“Buon viaggio” in tutte le lingue del mondo

Ma voi lo sapevate che la parola safari vuol dire viaggio? Esatto, in lingua Swahili safari significa viaggio, e l’espressione Safari njema vuol dire “buon viaggio”. Mi si è aperto il mondo.

Per noi il safari è la gita nella savana, l’esplorazione del regno animale africano, un’esperienza senza dubbio incredibile per chi la vive (io, ahimè, ancora non l’ho vissuta). Ma il suo nome, safari, per le comunità umane che hanno sempre vissuto in quella terra, vuol dire semplicemente viaggio. E mi immagino le popolazioni Masai, che affrontano il viaggio per spostarsi da una parte all’altra della savana, correndo dietro alle stagioni, ai corsi d’acqua, alle prede che migrano anch’esse. Safari, una parola che racchiude davvero un universo di tradizioni.

Tutto questo per introdurre questo post, perché a questo punto mi sono chiesta come si dice “buon viaggio” in tutte o quasi le lingue del mondo. Non potrò fare un elenco esaustivo (non sono il Papa che impartisce la benedizione Urbi et Orbi a Natale e a Pasqua), però voglio trovare le espressioni più curiose, quelle più note, e voglio cercare di capire, laddove possibile, perché proprio quella parola e non un’altra.

Così mi sono affidata a Google Translate, caro amico in tante occasioni, e ho fatto molte scoperte interessanti.

Dire viaggio in Inglese

Iniziamo con l’inglese, la lingua che tutti noi (dovremmo) conoscere. In inglese, il verbo viaggiare è to travel. Ho cercato l’etimologia di questa parola, che per me (che ho sempre studiato francese) somiglia al verbo francese travailler = lavorare e alla parola dialettale italiana travagliare = faticare (per non parlare del travaglio del parto). Ho scoperto che in effetti, quando compare nel XIV secolo, il verbo to travel, che deriva dal verbo travailen = faticare nel protoinglese del 1300, significa compiere un viaggio difficile. Nel dizionario etimologico online che ho consultato si suggerisce che nel medioevo ogni viaggio potesse essere un’impresa difficoltosa per via dei pericoli lungo il cammino. Ma già nel XV secolo il traveler, il viaggiatore, era colui che aveva esperienza di viaggi: un bel passo avanti nella semantica, non c’è che dire.

Sempre in inglese, il sostantivo che indica il viaggio è journey. E questo da dove deriva? Deriva dal latino diurnum, poi francese journée, giornata. E in effetti nel 1300 circa la parola journey indica la distanza percorsa in un giorno. The journey è un giorno di viaggio.

Ora, io non so voi, ma a me queste scoperte linguistiche esaltano incredibilmente! Domani andrò a dirlo a tutti: “oh, ma lo sai che viaggio in inglese inizialmente voleva dire fatica? E che journey deriva da giorno?” Che meraviglia!

Dire viaggio in Francese

Passiamo al Francese. La parola Voyage non è poi diversa dall’italiano viaggio. Compare nel 1100 circa, con il significato di “mettersi in cammino” e per lungo tempo è associato all’idea del pellegrinaggio. Risale al 1518, secondo il dizionario etimologico online che ho consultato, l’espressione “Bon voyage!

Nominavo l’italiano, viaggio: ma da dove deriva? Etimo.it ci rivela che, ovviamente, deriva dal latino via. Viaggio è viaticum, cioè il viatico, la provvista per il viaggio. Noi italiani guardiamo sempre al sodo, ovvero ad avere la pancia piena e il viatico, ovvero le provviste per il viaggio, sono diventate la parola stessa che identifica il viaggio. Chiamaci scemi, a noi, pure nei secoli bui 😉

Italiano, francese, spagnolo e portoghese hanno per viaggio la stessa radice. In spagnolo infatti è viaje, la parola, in portogese viagem. Ma in tedesco?

Dire viaggio in Tedesco

In tedesco viaggio si dice reise. Questa parola va riconnessa (ed è bellissimo, secondo me) all’inglese to rise, sorgere. Come se il viaggio fosse una risalita nel senso di rinascita. Molto più prosaicamente, invece, il dizionario etimologico online che ho consultato parla del sorgere del sole, l’alba, momento in cui si parte, perché si hanno tutte le ore di luce davanti; ma è anche l’atto stesso di alzarsi, di sollevarsi. “Alzati, viaggia!” sembra dire il Tedesco. Stupendo.

