resoconti di esploratori vari, da conquistarsi la fiducia dei lettori. L’esplorazione dell’Africa all’epoca, (Cinque settimane in pallone è del 1863) suscitava sull’opinione pubblica europea un fascino e un mistero senza pari: l’ignoto, il selvaggio, l’inesplorato; una nuova mitologia si era creata intorno alla ricerca delle sorgenti del Nilo, intorno alle tribù di Masai e intorno a leoni, elefanti e gorilla. C’era bisogno di un narratore che trasformasse in favola paure e notizie che giungevano da molto lontano.

Quanto a Il Giro del Mondo in 80 giorni, ne ho già parlato qui sul blog. Qui mi preme sottolineare che Jules Verne concepì un viaggio immaginario, ma effettivamente realizzabile che colpì a tal punto l’immaginario collettivo da spingere numerosi personaggi ad intraprendere viaggi simili nel tentativo di abbattere il record degli 80 giorni. Ci riuscì Nellie Bly, giornalista statunitense che partì, da sola, alla volta del resto del mondo e compì il giro, percorrendo lo stesso itinerario di Phileas Fogg, in soli 72 giorni. Nellie Bly è una delle donne viaggiatrici che noi tutte dovremmo prendere a modello: non fu semplicemente una viaggiatrice, ma fu una giornalista d’inchiesta in un’epoca in cui questo mestiere era appannaggio principalmente maschile.

Una scena del film “Il giro del mondo in 80 giorni” del 1956. Credits: film-review.it

In viaggio con Jules Verne

verne viaggio al centro della terra
Una delle stravaganti ambientazioni naturalistiche “al centro della terra”

Alla domanda “Quale autore ti ha trasmesso l’amore per la lettura?” Io rispondo “Jules Verne”

Se mi chiedono “C’è un autore che ti ha trasmesso l’amore per i viaggi?” Io ancora rispondo “Jules Verne”!

Uomo dal multiforme ingegno, riuscì a scrivere di luoghi senza esserci mai stato. Ci riuscì perché si documentava e riusciva a trarre delle descrizioni davvero verosimili, tanto che ancora oggi, quando le leggiamo gli crediamo. Io personalmente credo anche che nel centro della terra, al di sotto del vulcano islandese, vi sia un luogo senza tempo in cui vivono i dinosauri, presso un lago sotterraneo, un piccolo mondo in miniatura ristretto e isolato dal resto. Allo stesso modo, Verne sa essere molto convincente quando racconta le strategie per la sopravvivenza di quello strano gruppo che finisce sull’Isola misteriosa. Addirittura, ipotizza con fare quasi profetico, la possibilità che l’uomo avrà un giorno di fare un viaggio Dalla terra alla luna. Io trovo tutto questo meraviglioso. Ammiro lo scrittore talentuoso, ammiro la sua fantasia, ma anche la sua capacità di trovare soluzioni verosimili, di documentarsi, di portarci dentro avventure e viaggi credibili, possibili, anche se assolutamente impensabili.

Perché leggere Jules Verne

Leggere Jules Verne da adulti ci pone davanti a riflessioni molto diverse a quelle che abbiamo fatto da ragazzi. Notiamo, da adulti, che le trame forse sono un po’ traballanti, che i dialoghi sono poco realistici e che i personaggi sono tagliati con l’accetta, privi di quei dissidi interiori e di quelle complessità d’animo che caratterizzano i personaggi dei romanzi del Novecento. Ma è indubbio il ritmo incalzante delle narrazioni ed è indubbia la capacità di Verne di portarci con sé in viaggio, di farci notare ora un dettaglio, ora l’altro, di calarci totalmente nella jungla, nella foresta, a bordo di un sommergibile futuribile, su un’isola deserta con un solo coltellino a disposizione. Noi adulti spesso perdiamo la capacità di sorprenderci. I racconti di Verne in questo senso ci aiutano. E poi c’è un aspetto fondamentale: il viaggio. I personaggi di Verne viaggiano, partono, lasciano la propria casa vuoi per scommessa, vuoi per perseguire un interesse scientifico, vuoi perché i casi della vita li fanno naufragare. Le avventure che vivono sono vere prove di formazione, di crescita personale. Alla fine non si conclude semplicemente un viaggio, ma i protagonisti stessi ne escono arricchiti, e non solo in moneta, come nel caso di Phileas Fogg.

jules verne illustrations
Un’illustrazione da Il giro del mondo in 80 giorni

Jules Verne è stato il primo scrittore che mi ha instillato la voglia di viaggiare, di conoscere, di avventurarmi altrove. No, non andrò mai ventimila leghe sotto i mari, non esplorerò mai il centro della terra (a meno che non finisco in una buca di Roma), non naufragherò mai su un’isola sconosciuta. Ma mi piacerebbe fare il giro del mondo una volta, anche in meno di 80 giorni.

8 risposte a "In viaggio con Jules Verne"

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    1. Meraviglioso davvero! Ricordo quella lettura sempre con piacere: d’estate, bambina, seduta sul divano in un pomeriggio solo ne lessi 46 pagine di fila! Rimasi impressionata, tanto che me lo ricordo ancora!

  1. …..incredibile se non l’avesse fatto ! Seduto alla sua scrivania si e’ inventato avventure.. mondiali !

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