650 post e non sentirli: il mio travelblog da record!

650 post e non sentirli. Davvero! Questo è davvero un travelblog da record!

Giunta sulla pagina admin di wordpress dedicata a “tutti gli articoli” ho finalmente fatto caso al numero di post che ho scritto fin qui: 650. Questo nello specifico è il 651°. 650 post dal 2011.

Era l’aprile del 2011, infatti, quando aprii questo blog su wordpress. All’epoca si chiamava Viaggimarilore, e lo aprii perché da un giorno all’altro la piattaforma Megablog (chi la ricorda?) su cui avevo il mio blog di viaggi Viaggimarilore chiuse i battenti da un giorno all’altro, portando via con sé tutti i contenuti che avevo prodotto e pubblicato fin dal 2006. Eh sì, non sono proprio una blogger novellina 😉

Non mi persi d’animo, dunque, e mi rivolsi a WordPress, molto più affidabile e su cui nel 2010 avevo aperto un altro blog, Il mio té. Ho dovuto ricostruire tutto daccapo, molti contenuti sono andati perduti per sempre (e mi piange il cuore ogni volta che ci penso), ho dovuto ricostruire una platea di lettori.

Oui c’est moi, alla scoperta del territorio: in questo caso un castagneto a Migliana (PO)

Negli anni sono cresciuta, come blogger e come viaggiatrice. Come viaggiatrice, ho avuto l’opportunità non solo di viaggiare fino all’altra estremità del pianeta (in Australia) e di visitare vere icone del nostro mondo, come New York, Macchu Picchu, Petra e Dubai, ma anche di esplorare in maniera approfondita il bel territorio italiano, al quale mi accosto ogni volta con lo stesso spirito che anima i miei viaggi in terra straniera: scoprire il nostro territorio, gli angoli più nascosti, le sue tradizioni più intime nel corso di una semplice gita fuoriporta ci trasforma in esploratori tanto quanto navigare lungo il Rio delle Amazzoni o nuotare in mezzo agli squali nella Great Barrer Reef australiana.

La scoperta del territorio è un tema che mi è caro da sempre, da prima che i blogtour o gli instameet consentissero ai blogger di approfondire le tradizioni locali. Negli anni, poi, si è diffuso l’interesse per il turismo culturale e quest’anno che si sta concludendo, il 2017, è stato “l’anno dei Borghi”, segno che finalmente le piccole realtà locali stanno venendo all’attenzione del pubblico più ampio.

Ma torniamo ai 650 post. Devo dire, a mo’ di premessa, che è solo dall’agosto del 2015 che ho iniziato a darmi una regolata, obbedendo a un calendario editoriale che mi costringesse a pubblicare a scadenze prestabilite, creando un appuntamento con il lettore e con me stessa. Da novembre 2015, infine, ho stabilito le date fisse in cui pubblicare: ogni 5 giorni, il 3, l’8, il 13, il 18, il 23, il 28 di ogni mese. Si tratta di sei articoli al mese. Sei.

Sei articoli al mese non sono pochi.

Spesso quando visito le mostre prendo appunti: mi serviranno poi per redigere un post dedicato

Presuppongono idee, tempo a disposizione per prepararli sia quanto a testo (curato al dettaglio, che di frasi sconnesse e sgrammaticate non abbiamo bisogno) che per l’apparato grafico e fotografico (in questo, Canva è stato una grande conquista).

Molti mi chiedono “Quando trovi il tempo?“: ebbene, lo ricavo dal mio tempo libero, nelle serate o nei pomeriggi in cui non lavoro, davanti al pc: non ho difficoltà a dire che scrivere è il mio passatempo preferito, per cui appena posso apro il computer.

Molti mi dicono “Ehi, ma sei sempre in giro!” perché vedono sempre nuovi contenuti e pensano perciò che io sia appena tornata da qualche viaggetto qua e là. In realtà è vero, appena posso, la gita fuoriporta ci scappa. È vero anche che molte occasioni me le ha date la mia città, per cui basta davvero una passeggiata, alle volte, per fornire l’ispirazione e il materiale per un post.

E poi c’è la fatidica domanda: “Ma quanto scrivi! Ma come fai a mantenere questo ritmo? Come fai ad avere tante idee?“. La mia risposta è che non viaggio così tanto come vorrei, ma traggo ugualmente tante ispirazioni. Soprattutto uso quelle ispirazioni in maniera costruttiva, ovvero cerco di diversificare i contenuti e i livelli di approfondimento.

Qui vi racconto dove trovo argomenti per scrivere i post per il travelblog:

Itinerari

In genere, se percorro un itinerario di due o più giorni, dedico un post più lungo alla descrizione e alla narrazione dell’itinerario, più un certo numero di post dedicati all’approfondimento dei singoli luoghi o città. Un esempio di questo metodo sono i post dedicati al mio recente viaggio in Istria: un itinerario generale, e poi focus su alcune delle città visitate, come ad esempio Dignano. In altri casi, di itinerari più lunghi, ho distinto i post per giornate, più un focus introduttivo che fa da cappello: è il caso del mio itinerario in Camargue, per esempio.

Pirano è stata una tappa del nostro itinerario in Slovenia cui ho dedicato anche un post specifico

Spesso una fonte di ispirazione è una delle foto scattate durante il viaggio che, riguardata a distanza di tempo, mi dà delle sensazioni; oppure è proprio l’impressione immediata che mi fa un luogo a ispirare immediatamente un post: come ad esempio la prima volta che vidi l’Africa; può anche essere un aneddoto (ad esempio la mia recente esperienza a Pirano).