La carovana di Marco Polo in viaggio verso le Indie, 1375: chissà se il viaggio di Marco Polo fu più un travel (fatica), un viaggio a panza piena (viaticum) o una rinascita (reise); di sicuro però non durò solo un giorno (journey): tutte le parole che significano viaggio nelle lingue europee si sono formate nel Medioevo (Credits: Wikipedia)

Buon viaggio in tutte le lingue del mondo

E ora a noi! Come si dice “Buon viaggio” in tutte le lingue del mondo? In quest’infografica mi sono divertita a raccogliere le lingue principali del nostro pianeta. Mi sono sentita molto il papa, ma è stato anche interessante vedere tanti alfabeti diversi, tanti idiomi diversi, tante diverse parole e lingue per formulare un augurio universale: Buon viaggio, appunto.

 

PS: se non fosse stato per Patrizia di Un’anima in viaggio, non avrei mai saputo cosa vuol dire Safari e non avrei mai scritto questo post. Lo scambio di opinioni e di letture tra blog diversi è importante: l’ispirazione e la tendenza a voler migliorare nascono proprio da un confronto, oppure da una semplice chiacchierata su facebook, com’è avvenuto in questo caso.

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52 thoughts on ““Buon viaggio” in tutte le lingue del mondo

  1. bellissimo il post, interessante l’etimologia delle parole viaggio e viaggiare… in tedesco poi, che è una lingua che mi piace ma ho sempre ritenuto fredda … magnifico!

  2. ma che bel post!!!! fuori dal comune, originale, interessante!!! me lo sono gustata dall’inizio alla fine. Davvero molto interessante sapere l’etimologia delle parole…da dove arrivano e perché! Brava Maraina, ti sei superata! :-*

  3. Che bello scoprire i diversi significati delle parole. Non avrei pensato che Reisen derivasse dall’inglese e avesse un significato così bello! Noi italiani invece davvero pensiamo sempre ad avere la pancia piena! ahahah Davvero un bel post! 😉

  4. Hai fatto una ricerca bellissima, complimenti! La cosa davvero bella delle lingue è che sono il riflesso della cultura e della storia, da una “piccola” analisi come questa si capiscono tante cose… Mi salvo questo post, grazie davvero!

  5. Questo post è fantastico! Brava 🙂 Adoro anche io scoprire l’etimologia delle parole e tante cose che hai spiegato non le sapevo. Per cui grazie: mi hai acculturata 😀

  6. Che bel post! Io amo le lingue straniere.. le ho studiate a scuola e poi ho fatto anche dei corsi per approfondirle! Nemmeno io sapevo che safari significa viaggio.. è bello scoprire queste curiosità!

    Federica
    Ioviaggiocosi.

  7. Bellissimo questo articolo, anche io non sapevo della parola safari!
    In cinese invece buon viaggio si traduce letteralmente con “salvo per tutta la strada” 🙂

    • Le lingue sono un universo bellissimo da esplorare e da conoscere! Anch’io sono rimasta stupitissima di scoprire che Safari significa viaggio: permette di capire quanto cambino i significati delle parole a seconda dei tempi e di chi usa quelle parole

  8. Che meraviglia questo post! Adoro le lingue straniere e adoro ancora di più scoprire nuovi significati e nuove parole!!

  9. E’ davvero un articolo bellissimo, è molto interessante, soprattutto per chi come me ama le culture e le lingue, sapere l’etimologia di questa parola. Quella del tedesco già la sapevo,e la trovo sempre più affascinante

  10. Marina questo post mi è piaciuto molto come ti dicevo sulla tua pagina facebook. Viaggiare in qualche modo è conoscere l’altro e la lingua è una delle poche cose che ci contraddistingue!!! Ciao

  11. Bellissimo post 😀 è stato interessantissimo scoprire l’origine della parola viaggio nelle varie lingue. Lo ammetto da persona che è laureata in giapponese ero lì che attendevo di vedere se sarebbe spuntato ahah e alla fine l’ho trovato nell’immagine finale

  12. In ungherese non corretto al 100%, io direi più “jó utat”o “jó utat kívánok” se vuoi essere formale. “Jo utazas” è più l’atto del viaggiare in sè. L’ungherese è una lingua complicata, lo so 😀

  13. All’inizio di questo post ero un po’ perplessa, io che vado sempre di fretta, a concedermi il lusso di soddisfare una curiosità…Invece bisogna sempre farlo, bimbo docet! Mi ha dato gran soddisfazione vedere somiglianze e similitudini dell’origine della parola che più di ogni altra mi sta a cuore! Italiani magnoni, tedeschi mattinieri ma anche un po’ spirituali…fantastico! Brava Marina per un altro post orignale che ci accultura divertendoci!!!

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