Maremma che pioggia! Itinerario di due giorni in maremma, tra borghi e laguna

“Maremma che pioggia!”

Sembra un’imprecazione e in effetti lo è! Rientro da due giorni di vacanza in Maremma, durante i quali siamo stati in tre: io, il mio compagno e il fedele ombrello. La pioggia non ci ha risparmiato, il freddo nemmeno. Ma non ci ha impedito di andare a giro a esplorare questa piccola fetta di territorio nella provincia di Grosseto.

itinerario due giorni maremma

Primo giorno: Manciano, Saturnia, Montemerano

Premessa: da quando mi sono trasferita a Ostia antica, io e il mio compagno, che invece sta a Prato, approfittiamo di tutti i finesettimana per ritrovarci. Questa volta abbiamo deciso di incontrarci a metà strada. Ci siamo dati appuntamento ad Albinia, in Maremma, lungo la costa, poco più a Nord di Orbetello. Da qui, subito all’uscita dell’Aurelia, ci siamo messi in movimento e abbiamo deciso di andare nell’interno: abbiamo puntato verso Manciano, dove avevamo fissato la camera per la notte.

Prima tappa lungo il percorso è stata il Castello di Marsiliana d’Albegna. Nella nostra ignoranza non sapevamo che fosse privato. Un’indicazione per “museo” ci ha invece invitato ad arrivare al castello a piedi (un cartello di vietato l’accesso in auto ai non addetti ai lavori ci aveva consigliato). Arrivati in cima (splendida vista sulle colline circostanti, spesso coltivate a olivi), abbiamo cercato l’ingresso del museo. E niente, siamo stati redarguiti perché il luogo è privato e per il museo bisogna chiedere giù in piazza per visite guidate. N.B.: non si sa museo di cosa, se della cultura contadina o di altro. Certo in piazza vi posso assicurare che non c’era niente di così ben segnalato. E così… ciaone Castello di Marsiliana.

Manciano

museo manciano
L’ingresso del museo di preistoria e protostoria di Manciano (GR)

Proseguiamo, e intanto inizia a piovere copiosamente, verso Manciano. La cittadina è piuttosto grande, ma noi, interessati al centro storico, ci arrampichiamo su per la salita, passiamo sotto la Porta che si apre nelle mura medievali ed entriamo nel borgo medievale vero e proprio: la torre dell’orologio, i piccoli vicoli che si aprono con scorci sul panorama, il cassero e accanto ad esso il Museo di Preistoria e Protostoria della Maremma (ahimè chiuso in quel momento). La nostra visita di Manciano, rigata dalla pioggia si conclude in un piccolo locale, La torre in cantina, dove facciamo un aperitivo corposo più nel tentativo di riscaldarci che non per reale appetito. Ma beviamo due bicchieri di vino toscano, e già questo ci rinfranca nel cuore e nello spirito. E infatti siamo pronti a ripartire.

Manciano
Il borgo di Manciano

Le terme di Saturnia

Non ci siamo portati il costume: però già che siamo di strada vuoi non fare un salto alle Terme di Saturnia, un affioramento naturale di acqua calda e curativa che si trova poco oltre Manciano? Le cosiddette Cascate del Mulino sono una grandissima attrazione. Io ne avevo sempre sentito parlare e avevo visto qualche foto, ma trovarmici davanti è stato pazzesco.

Sarà stato il brutto tempo (pioveva anche lì), sarà stato il freddo, per cui si sollevava più vapore dalle acque calde, sarà stata l’acqua celeste, l’ambiente bianco, qualche erba palustre, il mulino in pietra lì dietro e quei quattro eroici personaggi che si facevano il bagno nelle acque sulfuree (e vagamente puzzolenti) nonostante il gelo fuori dall’acqua, ma ho avuto l’impressione di un luogo troppo assurdo per essere vero. Ho continuato a ripeterlo per minuti interi: “Questo è un posto assurdo. Questo è un posto assurdo!” E mi sono pentita per un attimo di non avere con me il costume.

terme di saturnia
Le Cascate del Mulino – Terme di Saturnia: un luogo assurdo

Le Cascate del Mulino sono il luogo più spettacolare paesaggisticamente parlando, e anche il luogo in cui si può fare il bagno termale gratis: l’accesso, infatti, è gratuito, e a pagamento ci sono, però nella bella stagione, le strutture accessorie, come eventuale bar, noleggio di accappatoi, docce e simili. Ma chi viene attrezzato può benissimo fare a meno di tutto ciò.