La propria città

La propria città può essere una fonte costante di ispirazione: un monumento, una chiesa, un museo (ad esempio il Bargello a Firenze) una piazza, un locale storico, una passeggiata in centro o al contrario in collina, un giardino pubblico, una mostra (come quella, attualmente in corso a Palazzo Strozzi, Il Cinquecento a Firenze). Si può anche fare (e gli amanti della SEO saranno contenti) una serie di elenchi: ad esempio, 7 giardini di Firenze che non tutti conoscono.

Gli elenchi

Gli elenchi, che tanto piacciono alla SEO (e anche ai lettori a caccia di informazioni, in effetti) possono essere fatti anche per città, paesi e luoghi diversi da casa nostra. Possono riguardare qualsiasi cosa: le 10 cose da sapere prima di partire (l’ho scritto per Dubai ed è in assoluto il post più letto del mio blog); le 7 cose da sapere per organizzare una visita a Pompei; le 10 imperdibili esperienze into the wild in Australia.

Insomma, gli elenchi possono essere i più variegati: sta a voi trovare le sette, le dieci, le 12 o le 5 cose da fare, da vedere, da mangiare, secondo ciò che avete più familiare o su cui vi sentite più preparati. Sbizzarritevi, e divertitevi anche a creare o a riportare delle classifiche: le 10 città più belle d’Europa, le 5 spiagge più belle della Sardegna, ecc.

Libri di viaggio e consigli

Chi viaggia in genere legge almeno la guida utile per organizzare il suo itinerario: avete una collana di guide preferita? Impiegate un post per spiegare il perché; leggete narrativa o letteratura di viaggio? Recensite le vostre ultime letture.

Se poi pensate di avere ormai una discreta esperienza in fatto di viaggi, scrivete post di consigli agli altri viaggiatori: cosa mettere in valigia, come rinnovare il passaporto, quale fotocamera usare, come condividere i viaggi sui social… se pensate che i vostri consigli possano essere utili, non abbiate paura di pubblicarli.

Natale è passato, ma è giunto il momento di farvi un regalo (un altro, dopo il Calendario dell’Avvento che avrete sicuramente scaricato dalla pagina fb di Maraina in viaggio): visto che abbiamo parlato di idee per i post per un travelblog, vi lascio un’infografica con alcuni suggerimenti e idee per scrivere sempre nuovi post, con contenuti utili, soddisfacenti sia per chi scrive che, soprattutto, per chi legge. Anzi, vi chiedo un parere: aggiungereste qualcosa a questa lista?

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13 risposte a "650 post e non sentirli: il mio travelblog da record!"

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  1. Molto interessante l’ infografica. Complimenti. Terrò in considerazione questi suggerimenti, che aiutano a mettere ordine nelle idee e danno un criterio da seguire, semplice e chiaro. Buon 2018! Angelo Simonelli : p.s. io viaggio molto in Italia , soprattutto per lavoro, e ho poche occasioni , poco tempo e disponibilità per organizzare viaggi all’estero, anche per ragioni familiari: nelle mie condizioni, cosa risponderesti agli esterofili e a coloro che ostentano viaggi , spesso incredibili, oltre i confini della patria?

    1. Ciao Angelo, grazie!
      Innanzitutto penso che l’ostentazione fine a se stessa non serva a niente e sia anche controproducente. Chi preferisce viaggiare all’estero perché non apprezza l’Italia o perché l’Italia sembra troppo poco non ha capito niente del nostro bel Paese. Ognuno fa le sue scelte o ha ragioni personali che lo spingono verso una meta piuttosto che un’altra e nessuno deve permettersi di giudicare se sono rimasta troppo vicina a casa invece che andare chissà dove.

  2. Ciao Mari! Cavolo è un sacco di tempo che scrivi, non credevo!!! Io a 17-18 anni avevo un blog su Giovani.it ma non di viaggi, ci scrivevo delle stupidate 😀
    Comunque trarró spunto dall’infografica, alcune cose le ho iniziate a fare da poco, tipo gli elenchi o i post su singoli luoghi. Invece per esempio le immediate impressioni post viaggio mi mancano, di solito lascio passare del tempo quando torno a casa, ma in effetti un post veloce e fresco, anche corto con 2-3 immagini, ci starebbe!!
    Piuttosto, mi capita il contrario: spesso scrivo post sulle aspettative pre partenza!
    Ciao Mari, un bacio

    1. Grazie Pietro! Sono contenta che l’infografica possa rivelarsi uno strumento utile.
      Una volta anch’io scrivevo post sulle aspettative di un viaggio o di una meta, ma ora, a meno che non capiti di raccontare le fasi di pianificazione di un viaggio, preferisco scrivere in corso d’opera: si tratta in entrambi i casi di post molto personali, e a questo punto preferisco buttare dentro le mie sensazioni fresche e appena vissute ☺

  3. Adoro l’infografica e grazie per questa idea, perché per me è utilissima!
    I post sulle impressioni post-viaggio mi piacciono, purtroppo ne ho scritto solo uno su Berlino ma conto di iniziare a farli in modo continuativo con i prossimi viaggi!
    Un abbraccio
    Erica

  4. Bella l’infografica!
    Io ho scritto poco più di 1400 post dal 2011. È per fortuna l’ispirazione non latita.

    1. Ho aumentato molto il ritmo negli ultimi due anni, scrivendo post ogni 5 giorni. Credo che sia un utile esercizio, sia di scrittura che di creatività. Darsi un calendario da rispettare è il primo modo per mettere ordine e per disciplinare il proprio lavoro, così non si vanificano gli sforzi.

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