Il mare d’inverno: Ostia Lido e il suo Borghetto dei Pescatori

Se avete seguito le mie ultime vicende di vita (raccontate ad esempio sulla mia pagina facebook) saprete che mi sono trasferita da due mesi per lavoro a Ostia antica. In questo primo periodo ho fatto la sola cosa che c’era da fare, ovvero esplorare il borgo, l’area archeologica e i dintorni di Ostia antica. Ma è giunto il momento di allargare lo sguardo e spingermi oltre. E così, una bella domenica pomeriggio invernale mi sono spinta fino al mare, a Ostia Lido.

ostia lido tramonto
Il tramonto sulla spiaggia di Ostia Lido

Ostia Lido è il vero cuore del X Municipio di Roma, una città nella città, una conurbazione vastissima che si stende immediatamente a Sud di Fiumicino e della foce del Tevere. Una città con una fortissima vocazione balneare. In effetti se dico Ostia tutti pensano al mare di Roma. E come non ricordare alcuni film e serie tv celebri in cui i Romani scendono in spiaggia? Persino I Cesaroni ambientano alcune scene madre di qualche puntata proprio qui, al Lido di Ostia.

Come ho già scritto in passato, io, che sono nata al mare, del mare apprezzo la tranquillità, la calma solenne che però ribolle al di sotto, invisibile. Adoro la calma di certe giornate in cui in spiaggia non c’è nessuno, solo i gabbiani che volano, solo la brezza che soffia e la luce calda del sole che cala.

Un piccolo peschereccio in darsena, di fronte al Borghetto dei Pescatori di Ostia

È il mare d’inverno.

Il Pontile

Il tramonto su Ostia Lido dal Pontile

Il mare d’inverno a Ostia lo cogliamo senza dubbio nel Pontile, il bel molo che è l’arrivo al mare dalla città. Immaginatevi di uscire da Roma, Piramide, Porta San Paolo, e mettervi in macchina lungo quella direttrice che è la via Ostiense. Marciate e marciate, a diritto, senza curve, senza impedimenti, fino a Ostia Lido. Giunti in fondo, ad un grande incrocio, proseguite ancora avanti: la rotonda del Piazzale della Posta vi dice che siete davvero in centro città. Se vi spingete ancora oltre, sbucate sul mare. Ecco, il grande molo di Ostia Lido è il punto di arrivo finale. E al tramonto, d’inverno, è bellissimo.

Non credevo di trovare tante persone, non solo ragazzi, ma coppiette di anziani e, sì, vecchiettini con le badanti, seduti presso il Pontile, chi sulla balaustra, chi sulle panchinette, a godersi l’ultimo sole e la brezza mite del mare. Il sole regala dei tramonti coloratissimi. I bagni, abbandonati nella stagione invernale, sono dei relitti che godono dei riflessi dell’ultimo sole. Così l’agave, che oggi riceverà l’ultimo raggio, domattina riceverà il primo.

Lungomare Paolo Toscanelli

ostia lido
In spiaggia a Ostia verso il tramonto

Andando verso Nord rispetto al Pontile, in direzione del Porto turistico di Roma, si alternano ristoranti, lidi, bar, addirittura una SPA, quindi inizia la serie delle spiagge libere alternate ai bagni. In inverno le cabine abbandonate a se stesse se ne stanno lì, malinconiche. Tuttavia la spiaggia non è abbandonata, ma frequentata da coppiette o da chi, semplicemente, non può fare a meno del Mare. In alcuni punti si coglie un certo senso di abbandono; dall’altro lato della strada, del resto, si alternano case di primo Novecento appena restaurate ad altre fatiscenti ad altri complessi che risentono della bruttezza dell’edilizia del boom economico. Nonostante l’età d’oro di Ostia sia stata prima della 2° Guerra Mondiale, non certo dopo.

Oggi Ostia Lido risente di una sindrome di abbandono, mista a volontà di riemergere: è il X Municipio di Roma, ma viene considerata alla stregua di una periferia, quando invece è una città tra le più popolose del Lazio. Vive in bilico da chi la vorrebbe rendere comune a sé e chi invece continua a considerarla lo sbocco al mare della Capitale. Ma dalla porta di Roma sul Mediterraneo vorremmo tutti qualcosa di più.

