Diario di viaggio lungo le strade della Spagna del Sud – Siviglia

12/06/2016

Oggi è l’ultimo giorno a Siviglia e in Spagna.

Stamani riconsegniamo l’auto in aeroporto: la nostra fida compagna di viaggio ci saluta al parcheggio ella Hertz dopo averci scortato per 1200 km di strade: un viaggio davvero lungo, che ci ha portato da una parte all’altra della costa mediterranea spagnola e oltre, fino all’Atlantico, da Barcellona a Cadice. Ma ancora non abbiamo finito: Siviglia ha ancora tanto da raccontarci!

Un altro scorcio di Plaza de España: in evidenza le balaustre dei pontini sul canale
Un altro scorcio di Plaza de España: in evidenza le balaustre dei pontini sul canale

Iniziamo con Plaza de España: una grande architettura porticata a forma di grande esedra, con una piazza antistante animata da un piccolo corso d’acqua, realizzato per l’Esposizione Universale di Siviglia del 1929 e che è una grande celebrazione della nazione spagnola attraverso la menzione di tutte le sue città. Lungo tutto l’edificio sono realizzate ad azulejos rappresentazioni legate ad ogni centro urbano dei più noti. E noi, che di centri ne abbiamo toccato parecchi, facciamo la foto ricordo con tutti. Plaza de España è davvero un posto piacevole, un’architettura elegante che è un perfetto connubio tra l’architettura araba, della cui eredità culturale Siviglia non può fare a meno, e le esigenze urbanistiche di spettacolarizzazione proprie delle esposizioni universali. Davanti, un grande giardino pubblico arriva fino al Guadalquivir.

Noi invece puntiamo dritti al Real Alcazar.

Una porta del palazzo del Real Alcazar di Siviglia
Una porta del palazzo del Real Alcazar di Siviglia

Capolavoro dell’architettura mudejar, stile sviluppatosi durante il regno cristiano della Spagna, ma ispirato all’architettura islamica, il Real Alcazar è il palazzo reale di Siviglia. Si articola in diversi corpi di fabbrica, ciascuno con una sua specificità; in più un grande giardino sul retro, e poi patii, un museo dell’azulejos,  La visita ci porta ambiente dopo ambiente, in atmosfere arabeggianti sospese nel tempo. Verrebbe da soffermarsi su ogni dettaglio delle murature, degli intarsi, delle geometrie ripetitive delle decorazioni. Sicuramente ricorda la Alhambra di Granada per lo stile moresco, ma non ha molto a che vedere, se non in alcune parti. Per il resto è un complesso che illustra molto bene il suo continuo accrescersi e modificarsi durante il corso della storia. La Casa de la Contratacion, ad esempio, è un’ala moderna dell’edificio. Dedicata al commercio con il Nuovo Mondo, quest’ala del palazzo è posto sotto la protezione della Madonna dei Navigatori, un dipinto di grandi dimensioni che rende molto bene il clima di un’epoca storica in cui la Spagna aveva davvero la supremazia sui mari e sul Nuovo Continente.

Quando usciamo, andiamo a visitare il monumento antistante: la cattedrale. Ex-moschea, la cattedrale più grande del mondo è gotica, immensa, ricca, dotata di un bel giardino ordinato, il patio degli aranci. Al suo interno, tra i vari monumenti la cattedrale ospita la tomba di Cristoforo Colombo, mentre l’altare maggiore è ornato da una grande pala d’altare ricchissima, composta da tanti piccoli quadretti immersi in esuberanti cornici d’oro. Il pavimento a terra, è intarsiato e disegna varie immagini tra cui, riconoscibilissima, quella della Giralda. La Giralda è il campanile della cattedrale.

La cattedrale e il patio degli aranci visti dall'alto della Giralda
La cattedrale e il patio degli aranci visti dall’alto della Giralda

È l’ex-minareto ed ha mantenuto, nella sua struttura esterna, tanti motivi decorativi arabeggianti che ne alleggeriscono la forma imponente. Si può risalire il suo interno fino in cima: 34 piani (senza scalini, tutta un’unica rampa in salita), ciascuno dei quali individuato dalle finestre che affacciano sull’esterno, sul panorama, sul patio degli aranci, sul tetto della cattedrale. Ogni volta la vista è sempre più bella, e la fatica sempre più intensa. Ma forse la cosa peggiore è discendere… Comunque, in cima la vista corre a 360° su tutta la città; ammetto però che la cosa più bella è proprio vedere il tetto della cattedrale sotto di noi, i suoi archi rampanti e il giardino degli aranci, qua sotto.

La Torre de Oro lungo il Guadalquivir
La Torre de Oro lungo il Guadalquivir

Per uscire dalla cattedrale passiamo proprio nell’ordinatissimo giardino degli aranci, poi puntiamo verso il Guadalquivir. Arriviamo davanti alla Torre de Oro, quindi passiamo il fiume e lo risaliamo dall’altra parte lungo il quartiere di Triana. Bar e ristorantini sul mare, una birretta, quindi cena in questo quartiere pieno di gente. Il mercato coperto è già chiuso quando ci arriviamo. Peccato. Dopo cena torniamo verso il centro città. Vaghiamo per le strade senza meta, sperando quasi di perderci nel Barrio Santa Cruz. Torniamo invece in hotel. È l’ultima notte e gli ultimi respiri in Spagna. Domattina presto abbiamo l’aereo del rientro. Il nostro viaggio lungo le strade della Spagna del Sud termina qui.

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