Sopravvivere al jetlag

Sono mezza malaticcia in questi giorni. Una volta con 39 di febbre neppure mi accorgevo di stare male, ora invece basta poco più di un raffreddore per buttarmi giù. Sono imbambolata, stanca, mi dà fastidio la luce, mi sembra di essere appena rientrata da un volo intercontinentale e di aver subito il jetlag. E il tutto senza aver fatto il viaggio intercontinentale, che disdetta.

Proprio questo pensiero mi ha riportato in mente quelle volte che ho subito pesantemente il jetlag, vittima del fuso orario dopo 22 ore di volo: esatto, quando volai in Australia. Arrivammo a Sydney alle 6 del mattino, mentre in Italia era sera, per cui non ci mise molto il fuso orario a farsi sentire. Ci ritrovammo addormentati su una panchina sul Darling Harbour, il porto di Sydney, completamente esausti, intorno alle 5 del pomeriggio, ora locale.

Il jetlag è oggettivamente un impedimento abbastanza forte per chi viaggia: che si tratti di un viaggio di affari, di lavoro o di piacere, l’essere trasportato da un fuso orario a un altro in pochissimo tempo sconvolge e non poco sia il nostro corpo che il nostro umore. Mi sono chiesta: possibile che non si possa fare nulla per contrastarlo?

Ho trovato una risposta: sì. Si può fare qualcosa, c’è chi ci ha già pensato. All’Aeroporto di Oslo, per esempio, la Scandinavian Airlines Systems in collaborazione con Philips Lighting ha realizzato uno spazio Lounge Experience fatto apposta per controbattere in maniera efficace e soft il jetlag. Come? Ve lo spiego subito.

Arrivate da un viaggio intercontinentale a Oslo prima di ripartire. Siete cotti per tutte le ore di volo che avete affrontato e che vi attendono ancora. La Scandinavian Airlines Systems vi mette a disposizione un Lounge in cui, a seconda di ciò che più vi fa stare bene (una luce soft per la lettura, una luce energizzante per non farvi crollare) potete personalizzare l’illuminazione nel modo a voi più congeniale. Si tratta di Philips HUE, un sistema di illuminazione a led connessi.

Per farlo, nelLounge sono a disposizione vari dispositivi progettati da Philips Lighting. Con l’impiego di 80 lampade industriali Philips LuxSpace Accent, di due muri luminosi, lunghi 11 e 4 m, e di 5 pannelli luminosi governati da un sistema chiamato Dynalite Philips, che permette di controllare l’illuminazione dell’ambiente, è assicurato al viaggiatore il maggior comfort possibile, per attenuare meglio gli effetti del jetlag. Come una camera di decompressione, ma luminosa.

Al momento questo sistema è utilizzato, oltre che a Oslo, anche in altri 19 aeroporti del Nord Europa e degli USA in cui opera la Scandinavian Airlines, e naturalmente è riservata a chi può permettersi di entrare nel salotto Lounge (solitamente chi viaggia in business class). È probabile però che presto o tardi, chiunque viaggi, per lavoro o per piacere, potrà godere dei benefici di questo luminoso contrasto al jetlag.

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