Tre case, una chiesa e un forno: 10 piccolissimi borghi in Toscana

Basta con le grandi città! Voglio la pace, la tranquillità dei piccoli paesi, dove il tempo sembra essersi fermato e invece continua a scorrere e a pulsare.

Ho deciso in questo post di raccontarvi alcuni piccolissimi borghi che si incontrano nella campagna (o montagna) toscana. Naturalmente è un elenco incompleto: la regione vanta tantissimi minuscoli borghi, veramente formati da tre case, una chiesa e un forno. Qui ne ho raccolti intanto 10, dislocati in alcune aree della Toscana: la montagna Pistoiese, la Garfagnana, la Lucchesia, il Casentino, il Senese, i dintorni di Firenze e Prato. L’elenco continuerà in futuro. Leggete intanto questi e, se vi va, suggeritemene poi altri nei commenti.

La statua di Francesco Ferrucci a Gavinana

La statua di Francesco Ferrucci a Gavinana

Gavinana

Nella montagna pistoiese, questo borgo è storico per una celebre battaglia dei Fiorentini contro l’esercito spagnolo di Carlo V, che voleva ristabilire al potere di Firenze la famiglia de’Medici. Nella battaglia trovò la morte il capitano Francesco Ferrucci, al quale è dedicata la bella statua equestre nel mezzo della piazza. Il borgo ruota tutto intorno alla piazza: la statua nel mezzo, e poi la chiesa, il ristorante, il bar, una bottega dell’usato. Poche viuzze laterali che conducono sempre alla piazza. Il paese è immerso nei boschi di castagne; poco più in su si trova l’Osservatorio Astronomico di Gavinana: la strada, molto bella, è una splendida passeggiata a piedi, soprattutto in autunno, con i colori caldi del bosco.

I cantuccini del Forno Santi di Migliana

I cantuccini di Migliana

Migliana

Volete mangiare i cantuccini di Prato con tutte le vostre forze, tanto che andreste in capo al mondo a trovarli? Migliana è il borgo in capo al mondo: nella montagna alle spalle di Prato, sul versante opposto della Calvana,  nel territorio di Vaiano, si trova questo agglomerato di case lungo una strada che ha una particolarità: il Forno Santi di Migliana. Il Forno Santi a vederlo si presenta come una bottega di alimentari di quelle di paese, quei posti piccini in cui però trovi davvero di tutto. Ma accanto al banco del pane e dei salumi, ha delle belle e invitanti ceste piene di biscotti di Prato. I classici, con la mandorla, sono solo una delle tipologie: ci sono con i pezzettoni di cioccolato, con i pezzettoni di albicocca o di fichi, ci sono al cioccolato bianco (i miei preferiti).

Sant'Andrea in Compito

Sant’Andrea in Compito

Inoltre questa bottega si rivela molto più di quello che è: ha uno spazio dedicato ai tavoli per quanti vogliono fermarsi qui per uno spuntino veloce. E allora un tagliere di salumi, pecorino e l’ottima schiacciata del forno, accompagnato da un boccale di vino, è assolutamente obbligatorio!

Sant’Andrea in Compito

Siamo nella Lucchesia, in un piccolo borgo con la chiesa, l’antico mulino ad acqua e giardini su giardini nei quali si coltivano camelie. Questa è l’area in cui si coltivano i fiori per me più belli del mondo, nelle loro infinite varietà: camelia japonica, camelia sesanqua… C’è anche un giardino che coltiva la camelia sinensis, ovvero la varietà dalle cui foglie si ricava il té! Non potevo non amare questo piccolo borgo. A marzo qui viene ospitata, non a caso, la manifestazione “Antiche camelie della Lucchesia”: occasione di esposizione, ma anche di percorsi naturalistici e culturali, per conoscere un aspetto diverso e caratteristico dell’economia di questa regione.

Una veduta sulle montagne della Garfagnana. Motrone

Una veduta sulle montagne della Garfagnana. Motrone

San Romano Mozzano e Motrone

Ecco due borghi davvero piccini dove il tempo si è fermato. Siamo in Garfagnana, e per raggiungere questi due borghi occorre prendere una deviazione poco dopo Borgo a Mozzano. Il primo dei due paesini che si incontra è un autentico presepe in pietra: due chiese incorniciano il borgo, una in cima, San Rocco, e una in fondo, la parrocchiale, sulla piccolissima piazzetta davanti a San Rocco si trova un antico lavatoio/fonte al quale la gente si serve dell’acqua, le viuzze sono in pietra e qua e là si aprono scorci su campi coltivati e su case semidiroccate. Siamo nel Medioevo puro, qui, e stona la nostra auto parcheggiata in fondo al villaggio.