Lasciato questo posto assurdo, decidiamo di andare a vedere, almeno da fuori, dove invece la gente paga per godere al massimo livello delle acque termali: il Terme di Saturnia Spa & Golf Resort, che si trova poco distante e che è il luogo luxury, dove davvero farsi coccolare nel relax più totale.

terme di saturnia
Le cascate del Mulino viste dalla strada panoramica

Ci affacciamo infine sul borgo di Saturnia, medievale, ma il cui passato rimonta indietro nel tempo, ad epoca etrusca e romana: le terme sono note fin dall’antichità, quindi non deve stupire la presenza umana da queste parti da tempi tanto antichi.

Innamorarsi di Montemerano

montemerano
Un micio a Montemerano

Ci sono luoghi che nonostante la pioggia riescono a trasmettere un grandissimo fascino. Così è successo a noi visitando Montemerano, lungo la strada tra Saturnia e Manciano. Anch’esso borgo medievale, rispetto a Manciano ci sembra che abbia mantenuto intatta la sua integrità e il suo cuore. Percorriamo le sue stradine e arriviamo fino alla Piazza del Castello (ma del Castello non v’è traccia): sotto la pioggia solo tre splendidi gattoni osano stare all’aperto. Pelosoni e annoiati da tutto questo grigiore, sembrano disturbati dalla nostra presenza. Noi invece siamo assolutamente estasiati dal borgo, dalle murature in pietra a vista, dalla cura delle stradine e delle piazzette: si nota l’interesse a preservare un angolo di medioevo nel migliore dei modi, e non a caso, infatti, Montemerano fa parte dei Borghi più belli d’Italia.

Montemerano
La piazza del Castello a Montemerano

Mangiare e dormire a Manciano

Nella nostra pur breve esperienza a Manciano e dintorni abbiamo individuato un luogo dove pernottare e un ristorante dove mangiare: abbiamo trascorso la notte a Il Meoccio, un affittacamere che si trova già in campagna lievemente fuori da Manciano: non fatevi spaventare dal tratto di strada bianca: siamo in mezzo ai campi del resto, cosa ci possiamo aspettare di diverso? In camera abbiamo provato un po’ freddo, è vero, ma per colpa dell’ondata di gelo inaspettata che c’è stata. La sera, al nostro arrivo, non abbiamo potuto apprezzare, ma la mattina abbiamo notato la vista panoramica sulle colline e sulla valle, fino ad arrivare al mare. Il Meoccio si trova in un luogo davvero di relax, lontano dal mondo, ideale per chi si vuole fermare nella calma più assoluta.

Manciano
Una parete di fiori a Manciano:

A cena siamo stati a Manciano Da Paolino, ristorante che, se si soggiorna a Il Meoccio, fa pure il 10% di sconto sul conto. Cucina tradizionale, piatti abbondanti e curati, un buon vino della casa. E soprattutto un ambiente bello caldo, che venendo dal freddo di fuori ci ha fatto molto piacere!

Secondo giorno: Orbetello, la Laguna, la spiaggia della Giannella

La mattina, quando lasciamo la camera, ben speriamo: un raggio di sole si fa strada tra le nubi, che sia un buon segno? Scendiamo a valle, torniamo sul mare, sull’Aurelia, arriviamo a Orbetello.

Ero stata a Orbetello anni fa, e ricordavo due cose: il Mulino nella laguna e la cena di pesce al ristorante I pescatori. Ebbene, abbiamo fatto entrambe le cose: una passeggiata lungo la laguna fino al Mulino e il pranzo a I Pescatori (che di febbraio è aperto solo il sabato e la domenica, non durante la settimana).

il mulino orbetello
Il mulino nella Laguna di Orbetello

La laguna di Orbetello

birdwhatching laguna di Orbetello
Una garzetta nella laguna di Orbetello

La Laguna di Orbetello è un prezioso paradiso naturalistico. Anche solo camminando lungo la riva possiamo osservare alcune specie di uccelli palustri e marini che convivono, pescano, nuotano, volano e gridano, ognuno secondo il proprio verso. C’è la sterna che fa dei tuffi olimpionici ogni volta per pescare un pesciolino, c’è la folaga nera che nuota placida vicino alla riva, c’è il gabbiano che ogni tanto si sgranchisce le ali e c’è il cormorano che quando arriva lui, arrogante, fa volare via tutti gli altri. C’è lo svasso, con la sua cresta, che nuota tranquillo e ogni tanto si immerge per tempi lunghissimi, per pescare, senza fretta. C’è la garzetta, elegantissima col suo collo e le zampe lunghe, e ci sono dei piccoli uccellini col becco lungo e stretto, che si muovono in gruppo e in gruppo si fermano sugli scogli della riva, dove presumibilmente trascorrono gran parte del loro tempo. E poi sollevi lo sguardo e scopri che in lontananza uno stormo di fenicotteri rosa sta sorvolando la laguna: li riconosci non per il colore, ma per il collo lungo, le zampe lunghe, le ali lunghe. E improvvisamente ti commuovi e ti sembra di essere tornata in Camargue.

