Musei Vaticani: la Galleria delle Carte Geografiche 

La Galleria delle Carte Geografiche ai Musei Vaticani
La Galleria delle Carte Geografiche ai Musei Vaticani
La Calabria in una delle carte geografiche dipinte in Vaticano
La Calabria in una delle carte geografiche dipinte in Vaticano

Le carte geografiche mi piacciono tanto. Non tanto quelle moderne, che sono rappresentazioni scientifiche e geometriche, precise, misurabili e in scala del reale, ma quelle più antiche, disegnate, fatte a mano da veri scienziati-artisti, capaci di riprodurre sulla bidimensione e in uno spazio misurato, limitato e circoscritto, grandi estensioni e distanze. La storia delle carte geografiche (e più in piccolo delle mappe catastali e dei cabrei) è per me affascinante: adoro le vedute di città e starei ore in contemplazione alla ricerca del minimo dettaglio.

Questa premessa era necessaria per spiegarvi perché per me la vera Cappella Sistina dei Musei Vaticani è in realtà la Galleria delle Carte Geografiche.

Immaginate di entrare in un lungo corridoio illuminato dalle finestre su un lato, con le pareti tutte affrescate da una serie di carte geografiche che rappresentano l’Italia. La stanza riluce d’oro: sono dorate le cornici che inquadrano i dipinti del soffitto, che riverberano all’intorno, barocche, ridondanti, eccessive. Inoltre anche le cornici dipinte delle grandi carte sono dorate. E tutto risplende. Il fasto del Papato si riversa in questa galleria, che fa parte degli appartamenti papali, nel percorso di visita che condurrà dapprima alle Stanze di Raffaello e culminerà nella Cappella Sistina. Ma, come vi ho detto, per quanto mi riguarda mi fermerei qui.

galleria carte geografiche
Nella carta della Liguria c’è spazio per la riproduzione di un borgo dell’Appennino Ligure: totalmente inventato, è il tocco artistico di questa cartografia

Dicevo, le regioni d’Italia, una dopo l’altra, scorrono lungo le pareti, da Sud a Nord, con una piccola incursione ad Avignone. La cosa buffa è verificare l’orientamento di queste carte: non sono orientate a Nord, come siamo abituati a vedere, ma, piuttosto, è come se ruotassero intorno a Roma, sede della Chiesa: sì, perché la Sicilia, la Calabria, la Campania e la Puglia sono rappresentate al contrario, con l’effetto di disorientare chi oggi le guarda e cerca di raccapezzarcisi. Ma probabilmente all’epoca (la Galleria viene realizzata tra il 1580 e il 1585) non doveva risultare così strano.

La cosa più divertente, o interessante, dipende dai punti di vista, è cercare sulle carte le località che conosciamo. Sì, perché sulle carte sono scritti tutti i nomi di città e paesi che alla fine del XVI secolo erano note o rilevanti per gli interessi dello Stato della Chiesa e della geografia. Per fare un esempio, il mio bel paesino di origine, San Bartolomeo al Mare, in provincia di Imperia, Liguria, per esempio, sulla carta non è segnato, mentre è ricordata la vicina Cervo, un borgo medievale che all’epoca era sicuramente più grande e strutturato (aveva persino un castello) del piccolo Borgo San Bartolomeo, quattro case intorno alla chiesa. La stessa sorte capita a tantissimi altri paesini d’Italia che non sono contemplati nelle carte geografiche di questa galleria. Ma è divertente cercare località che si conoscono, individuare i nomi magari differenti da quelli attuali. E poi vedere come sono disegnate le coste, le montagne, i fiumi e i boschi… Disegnate nel mare qua e là si trovano le personificazioni dei venti e in corrispondenza delle città più importanti d’Italia, come Napoli, Genova, Firenze, Milano, sono rappresentate proprio le vedute di quelle città.

La personificazione dei mari e dei venti nella carta della Liguria (dov'è indicato Cervo!)
La personificazione dei mari e dei venti nella carta della Liguria (dov’è indicato Cervo!)

Alla fine del percorso, dopo aver visto l’Italia “contemporanea”, una mappa è dedicata all’Italia antica, di età romana. Lì sono segnati tutti i centri romani segnati sugli itinerari antichi. Nel XVI secolo la cultura umanistica era ben radicata negli ambienti colti delle varie corti italiane, tra cui quella papale, per cui una mappa dell’Italia antica era un esercizio di stile, di cultura, di antiquaria. Però su quella carta c’è segnato un sito, Lucus Bormani, che corrisponde all’insediamento romano che esisteva nella mia San Bartolomeo al Mare molto prima di noi. E la gioia nel vederlo scritto è grande.

Sul soffitto, il miracolo di San Francesco di Paola è posto in corrispondenza delle carte della Calabria
Sul soffitto, il miracolo di San Francesco di Paola è posto in corrispondenza delle carte della Calabria

Sul soffitto, intanto, se vi ricordate di alzare lo sguardo, troverete tante immagini di santi, di miracoli, di episodi religiosi, avvenuti nelle regioni di volta in volta rappresentate in parete. Per esempio, all’altezza della Calabria sul soffitto c’è un episodio della vita di San Francesco di Paola.

La visita della Galleria delle Carte Geografiche non può essere fatta in 5 minuti. E lo so che l’attrazione per le altre ali dei Musei Vaticani è grande, ma questa sezione merita davvero! Mostra un’Italia che non è più, un’Italia così com’era vista poco prima del Seicento. La cosa forse più particolare è riflettere sul fatto che le regioni rappresentate sono all’incirca le stesse regioni italiane di oggi, le quali a loro volta più o meno ricalcano le regiones di età romana. L’idea di Italia intesa come una nazione unica forse non era così peregrina già qualche secolo prima che i moti risorgimentali portassero davvero a unificare la penisola, e di fatto a mettere la parola fine allo Stato della Chiesa.


9 risposte a "Musei Vaticani: la Galleria delle Carte Geografiche "

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  1. Buongiorno, sono Antonello…
    ho letto che tra gli affreschi del Danti – sul soffitto Galleria Carte Geografiche in Vaticano – ci sarebbe rappresentato prodigio eccezionale di san Francesco di Paola che attraversa Stretto di Messina. Ti risulta? o c’è solo quel miracolo da te segnalato?

    1. Buongiorno, non sapevo che in Vaticano ci fosse un’altra rappresentazione di San Francesco di Paola. Dal tuo commento sono andata a cercare e parrebbe di sì, però non ho trovato la rappresentazione corrispondente. Mi lascia perplessa il fatto che la scena di cui parli tu sia rappresentata – leggo su alcuni siti – su un arazzo realizzato da Edward Steinle. Questa informazione però la ritrovo solo su due/tre siti web relativi a Messina/Reggio Calabria, mentre nella bio del pittore non la ritrovo. Mi sembra poi strano che Steinle, che è un pittore ottocentesco, abbia realizzato un arazzo, così come non mi risulta che nella Galleria delle carte geografiche del Vaticano ci siano arazzi alle pareti. Potrei però sbagliarmi.
      Spero di esserti stata utile. In ogni caso questa ricerca mi ha incuriosito (ti ringrazio di questo) e se troverò altre informazioni te le comunicherò qui.

  2. Cerca il PDF di padre Cozzolino, è un saggio che sto leggendo in queste ore dove vieni descritto minuziosamente il dipinto. Ha sorpreso anche me. Mi tocca andare in Vaticano 🇻🇦 😄🤗🤠

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