La Laguna di Orbetello

Un paradiso naturalistico, un’Oasi WWF, ma soprattutto un luogo storicamente necessario per la vita della popolazione locale. Parlo della Laguna di Orbetello, un luogo magico per noi che, andando verso l’Argentario, ammiriamo con aria sognante il mulino sospeso sull’acqua; una fonte di sostentamento per le numerose specie di uccelli palustri, marini e migratori che qui si fermano alla ricerca di cibo, e per i pescatori della Laguna, che qui traggono il loro sostentamento e la loro fonte di reddito.

Arrivando a Orbetello, si può lasciare l’auto nell’ampio parcheggio posto lungo la riva, che ricalca lo spazio un tempo occupato dalla ferrovia. Oggi la Stazioncina è diventata un bistrot molto accogliente, nel quale sono esposte foto d’epoca che ricordano i tempi d’oro della ferrovia: essa fu dismessa dopo la seconda guerra mondiale, in conseguenza dei bombardamenti che l’avevano messa fuori uso.

Birdwatching in laguna

La passeggiata lungo la riva è una continua scoperta di nuove specie di uccelli: dapprima le folaghe, nere, solitamente uccelli di lago che non disdegnano le placide acque della laguna. A Orbetello costituiscono una popolazione numerosa e placida. Ogni tanto però il loro starnazzare rompe il silenzio delle giornate d’inverno.

Laguna di Orbetello

Laguna di Orbetello

I gabbiani ormai sono ovunque, anche nelle grandi città dell’interno (Roma e Firenze, per esempio, ma io ne vidi un esemplare persino a Monaco di Baviera!), per cui non fanno notizia. Tuttavia, se li osservate, noterete come esistono tante varietà di gabbiani: più grandi, più piccoli, più grigi, più bianchi. Alla stessa famiglia, poi, appartengono le sterne, piccole e con la testa nera: si tuffano in acqua come tuffatori olimpionici quando adocchiano un pesciolino da mangiare. E per quel pesciolino, state tranquilli, non c’è scampo.

Quando pensi che tutto sia calmo e tranquillo, arrivano quei prepotenti dei cormorani a rompere le scatole. Ne basta uno, prepotente, che atterra su una boa per far volare via i non piccoli gabbiani. Usurpatore, verrebbe da dire e, a sentire i racconti dei pescatori, un vero disturbatore dell’ecosistema e della pesca.

Lo svasso non si fa disturbare troppo dal cormorano: uccello lacustre, elegante con la sua cresta rossiccia, ama immergersi a lungo per procurarsi cibo fresco di ottima qualità.

A riva intanto frotte di gambecchi e di chiurli, uccelli limicoli, ovvero che vivono nelle zone fangose e hanno becco lungo e sottile perché si nutrono di vermi, stanno fermi sulle piccole rocce della riva, pronti a muoversi all’unisono se qualche evento li disturba. Ben distante da essi la garzetta, bianca, candida, elegantissima come una sposa, se ne sta in attesa del tempo propizio per pescare. Vederla volare è un incanto bianco.

birdwhatching laguna di Orbetello

Una garzetta nella laguna di Orbetello

E poi ci sono loro, i fenicotteri rosa: li vedi volare laggiù, in lontananza, e li riconosci perché la loro silhouette, collo lungo, ali lunghe, zampe lunghe, è inconfondibile. Si allontanano, lì per lì, e ti dispiace. Ma poi ti danno una seconda occasione: perché un gruppo di una sessantina di esemplari si ferma nel bel mezzo della laguna, e a te sembra di trovarti in Camargue.