Il mulino è una visione maledettamente romantica. Lì, immerso nelle placide acque, disturbato solo da qualche uccello che gli vola intorno, indica un tempo fermo, un tempo che non passa e che non trascorre. Sta lì, sospeso, mentre intorno a lui, sull’acqua scorre la vita degli uccelli e, a riva, scorrono le auto di chi va da Orbetello all’Argentario e viceversa.

laguna orbetello
Nelle placide acque della laguna vivono tante varietà di uccelli. Un patrimonio di biodiversità da preservare

Orbetello è un bella cittadina, con stradine ampie e pulite su cui affacciano negozi anche diversi dal solito. Noi ripercorriamo tutto il centro fino ad arrivare alle mura, a uscirne e ad andare a pranzo a I Pescatori. Credo che sia uno dei ristoranti più noti della Toscana: viene cucinato ciò che i pescatori della Laguna pescano giorno per giorno, dalle anguille alla palamita alla spigola e alle orate, e il tutto viene straordinariamente preparato in cucina. I prezzi sono davvero onesti, altro che ristoranti di pesce di lusso, segno che la qualità non ha bisogno di troppi fronzoli. E poi, la cosa più bella, le persone hanno voglia di raccontare, di raccontarsi, di spiegare al mondo che i cormorani, specie protetta, sono un problema per la sostenibilità e per la biodiversità della laguna: cose che non si possono sapere se non si vive in prima persona la pesca tutti i giorni tutto l’anno.

Il mare d’inverno: la spiaggia della Giannella

L’Argentario è collegato alla terraferma da tre lingue di terra. Quella centrale è la strada che collega Orbetello con la penisola, quella a sud è una lingua di spiaggia, la riserva naturalistica della Feniglia, quella a Nord è un’altra lingua di spiaggia, la Giannella. Per tornare verso Albinia, sotto una pioggia torrenziale, percorriamo la strada che attraversa la Giannella. Il richiamo della spiaggia e del mare aperto è forte, per cui affrontiamo gli scrosci di pioggia e passeggiamo sulla sabbia, incuranti del vento e dell’acqua.

spiaggia della Giannella
La Giannella. Un’intrepida coppietta affronta le intemperie pur di farsi la passeggiatina sulla spiaggia

Barchette abbandonate, legni arrivati qui da chissà dove, conchiglie, un casco da moto infilzato su un palo: più che mare d’inverno sembra una spiaggia abbandonata da un momento all’altro per una tempesta. Subito alle spalle della sottile lingua di sabbia già si trovano le case per vacanze estive e gli hotel. Ma se guardiamo verso il mare, pare di trovarsi in un paradiso perduto. Una sensazione simile (sarà la pioggia?) me l’aveva data, da tutt’altra parte del mondo, Cape Tribulation, nel Queensland in Australia, che visitai sotto la pioggia tropicale. Della Giannella mi colpisce la bellezza di un luogo isolato, libero, totalmente restituito alla natura, almeno in queste giornate d’inverno. Una coppietta che passeggia sulla riva con l’ombrello, tenendosi stretti stretti, e le impronte di un cane, però, mi fanno pensare che non siamo solo noi ad avventurarci da queste parti con queste condizioni: il mare d’inverno è un richiamo che difficilmente si può decidere di non ascoltare.

Spiaggia La Giannella
Un tronco arrivato da chissà dove ha trovato riposo alla Giannella

Su questa spiaggia si chiude il nostro itinerario nella Maremma sotto la pioggia. Siamo fradici, ma tutto sommato contenti di questa nuova occasione che abbiamo avuto per conoscere un piccolo frammento di territorio italiano. Sicuramente torneremo nella bella stagione a Saturnia, e chissà, magari torneremo al mare in Laugna, alla Giannella o alla Feniglia. Oppure, cambieremo totalmente zona, e vedremo luoghi nuovi e diversi. Valuteremo caso per caso. Speriamo solo che troveremo il sole!

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