Motrone si incontra proseguendo lungo la stessa strada, dopo molti km nel bosco, e si trova proprio alla fine della strada. Oltre il paese c’è il dirupo. Qui siamo veramente isolati da tutto e da tutti. Nel paese, al quale sia accede da una porta da un lato e si esce per andare nei campi da un’altra porta sul lato opposto, vi sono poche case, qualcuna con l’orto (e si può incontrare un contadino che porta le verdure a casa per cucinarle a pranzo). La chiesa, in cima al villaggio, è una vera e propria fortezza che sfida sia le intemperie che gli assalti degli uomini (e dei lupi). Di cosa viveva questa gente in questo borgo sperduto? Della legna colta nei boschi, probabilmente; inoltre, la sua posizione così impervia ne faceva una roccaforte importante a controllo del territorio della Garfagnana. Oggi è un borgo tranquillissimo, con una splendida vista sui boschi e sulla vallata sottostante.

La fortezza delle Verrucole domina il panorama

La fortezza delle Verrucole domina il panorama

Le Verrucole

Sempre in Garfagnana, superata Castelnuovo Garfagnana, che è un po’ il capoluogo di questa piccola regione, mentre si percorre la strada, la vista viene incuriosita da una fortificazione piuttosto estesa, sulla cima di una montagna. La deviazione indica Le Verrucole. Il paese è costituito dalla chiesa (che la mattina batte i suoi 40 rintocchi come se niente fosse) e da due case di cui una è un’osteria con appartamentino per passare la notte. Superata la porta medievale del borgo, da un lato si sale verso la fortezza, visitabile e anzi molto ben conservata e curata. Da qui, luogo strategico per il controllo del territorio e l’accesso alla valle, la vista spazia a 360°. Chi possedeva questo castello aveva vinto. E infatti si combatté parecchio da queste parti nel corso dei secoli.

Il Castello del Trebbio, nei pressi di Santa Brigida

Il Castello del Trebbio, nei pressi di Santa Brigida

Santa Brigida

Alle spalle di Fiesole e di Pontassieve sorge il paese di Santa Brigida. In un territorio in cui si alternano boschi a vigneti (qui vicino c’è la produzione del vino Chianti Rufina), le cui strade sono piacevolissime da percorrere in moto, il paesino è un buon punto di ristoro prima di proseguire. Qui vicino si trova il castello del Trebbio, che appartenne alla famiglia fiorentina dei Pazzi. Si dice che qui sia stata ordita la famosa congiura ai danni di Giuliano e Lorenzo de’Medici che costò la vita a Giuliano. La ritorsione di Lorenzo però fu tremenda e per prima cosa il castello fu confiscato. Oggi è una residenza di lusso e fa parte di un agriturismo con fattoria didattica nel bel mezzo di vigneti che si spandono all’intorno.

Bacchereto

Bacchereto

Bacchereto

Un piccolissimo borgo di 3 case e una chiesa-fortezza sul cucuzzolo della sua altura. Si trova nel territorio di Artimino (PO) e nessuno tranne che nei dintorni lo conoscerebbe se non facesse, ad ottobre, la festa delle castagne. Allora la piccola piazza del paese si anima con musica e saggi di danza, mentre vengono preparati i necci di farina di castagne secondo la ricetta tradizionale che vuole cotte queste sorte di crêpes tra due dischi di pietra rovente, e vengono preparate le bruciate, o caldarroste, le castagne, da servire insieme ad un ottimo e sincero vino novello rigorosamente del contadino. La chiesa, medievalissima, guarda sulla vallata circostante e domina il paesello come a proteggerlo.

Il Castagno d’Andrea

Siamo su una linea di confine tra il Mugello e il Casentino. Castagno d’Andrea di fatto è la porta verso le foreste casentinesi e il Monte Falterona, da cui nasce l’Arno, e dunque è luogo incantevole per passeggiate nei boschi e trekking. Di fatto è una stazione climatica nota per chi pratica turismo ambientale. Il suo nome si deve al pittore Andrea del Castagno, che nacque qui, in questi boschi la cui economia si è sempre basata sul castagno e sul legname da destinare a Firenze. La sua storia, di alti e bassi, ha una svolta tragica nel 1944: trovandosi nei pressi della Linea Gotica, infatti, è pressoché raso al suolo dalle rappresaglie tedesche.

La piazzetta di Frosini, con la chiesetta romanica e gli edifici del borgo

La piazzetta di Frosini, con la chiesetta romanica e gli edifici del borgo

Frosini

Un piccolissimo villaggio: una chiesa, il castello nascosto dall’edera e una porta medievale sulla piazzetta, che guarda sul  dolce paesaggio delle terre senesi. San Galgano, l’abbazia e la chiesa della spada nella roccia, sono qui a pochi km. Il borgo è addormentato, solo qualche gatto sonnacchioso rompe il silenzio.

 

Viaggiare non è solo andare a cercare le mete note, non è solo andare dritti alla meta, ma è anche perdersi lungo il percorso, provare una deviazione, fermarsi ad esplorare; oppure è direttamente andare a zonzo senza una meta precisa, decidendo di imboccare a caso una deviazione verso un toponimo mai sentito. Molti dei borghi che vi ho indicato qui li ho scoperti proprio a questa maniera. Viaggiare è lasciarsi andare, con la mente e gli occhi aperti a scoprire qualcosa di sempre nuovo.

 

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