Malta: 10 cose da sapere prima di partire

Quest’anno, 2018, La Valletta è Capitale Europea della Cultura. Un’investitura che rende giustizia all’importante ruolo di Malta come crocevia del Mediterraneo nel corso di almeno 6 millenni.

malta 10 cose da sapere

In questo post vi racconto 10 cose da sapere su Malta, sulla sua cultura e società, ma anche sulla vita quotidiana e pratica, con la speranza di convincervi a visitare quest’arcipelago proprio quest’anno.

1) L’arcipelago maltese

Malta
Malta dall’aereo

La prima cosa da sapere è proprio questa: quando parliamo di Malta non ci riferiamo mai ad un’isola, ma ad un arcipelago, di cui Malta è certo l’isola principale, ma non la sola: Gozo, l’altra grande isola, che sta immediatamente a Nord, è anch’essa ricca di storia e di paradisi naturalistici: è considerata l’isola della ninfa Calipso, ovvero l’isola in cui, secondo l’Odissea di Omero, Ulisse avrebbe passato ben sette anni prima di decidere di rientrare a Itaca. La terza isola è Comino. Piccina, si trova esattamente tra le due più grandi, ed è nota perché ospita la spiaggia in assoluto più bella dell’arcipelago: la Blue Lagoon, un paradiso naturalistico, acque trasparenti e la possibilità di fare immersioni e snorkeling.

2) Guidare a Malta (e Gozo)

In quanto ex protettorato inglese, Malta ha ereditato dalla Gran Bretagna anche la guida. Se sulle prime la cosa genera qualche difficoltà a noi che non siamo abituati, in realtà dopo un po’ ci si prende la mano. Bisogna solo stare molto attenti a due cose: all’immissione nelle rotonde (a Malta sono tantissime) e a prendere bene le misure a bordo-strada: non essendo abituati, si rischia di calcolare male gli spazi di manovra. Comunque, tranquilli, non è difficile e vi basterà semplicemente guardare come si comportano gli altri automobilisti alla guida.

[leggi anche: Usare la macchina a Malta]

Il modo migliore per visitare Malta (e Gozo), del resto, è proprio in macchina. Per questo consiglio di noleggiare un’auto che ritirerete al vostro arrivo in aeroporto e che riconsegnerete al momento della partenza. In questo modo sarete liberi di poter spendere tutto il tempo che volete in una città o un’altra, in una spiaggia o un’altra, in un sito archeologico o un altro. E sarete liberi di costruire i vostri itinerari in totale libertà, svincolati da orari di autobus e da itinerari predefiniti.

3) Archeologia a Malta

Tarxien
Il tempio di Tarxien

Visto che parliamo di cultura, è bene conoscere l’aspetto più peculiare della cultura maltese: i templi megalitici. 6000 anni fa circa, prima che gli Egizi costruissero le piramidi, in questo minuscolo arcipelago nel mezzo del Mediterraneo i maltesi dell’età del Rame realizzavano strutture megalitiche, monumentali, costituite da immensi blocchi di pietra, che adibivano a tempio. I templi maltesi non trovano confronti in nessun’altra regione del Mediterraneo. Hanno una pianta a trifoglio, ovvero con tre camere circolari che si aprono a destra, a sinistra e in fondo a un corridoio. Non esistono nel Mediterraneo, né altrove, altri edifici con una pianta simile per quel periodo. L’isolamento maltese fu alla base di questa loro peculiare architettura. Si pensa che questi templi fossero dedicati alla dea madre, ma non è sicuro. Quel che è certo è che l’arcipelago è disseminato di templi.

Tarxien, nel centro di Malta, è il complesso templare più grande dell’arcipelago, ma lungo la costa dell’isola si trovano numerosi complessi.  Tra i più noti quello di Mnajdra e Hagar Kim, sulla scogliera, in alto sulla falesia a controllo del mare. A Gozo, i due templi di Gigantija ricordano fin nel nome l’imponenza delle architetture.

Un monumento totalmente diverso, ma unico nel suo genere è l’ipogeo di Hal Saflieni: un luogo costruito nelle profondità della terra, poco distante da Tarxien, e che doveva essere deputato al culto dei morti e della grande madre. Un luogo davvero impressionante.

[Per approfondire leggi: I templi maltesi]

4) L’occhio dei luzzu

La barchetta tradizionale maltese, il luzzu, è coloratissima e con due occhi portafortuna

I Luzzu sono le variopinte barchette tradizionali dei pescatori. Blu, rosse e gialle, hanno sulla prua, da un lato e dall’altro gli occhi, che guardano il mare e proteggono il pescatore dai pericoli. Quest’usanza è piuttosto antica, addirittura si fa risalire ai tempi dei fenici e dei greci: gli occhi, come ulteriore protezione e salvaguardia oltre all’occhio dei naviganti, salvavano dai pericoli della navigazione. L’usanza è rimasta intatta per millenni e ancora oggi i luzzu sono le barchette tradizionali dei pescatori.

Il luzzu è uno dei simboli di Malta, forse addirittura il simbolo più rappresentativo: era rappresentato, per esempio, sulle lire maltesi, prima dell’avvento dell’euro. L’euro è stato adottato a Malta nel 2008, 10 anni fa.

In tutti i porti e porticcioli di Malta si incontrano i Luzzu. Ma nel borgo di pescatori di Marsaxlokk essi sono i veri protagonisti. Marsaxlokk è un tranquillo borgo adagiato sul mare: sul lungomare affaccia la bella chiesa dalle forme barocche, e in uno dei suoi ristorantini si può gustare un buon pranzo a base di pesce appena pescato.