Il mulino di Orbetello

Nel mezzo della Laguna di Orbetello, all’altezza della strada di collegamento con l’Argentario, inconfondibile si erge un mulino a vento. È l’immagine più suggestiva della laguna, in qualunque condizione meteorologica e di luminosità. Costruito sull’acqua, è l’ultimo sopravvissuto di nove mulini realizzati da Siena nel corso del Quattrocento: all’epoca Orbetello era sotto il controllo dei Senesi. Nel secolo successivo subentrarono gli Spagnoli nel controllo dell’Argentario e i nove mulini, che inizialmente funzionavano ad acqua per la macinazione del grano, furono trasformati in mulini a vento. L’unico dei nove che sopravvive si trova nei pressi della diga fatta costruire dal granduca di Toscana Leopoldo II nel 1843, che altro non è che la  strada che collega Orbetello con l’Argentario.

il mulino orbetello

Il mulino nella Laguna di Orbetello

Vedi la laguna e poi muori (se ti chiami Caravaggio)

Ritratto di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. Credits: istantarte.it

La strada tra Orbetello e l’Argentario è un’arteria artificiale che divide in due la laguna. Essa infatti è racchiusa tra due lingue di spiaggia, una a sud e una a nord, che sono a loro volta oasi naturalistiche. A Sud è il tombolo della Feniglia. Tombolo indica un cordone di terra, e in effetti la Feniglia è una striscia di spiaggia, meglio una duna, che collega l’Argentario con la terraferma. Storicamente è nota perché pare che il Caravaggio, che in fuga da Napoli per problemi con la giustizia (grandissimo pittore, ma pare che non fosse uno stinco di santo) riparò qui in Maremma. Rifugiatosi sul tombolo della Feniglia si ammalò di febbri malariche (la zona, paludosa, era senza dubbio malsana) e a Porto Ercole trovò la morte.

Dalla parte opposta della laguna si trova il tombolo della Giannella. Un’altra striscia di terra, anzi di spiaggia, puntellata di abitazioni e hotel quasi in riva al mare. Il mare aperto si riversa sulla spiaggia trascinando con sé conchiglie, rami e tronchi d’albero, qualunque cosa le burrasche possano decidere di abbandonare al largo. Qui il fragore delle onde rompe ogni silenzio, è anzi la sinfonia che accompagna le nostre impronte lasciate sulla sabbia.

il Tombolo della Giannella

Il forte delle Saline

A pochi km a nord di Orbetello sorge il forte delle Saline, nel territorio di Albinia. Alla foce del fiume Albegna si trovavano le saline. Il forte, che risale alla metà del Quattrocento, aveva la funzione di controllare la produzione di sale e di stivarlo in attesa della commercializzazione. Il sale era un bene prezioso e costoso, dunque non deve stupire la struttura fortificata, con tanto di torre e di ponte levatoio. Questo è senza dubbio uno degli aspetti meno noti, ma suggestivi, della storia della Laguna.

forte saline albinia

Il Forte delle Saline di Albinia

E voi conoscete la Laguna di Orbetello? Cosa vi ha conquistato e cosa consigliereste?

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9 thoughts on “La Laguna di Orbetello

  1. Ciao, i miei genitori hanno casa al mare nella zona dell’Alto Lazio e praticamente per andare verso l’Argentario (quando non ho più voglia di stare insieme ai miei :D) passo sempre per la Laguna di Orbetello. Ingenuamente l’ho sempre vista come una zona di passaggio, non mi sono mai soffermata a guardarla come la racconti tu! Grazie, sei riuscita a farmela vedere in un’altra maniera 🙂 Non vedo l’ora di ripassarci!

  2. Sono stata ad Orbetello e sull’Argentario nella mia prima vacanza on the road appena fatta la maturita’. Ho dei ricordi bellissimi del campeggio con accesso diretto alla spiaggia. Un posto dove vorrei tornare anche con il mio bambino.

    • Il posto è adatto ai bambini, in effetti! Nella zona i campeggi attrezzati non mancano, se vuoi ripetere l’esperienza. Anzi, probabilmente il campeggio è il modo migliore per apprezzare questo territorio

  3. Hai fatto proprio un bell’articolo informativo! ^^ Sono stata alla Laguna e in effetti è decisamente suggestiva, mi è piaciuta. In particolare però mi piacerebbe riuscire a vedere i fenicotteri rosa, se dovessi tornarci!

    • Grazie! Vedere i fenicotteri è stata una sorpresa, dapprima quando li ho visti volare in lontananza, e poi fermi in laguna, distanti dalla riva, ma comunque ben visibili: non me li aspettavo proprio!

  4. Pingback: Perché esiste la Giornata Nazionale del Paesaggio | Maraina in viaggio

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