Lungomare Lutazio Catulo

Approfittando di un caldo pomeriggio di febbraio, abbiamo deciso di scendere al mare. Siamo andati però, verso Castel Fusano, laddove sbuca la Via dei Pescatori. Qui, sul lungomare, è un susseguirsi di stabilimenti balneari dismessi in inverno, di cui però sopravvivono le belle strutture delle cabine, e di ristoranti (aperti, quelli) presso i quali gustare un bel pranzo al mare. Noi il pranzo non l’abbiamo fatto al ristorante, ma a casa (la mia tagliata di tonno – rigorosamente fresco, preso in pescheria a Ostia – è stata molto apprezzata), però siamo scesi in spiaggia e abbiamo passeggiato tra le cabine e poi, ad un certo punto, lungo il bagnasciuga.

Cabine sulla spiaggia a Ostia Lido. In attesa che torni l’estate

E qui ho scoperto qualcosa che non immaginavo: la sabbia nera e sbrilluccicante ha cominciato a restituire una conchiglia, poi due, poi tre, poi dieci, cento e chissà quante conchiglie! Son tornata bambina: perché per me le conchiglie si trovano solo nelle spiagge lontane (com’erano, da piccola, quelle della Sardegna) e perché è bellissimo mettersi lì a guardarle, a dire “Uh quant’è grossa questa! Uh, ma questa è un’ostrica! Uh, ma è coloratissima!“). Se pensate che ho anche scritto un racconto su dei bimbi a caccia di conchiglie (è stato pubblicato in un’antologia, Adriatico, realizzata a scopo benefico per aiutare la ricerca allo IOM – Istituto Oncologico Marchigiano) potete capire il mio entusiasmo fanciullesco.

Un tappeto di conchiglie in spiaggia a Ostia Lido!

Il Borghetto dei Pescatori

Dalla via di Castel Fusano per scendere verso il mare si percorre la Via dei Pescatori che corre adiacente un canale fluviale abitato da numerosi uccelli palustri. Verso la foce di questo canale, in loc. Secche di Tor Paterno, il paesaggio si fa decisamente più antropico: la darsena e il borghetto dei pescatori. La darsena, lo dice il nome, è il piccolo porticciolo/ricovero di pescherecci e barchette che qui stanno ormeggiati e ricevono le necessarie cure e manutenzioni. Il Borghetto dei Pescatori, invece, è un piccolo nucleo di quattro case (davvero quattro! Forse cinque, dai) costruite intorno ad una piazzetta nella quale campeggia la statua del santo protettore dei pescatori, San Nicola. I pescatori che diedero nome al borghetto si installarono qui alla fine dell’Ottocento e provenivano per la maggior parte da Napoli e dalla Puglia. Inizialmente vivevano in baracche di legno, poi nel 1931 rischiarono di essere sloggiati, quando fu deciso di urbanizzare l’area. Fu l’interessamento di Margherita Sarfatti, di famiglia ebraica, all’epoca amante di Mussolini (la sua biografia ha dell’incredibile: leggetela qui) a far sì che dalle capanne di legno nascesse un piccolo borghetto.

Il Borghetto dei Pescatori di Ostia

Il Borghetto dei Pescatori è un piccolo angolo di “paese” all’estremità della città di Ostia. E se è vero che ve ne parlo a proposito dell’inverno, vi invito però a scoprire come può essere a settembre, alla Sagra della Tellina, un evento gastronomico golosissimo, da non perdere.

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17 risposte a "Il mare d’inverno: Ostia Lido e il suo Borghetto dei Pescatori"

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  1. Marina il titolo del tuo post mi ha subito incuriosito . Qualcuno che racconta di posti che i media hanno così denigrato in quest’ultimi tempi e ne fa scoprire le bellezze oltre che le bruttezze. Molto ben scritto. Ciao

  2. Adoro il mare d’inverno, la sua calma e intimità. Sembra quasi di riflettersi in quelle acque scure e ritrovare se stessi. Un’ottima idea per una gita fuori porta da Roma.

    1. Sto iniziando appena a esplorare il Litorale Romano, ma credo che offra davvero delle splendide opportunità di gite fuoriporta da Roma: Ostia è una, e spero nel prossimo futuro di continuare nelle mie esplorazioni 🙂

  3. Non sono mai stata a Ostia antica né al Lido ma sembra davvero meritare una visita! Anch’io amo profondamente il mare e mi attrae in ogni stagione.

    1. Ostia antica merita tantissimo! Beh che sono di parte, però è un luogo con tantissime suggestioni: archeologica, paesaggistica, naturalistica… Ostia Lido invece sto imparando a conoscerla, pian piano ne scopro i quartieri, la storia, il suo rapporto col mare

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