Diario di viaggio lungo le strade della Spagna del Sud – Granada e Siviglia

il mercato dell'Algeicias

il mercato dell’Algeicias

11/06/2016

La mattina facciamo una passeggiata rilassata nella parte bassa di Granada, in particolare nel quartiere gravitante sulla cattedrale. Finiamo quindi nell’Algeicias, l’antico mercato che oggi ospita solo una serie di negozi di souvenir arabeggianti: vi si legge l’idea di ricreare un souk e i venditori, tutti arabi, sono maestri in questo. Intorno alla cattedrale stanno anche alcuni banchi e negozi che vendono té, spezie, essenze varie. E i vari té dai nomi evocativi, come Sogno di Granada, Magia dell’Alhambra e simili si sprecano. Pranziamo in un tasca poco distante a suon di tapas e ci ritroviamo immersi nella festa di addio al nubilato di una fanciulla di Granada. Le amiche della sposa sono piuttosto scatenate!

Ci rimettiamo in viaggio, alla volta dell’ultima tappa del nostro itinerario: Siviglia. Il paesaggio ci regala nuovamente colline coltivate a oliveti che si stendono a perdita d’occhio.

La Giralda, il campanile della cattedrale di Siviglia

La Giralda, il campanile della cattedrale di Siviglia

Il pomeriggio è caldo a Siviglia. La nostra pension si trova proprio sul limitare del Barrio de la Cruz. Passeggiamo un po’ senza meta, questo pomeriggio e tra un giardino e una stradina ci ritroviamo inaspettatamente davanti all’Alcazar. L’Alcazar e la cattedrale gravitano sulla stessa piazza: un tempo la cattedrale era la moschea, per cui potere civile e luogo di preghiera erano affiancati. Poi anche Siviglia divenne cristiana, la moschea divenne chiesa, anzi la cattedrale più grande del mondo, mentre l’Alcazar divenne sede del potere civile cristiano che ampliò il il palazzo arabo (e ne seppe riconoscere la bellezza). Passeggiando arriviamo davanti alla chiesa di San Salvador, nella quale si sta concludendo un matrimonio. Ci uniamo col pensiero ai festeggiamenti, prendendo una caña nella bodeguita sulla piazza, e accompagnandola con le olive più grosse del mondo. Poi proseguiamo. Siamo nel centro città: bei palazzi, grandi negozi e boutiques. A cena ci fermiamo in un bel ristorante dove mangiamo la coda di toro: piatto tipico e pregiato di queste parti.

La sera passeggiamo per il Barrio Santa Cruz e ci rechiamo in uno dei locali più noti di Siviglia: la Carboneria. Qui ogni sera c’è uno spettacolo di flamenco. E adesso, infatti, la ballerina serissima nel suo abito bianco e nero, si va a sedere accanto al cantante e al chitarrista. Il cantante intona una melodia struggente, il silenzio scende nel bar. Poi, quando il ritmo incalza, un bimbo (il figlio del cantante?) si mette nel mezzo e inizia a danzare passi di flamenco accordandosi con le note della chitarra. E sono applausi e sorrisi. Poi la serietà torna quando entra in scena la ballerina che, col ritmo incalzante dei piedi che battono sul pavimento ci ipnotizza. Alla fine la sala esplode in uno scroscio di applausi. La notte sivigliana non potrebbe essere più bella.

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