Il Castello di Giulio II a Ostia antica

A Ostia antica non c’è soltanto Ostia antica. O meglio, non c’è soltanto la città romana di Ostia antica. Appena al di fuori degli scavi c’è un piccolissimo borgo, davvero pittoresco, dominato dall’imponente e rassicurante Castello di Giulio II.

Un castello papale

In realtà il Castello risale molto più indietro nel tempo rispetto a papa Giulio II (lo stesso papa che in Vaticano fece affrescare la Cappella Sistina a Michelangelo e le “Stanze Vaticane” a Raffaello), così come il borgo, che risale all’età altomedievale: qui infatti si stanziarono gli abitanti dell’antica città di Ostia, ormai abbandonata e indifesa, per volere del papa Gregorio IV nel IX secolo: il borgo fortificato si chiamò Gregoriopoli e sorse intorno alla chiesa paleocristiana di S.Aurea.

Il piccolo borgo di Ostia antica con la chiesa di S.Aurea visti dal Castello di Giulio II

Nel corso dei secoli il castello si accrebbe per iniziativa di vari papi, che da qui dovevano passare per imbarcarsi quando lasciavano Roma: la foce del Tevere non è poi molto distante. L’area su cui sorse il castello era strategica, in quanto costituiva una prima difesa dal mare contro eventuali nemici che avessero voluto attaccare Roma per questa via. Per questo i papi lo tenevano in gran conto.

Il Castello di Giulio II nella cartografia cinquecentesca, quando ancora si affacciava sul Tevere, prima che il fiume cambiasse il corso

In realtà il Castello ha affrontato varie vicissitudini e fasi costruttive. Inizialmente, infatti, si presentava diversamente da come è oggi: innanzitutto affacciava direttamente sul Tevere, le cui acque scorrevano nel fossato che proteggeva il castello dall’esterno. Poi un’alluvione verso la metà del Cinquecento fece cambiare letto al fiume che si allontanò e prese il corso attuale. Giulio II diede dunque al castello l’aspetto attuale, modificando l’aspetto ancora “medievale” che gli aveva conferito un altro papa, Martino V.

Tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento, in piena verve da scavi archeologici, il Castello fu sfruttato per ospitare i galeotti costretti ai lavori forzati a scavare nella città romana di Ostia antica che all’epoca stava venendo alla luce. All’epoca gli scavi erano degli sterri, importava soltanto tirar fuori dalla terra muri, statue e oggetti antichi di pregio, per cui non serviva personale qualificato, anzi: il lavoro duro era fatto fare ai carcerati, in condizioni durissime.

Carcerati ai lavori forzati sugli scavi archeologici (da A.J.B. Thomas, Un an à Rome et dans ses environs, 1823)

In tempi molto più recenti, quando lo Stato della Chiesa si ridusse alla sola città del Vaticano, in seguito alla presa di Porta Pia che sancì l’ingresso a Roma delle truppe italiane e la scelta di Roma Capitale, il Castello fu venduto a privati i quali, indegnamente, lo trasformarono in stalla. Inutile dire in quali condizioni di degrado versasse quando finalmente ne fu riconosciuto il valore storico e furono avviati lavori di restauro, ormai nella I metà del Novecento. Allora il castello fu restituito all’antico splendore, e le sue mura possenti, e la sua torre rotonda imponente, tornarono a caratterizzare gagliarde il paesaggio.

Visitare il Castello di Giulio II

Il mastio del castello

Oggi il Castello di Giulio II è un Luogo della Cultura statale ed è aperto solo il sabato e la domenica. La prima domenica del mese l’ingresso è gratuito (ma nelle altre giornate si paga 3 €, eh?). Si accede dal borgo di Ostia antica, si passa il ponte levatoio e si trova la biglietteria. Da qui si accede alla corte centrale. Potete visitare liberamente oppure con visita guidata a orario prestabilito. Naturalmente con la guida potete vedere stanze in cui da soli non potreste entrare e potete scoprire molti più dettagli sulla storia del luogo che da soli non potete cogliere. Al primo piano in alcune sale sono allestite vetrine con foto d’epoca e vasellame del XV-XVI secolo: il castello era un luogo vissuto, abitato e frequentato. Qui è narrata la storia dell’edificio. Se continuate a salire le scale soffermatevi a guardare i soffitti dipinti dello scalone: sono a grottesche, lo stile che si affermò nel Cinquecento a Roma dopo la scoperta degli affreschi della Domus Aurea di Nerone: siccome quelle sale erano sottoterra da secoli furono definite grotte, da cui il nome di “stile a grottesche”.

Infine, sul camminamento esterno, che gira intorno per tutto il perimetro del Castello, potete godervi il panorama. Ma per vederlo meglio dovete salire in cima alla grande torre del mastio: da qui la vista spazia per km e km. Tira un po’ di vento, quassù, ma ne vale la pena.

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11 thoughts on “Il Castello di Giulio II a Ostia antica

  1. Mi vergogno a dire che, nonostante abbia abitato a Roma per 3 anni, non ho mai visitato Ostia 😅
    Quello che è certo è che mi segnerò questo castello perché mi hai davvero incuriosita!

    • oh, brava! Poi quando vieni a Ostia assicurati di avere del tempo a disposizione per visitare la città romana di Ostia antica. Perché se il castello è bello, la città romana è spettacolare!

  2. Lo sai che quel castello mi ha sempre incuriosita ma non ci sono mai entrata? Grazie per questo post, lo metto nella lista dei monumenti da vedere a breve!

  3. Lo sai che mi hai aperto un mondo? Non sapevo assolutamente dell’esistenza di questo borgo, nonostante sia andata innumerevoli volte a Ostia e a Ostia antica. Mi ispira moltissimo e credo proprio che sarà una delle mie prossime visite. Adoro scoprire il Lazio sconosciuto e ne ho fatto una blogger-mission 😉

  4. Pingback: #discoverOstia: alla scoperta di Ostia antica | Maraina in viaggio

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