5) Caravaggio e i Cavalieri di Malta

In una passeggiata nella Capitale di Malta, non si può non entrare in Cattedrale. La cattedrale de La Valletta è il cuore dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, un ordine cavalleresco nato con finalità di ospitalità nell’XI secolo a Gerusalemme, durante la Prima Crociata. Dedito a San Giovanni, dopo alterne vicende quest’ordine scelse Malta come propria sede e qui, nella Cattedrale dedicata al loro santo protettore, chiamarono un artista del calibro di Caravaggio perché realizzasse due opere degne di lui. E Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, non deluse le aspettative: la Decollazione del Battista è un’opera intensissima, piena di drammaticità; rappresenta il momento in cui Giovanni Battista viene ucciso, in una cella, tenuto a terra dal suo boia, che potrà così portare la testa a Salomè, che l’ha chiesta ad Erode per soddisfare un suo capriccio.

caravaggio malta
Caravaggio, Decollazione del Battista, Cocattedrale di San Giovanni, La Valletta, Malta (credits: arte.it)

L’altro dipinto, molto meno drammatico, è San Girolamo scrivente: nella penombra un vecchissimo Girolamo, mezzo nudo, con la pelle del petto cascante come quella dei vecchi, scrive, mentre sul tavolo un teschio mezzo rovesciato è un richiamo all’antica iconografia del santo; osservandolo bene, si osserva il volto abbronzato, mentre il resto del corpo è pallido.

6) Gozo da scoprire

Rabat Gozo
Le mura della cittadella di Rabat e la sua cattedrale

La seconda isola dell’arcipelago maltese non ha niente da invidiare alla sorella maggiore. Anche qui si trovano i grandi templi megalitici (Gigantija), anche qui si trova una città con un glorioso passato, Rabat, nel cui nome si respira la più remota dominazione araba. La cittadina, che sorge nell’interno, domina su una vista panoramica eccezionale: difficile non accorgersi di nemici in arrivo da qui.

Gozo è nota anche per le sue meraviglie naturalistiche, tra spiaggia e formazioni rocciose naturali. Una di esse nel nord dell’isola,a Dweira, the Azure Window, è crollato recentemente: era un arco scavato incessantemente dalle onde, in questo punto molto alte, del mare. Un bel momento, onda dopo onda, l’arco ha ceduto, per fortuna senza danni a persone. Rimane il dispiacere per un capolavoro della natura che è andato distrutto, ma d’altronde in natura nulla è fisso e immutabile e, per quanto al momento del crollo vi siano state grandi polemiche ambientaliste, non credo sia da imputare all’incuria dell’uomo il crollo, quanto piuttosto ai fenomeni erosivi di lungo periodo comportati dal mare.

7) Bere a Malta: birra e Kinnie

A Malta è piuttosto radicata la produzione di birre. Ad agosto ogni anno il centro dell’isola si trasforma in una grandiosa festa/sagra dove la birra è protagonista. La Cisk è l’azienda principale di produzione, mentre la Lacto è per intenditori. In quei giorni la birra scorre a fiumi e pare che tutta l’isola si riversi tra gli stand di birra e di cibo.

Se non amate la birra o siete astemi, la Kinnie è ciò che fa per voi: è una sorta di chinotto, dolce e frizzante che io, personalmente amo alla follia! Tant’è che mia sorella, in crociera nel Mediterraneo, quando ha fatto scalo a Malta, mi ha portato in dono una bottiglia!

8) Che si mangia a Malta?

Posto buffo, Malta: è un’isola, eppure il piatto tipico è il coniglio.

No, non è vero, non c’è solo questo. La cucina maltese ha varie influenze, dalla Sicilia, la terra che le è più vicina, al Regno Unito, la nazione che l’ha occupata per lungo tempo. In più ha ingredienti suoi specifici, per cui si distingue per alcuni particolari piatti, sia di terra che di mare. Il coniglio di cui sopra è uno dei piatti più tradizionali: col nome di fenek stuffat, è cucinato in umido. Tra i piatti di terra abbiamo poi i bragioli, che sono involtini di carne cotti nel vino rosso, e i pastizzi, triangoli di pasta sfoglia ripiena di ricotta e piselli. Non manca comunque la quota mare, ed ecco subito una zuppa di pesce, Aljotta, giungere in nostro soccorso: l’onore marinaresco dei pescatori di Marsaxlokk è salvo.

Marsaxlokk
I luzzu in rada a Marsaxlokk

9) Imparare l’inglese

Malta è una delle mete preferite dai giovani per vacanze studio per imparare l’inglese. Il motivo non è difficile da capire: impari l’inglese la mattina a lezione, il pomeriggio vai in spiaggia e la sera ti butti in discoteca a Paceville/St.Julian’s e Sliema dove di notte non si riesce a camminare dalla gente che c’è. Tantissime vacanze studio e tantissimi corsi di lingua vengono organizzati anno dopo anno e attirano giovani e giovanissimi.

Blue Lagoon, Comino
Comino, la Laguna Blu

10) Malta capitale europea della cultura 2018

Un ricco calendario di eventi è in programma quest’anno per far conoscere non solo la capitale La Valletta, ma tutta Malta  e tutto l’arcipelago. Il Cultural Programme è molto vasto e particolareggiato. Il consiglio? Andare a Malta, consultare il programma e lasciarsi ispirare dall’offerta culturale di questo splendido arcipelago, buttato là nel mezzo del Mediterraneo, apparentemente lontano da tutto e da tutti, e invece strategico, vicinissimo, importante.

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