Pola: un tour archeologico nel capoluogo dell’Istria

In Croazia numerose città raccontano ancora il loro passato più antico. Tra di esse una delle più significative è Pola, che ben si presta ad un tour archeologico.

Si arriva a Pola dal lato del mare, del porto, e la prima cosa, immensa, che ci si para dinanzi, appena parcheggiata la macchina, è il grande anfiteatro, ben conservato in tutta la sua altezza e in tutto il suo ellisse. È il punto di partenza perfetto per un tour archeologico della città.

Dell’anfiteatro, visitabile, rimane l’ellisse esterno della struttura, un grande anello alto e animato da tante aperture a volta attraverso le quali si intravvede il cielo, il mare, il porto, l’interno dell’arena. Un tempo quelle volte erano archi di scarico e sostegno delle scalinate di accesso alla cavea, la platea per il pubblico che assisteva agli spettacoli dei gladiatori. Stiamo parlando di un monumento che ha poco meno di 2000 anni.

La porta Gemina a Pola, uno degli ingressi alla città romana

Visitato l’anfiteatro e compiuto il giro intorno al suo perimetro, si procede verso il centro città. Qui incontriamo dapprima la Porta Gemina (?), una porta cittadina aperta nelle mura romane, costituita da una doppia arcata. Superata essa si incontra il grande palazzo che ospiterà, quando saranno terminati i lavori, il grande museo archeologico di Pola. Dietro si trova la grande struttura del teatro romano (visitabile liberamente, come vedremo).

Procedendo a risalire lungo il corso delle mura, di cui rimane l’antico tracciato, rimaneggiato nei secoli seguenti e fino a noi, si arriva all’ingresso vero e proprio in città: l’Arco dei Sergi. Questa porta aperta nelle mura aveva anche la funzione di celebrare la famiglia dei Sergi, una ricca e influente gens locale che aveva finanziato varie opere pubbliche e che si era autodedicata questo monumento, un arco onorario all’ingresso della città. L’arco mantiene la sua bella decorazione a bassorilievo di età augustea, molto elegante e raffinata: un bel biglietto da visita ancora oggi per chi entra in città. Tra coloro che lo ammirano notte e giorno c’è lo scrittore James Joyce: la sua statua in bronzo seduta al caffé appena superato l’arco è proprio rivolta in questa direzione.

L’arco dei Sergi a Pola è ancora oggi una porta cittadina ben integrata nel tessuto urbano

La strada principale del centro cittadino, quella che inizia dall’Arco dei Sergi, anche in epoca romana era la via principale. I palazzi che incontriamo, però non sono più quelli antichi: la città ha continuato a vivere su se stessa, accrescendosi, distruggendo il vecchio e costruendo il nuovo. Così avviene fino ad un certo punto, quando incrociamo la piazza dell’antico foro romano, che oggi ospita il palazzo del municipio e, accanto, il tempio di Roma e Augusto perfettamente conservato. Anche il municipio, per la verità, sorge sull’antico capitolium, il tempio principale della città romana. Accanto ad esso c’era poi un altro tempio, che è stato inglobato nella struttura dell’edificio del municipio.

La facciata del piccolo tempio di Roma e Augusto a Pola

Il piccolo tempio di Roma e Augusto, invece, trasformato in epoca cristiana in una chiesa, è sopravvissuto al tempo e agli uomini. Oggi il tempio ospita al suo interno una piccola esposizione archeologica di statue e iscrizioni. Il tempietto è un piccolo capolavoro di scultura per quanto riguarda le decorazioni architettoniche, ovvero i capitelli e i fregi orizzontali scolpiti a bassorilievo. Dal punto di vista prettamente archeologico, infatti, queste decorazioni sono di grandissimo pregio. La storia del tempietto in sé è stupefacente: è uno dei primi templi dedicati all’imperatore Augusto, e costruito quando ancora l’imperatore era in vita, intorno al 2 a.C.! E noi poi ci lamentiamo delle manie di grandezza di certi nostri personaggi politici… I Romani hanno inventato la propaganda politica, c’è poco da fare.

Ho parlato del tempio di Roma e Augusto e del foro di Pola, più ampiamente in questo post ad alto contenuto archeologico: https://generazionediarcheologi.com/2017/11/24/il-foro-romano-di-pola-il-tempio-di-roma-e-augusto/

Il foro romano di Pola col tempio di Roma e Augusto

Lungo il lato della piazza, nascosti dietro un edificio moderno, si trovano i resti di una ricca domus, una casa privata che è stata ribattezzata Domus di Agrippina, perché al suo interno è stata trovata una testa di statua in marmo ritratto di Agrippina Minore, moglie dell’imperatore Claudio.

Nominavo prima il teatro romano. Quando il grande museo archeologico sarà aperto al pubblico, immagino che sarà possibile con un unico biglietto e un ingresso adeguato visitare anche il teatro; oggi invece per raggiungerlo occorre varcare un cancello retrostante, seminascosto (abbiamo dovuto chiedere per trovarlo) che si trova lungo la via di mezzacosta che gira intorno al colle su cui sorge la grande fortezza che domina la città. Il teatro è ben conservato: la cavea, cioè gli spalti per il pubblico, è ricavata, almeno in parte, nel fianco della collina, dunque è scavata nella roccia. In questo è molto simile al teatro romano di Trieste e ai teatri greci, che sfruttavano i pendii per ricavare le gradinate per il pubblico. Nel mondo romano, invece, solitamente i teatri sono costruiti interamente, ed assumono quella forma semicircolare tutta particolare, ben riconoscibile, ad esempio, nel teatro romano di Ostia.

La cavea (gradinata per il pubblico) del teatro romano di Pola

Queste sono le più antiche vestigia (per dirla all’antica) della città romana di Pola. I resti antichi qui sono perfettamente integrati nel tessuto urbano attuale: non sono dei “mammozzoni” incomprensibili di cui non si capisce il senso, ma anzi, sono parte integrante e costituzione monumentale della città moderna. Senza di essi non ci sarebbe la Pola contemporanea e qui, in città, ne sono consapevoli. La città di Pola è debitrice dell’antica città romana sulla quale ha continuato ad accrescersi. E l’antico non è un fastidioso avanzo, ma un’onorevole testimonianza delle origini di questa splendida cittadina posta sul punto più a sud dell’Istria.

Il panorama di Pola visto dal teatro romano: l’ellisse dell’anfiteatro domina la vista, oggi come in età romana

Annunci

8 thoughts on “Pola: un tour archeologico nel capoluogo dell’Istria

    • Sì, Pola così come altre città croate (come Spalato) ha questa forte impronta del passato e si presta per un tour culturale. Per il mare lì vicino poi ci sono tante possibilità 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.