In cerca di lavanda: dove trovarla in Liguria

Ho fatto una scoperta bellissima, tutta lilla. È stata faticosa, ma ne è valsa la pena: ho scoperto una strada, una valle, dei panorami della mia Liguria di cui non sospettavo l’esistenza.

Era da un anno che volevo cercare la lavanda in Liguria. Tutto iniziò un anno fa quando venni a conoscenza del Museo della Lavanda a Carpasio, comune della Valle Argentina, in provincia di Imperia. Incuriosita, ma non trovando alcun contatto, telefonai direttamente al Comune di Carpasio, ed ebbi così la ferale notizia: il museo aveva appena, definitivamente, chiuso.

Desolazione!

Ma, pensai, se c’è un museo, vuol dire che la lavanda la coltivano comunque da quelle parti. Ho continuato ad indagare.

Ho scoperto che più in su nella Valle Argentina, ad Agaggio, c’è addirittura un’azienda che lavora i fiori di lavanda! L’Azienda Agricola e Distilleria Le Cugge ha, dice il sito web che ho studiato, i campi di lavanda a Drego, una piccola località che non si fa trovare quando la cerco su Google Maps.

Drego; uno sperone roccioso che anticamente ospitava un castellaro ligure

Ma non desisto. Calo l’asso: chiedo a mia sorella e a suo marito, che abitano a Molini di Triora e che conoscono bene la Valle Argentina. Mi dicono che Drego è la località in cui si trovano le case dell’Agriturismo La Fontana dell’Olmo che ha sede ad Agaggio (e nel cui agriturismo si mangia benissimo tra l’altro); ma per sapere come arrivarci bisogna chiedere direttamente a loro. E mi viene svelato il mistero.

Una rosa selvatica fiorita. Laggiù in fondo si scorge il mare

Si arriva a Drego risalendo la Valle Argentina quasi a Molini di Triora; qui si prende la deviazione per Andagna, un piccolo borgo in cui le case in pietra sono strette le une alle altre e un’auto a fatica lo attraversa, tanto è stretto. Vedo tetti in lastre di ardesia: non mi stupisco: c’era una cava qualche decennio fa un po’ più in su, nella montagna ligure.

La strada che devo prendere prosegue verso Rezzo. Vi racconterò di questo percorso in un post a sé perché merita. Qui vi dico solo che dopo parecchi tornanti e qualche panorama notevole, uno dei quali particolarmente mozzafiato, si arriva finalmente in località Drego.

Qui lascio la macchina approfittando del parcheggio dell’Agriturismo (non me ne vogliano, eh?) e vado a piedi, iniziando una bellissima passeggiata sotto il caldo sole ligure di fine giugno.

Il primo tratto di passeggiata è sulla strada asfaltata: sotto di me, pertinenza ancora dell’Agriturismo, ci sono dei filari di lavanda fioriti, ma non è questo il campo che sto cercando.

Qua e là incontro piante di lavanda nata spontaneamente sul ciglio della strada, abbarbicata ad una roccia, al di sopra di una fascia, all’ombra di un alberello di rosa selvatica (ne è pieno e sono tutte fiorite).

È un tripudio di fiori, non solo di lavanda, e di api e farfalle che ronzano e lavorano. Io le disturbo cercando di scattare foto a loro che si mettono in posa, in effetti, per favorirmi. È tutto molto bello.

Una farfalla si mette in posa sulla lavanda apposta per me! 🙂

La strada ad un certo punto, a 800 m circa dall’Agriturismo, fa un tornante. Sulla sinistra si inerpica una sterrata costellata da piante spontanee di lavanda e dalle inconfondibili “palline nere” delle pecore che hanno il proprio ovile poco più in su. Lo incontro, l’ovile; le pecore no, sono al pascolo. Incontro il pastore che, all’ora di pranzo, sta serrato nel suo stabbiolo di lamiera a pranzare. Un posto che sa di vetusto, di rurale. Ma poco più in su un pannello solare è l’unica concessione moderna ad un mestiere antico. Sì, perché quassù l’energia elettrica non ci arriva.

Saluto il pastore, e vado ancora più in su. Non devo salire molto: si intravvedono le fasce coltivate, cioè i muretti a secco tipici della Liguria, costruiti nei secoli dai contadini per strappare strisce di terra per la coltivazione. Le fasce davanti a me sono lilla, assolutamente lilla, risplendono alla luce del mezzodì. Sono affacciate su un panorama vastissimo, che spazia fino al mare laggiù in fondo.

Il campo di lavanda a Drego

Non sono le distese di Valensole, eh? Niente di paragonabile. Il campo non è molto esteso, occupa solo alcune fasce. La lavanda è disposta in filari paralleli, distanziati gli uni dagli altri: filari molto regolari, per favorire, senza dubbio, la raccolta e l’irrigazione. Ricordo che anche in Provenza i filari sono ben distanziati, anche perché le piante si sviluppano in altezza e larghezza e se non fossero distanziate si darebbero fastidio, togliendosi il sole a vicenda.

La fioritura mi sembra a buon punto, siamo a fine giugno del resto, il periodo in cui in Provenza i campi di lavanda sono la meta preferita dai viaggiatori. Presto i fiori dovranno essere colti per poter essere lavorati nella distilleria. Sono arrivata al momento giusto, ne sono sicura.

Il campo di lavanda di Drego

Essere arrivata fin quassù, poi, in questo luogo così selvaggio e assolutamente nascosto, mi dà la sensazione di aver compiuto una grandissima impresa.

È un luogo nascosto, è vero, ma la strada che collega Andagna con Rezzo, lungo la quale mi trovo, è un percorso che merita fare (adatto alle moto, senza dubbio). Ve ne parlerò nel prossimo post.

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One thought on “In cerca di lavanda: dove trovarla in Liguria

  1. Pingback: Strade panoramiche nell’entroterra ligure: da Andagna a Rezzo | Maraina in viaggio

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