Diario di viaggio: lungo le strade della Spagna del Sud – Valencia

3/06/2016

Il nostro hotel, a Tarragona, è poco fuori dal centro storico, ma vicino alla Rambla Nueva, la lunga arteria cittadina che giunge fino al mare. Qui osserviamo un po’ di vita cittadina: il mercatino dell’antiquariato lungo la Rambla, il Mercado Central col suo pesce a poco prezzo.

un'istituzione valenciana, l'Horchateria de Santa Catalina, specializzata in Orchata, la bibita tipica della città

un’istituzione valenciana, l’Horchateria de Santa Catalina, specializzata in Orchata, la bibita tipica della città

Infine partiamo. La nostra prossima destinazione, Valencia, ci attende. È un viaggio piuttosto lungo, che si inoltra nell’interno della regione. Quando entriamo nell’Azahar il territorio si riempie di aranceti. Pranziamo in uno di quei ristoranti lungo la via frequentati dai camionisti, che sono universalmente i migliori per il rapporto qualità/prezzo. E infatti è con la panza piena e soddisfatta che arriviamo a Valencia. Il nostro hotel è lievemente fuori dal centro, ma ben fornito di autobus, ed è così che ci muoviamo, sia oggi che domani. Prima di uscire, però, mi assicuro di non fare code domani all’ingresso dell’Oceanografic, e acquisto online i biglietti per domattina alle 10, all’apertura.

L’autobus 62 ci porta direttamente in centro, in Plaza dell’Ajuntamiento, la grande e scenografica piazza su cui affacciano i due palazzi modernisti del Municipio e delle Poste. Poco oltre, la grande stazione ferroviaria è un altro superbo edificio modernista. Accanto si riconosce l’Arena. Puntiamo verso la Cattedrale, che è un po’ il cuore pulsante del centro storico. Ma prima una sosta è d’obbligo: al Café Santa Catalina, uno dei posti migliori, se non il migliore, per bere un bicchiere di orchata, magari pucciandoci dentro i fartons. L’orchata è una bevanda zuccherosa e densa ottenuta dai semi di chufa, in italiano cipero. È bianca e lattiginosa e si presta benissimo per inzupparvi i fartons che sono dei lunghi dolci di sfoglia, spruuzzati di zucchero a velo. La merenda è fatta, possiamo proseguire.

Porta de los Hierros, la facciata principale della cattedrale

Porta de los Hierros, la facciata principale della cattedrale

Girelliamo un po’ nei vicoli tra Santa Catalina e la Cattedrale. Quindi giriamo intorno alla Cattedrale, nella piazza dietro, la cui fontana rappresenta il fiume di Valencia, il Rio Turia, sottoforma di un giovane uomo nudo e disteso. Il rio Turia è stato deviato in passato dal suo corso all’interno della città. Al posto del letto del fiume oggi c’è un’ininterrotta successione di giardini e parchi pubblici, che ha il suo culmine nella Ciutat de Ciencias y artes di Valencia, un meraviglioso e futuristico complesso architettonico firmato Calatrava: una spettacolare impresa urbanistica, molto ben riuscita, nella quale trova posto tra gli altri, l’Oceanografic.

Dopo le 18.30 la cattedrale apre gratuitamente: approfittiamo dell’occasione e ci infiliamo subito nella cappella laterale che accoglie il Caliz: una coppa di agata rifinita in oro ritenuta il vero Santo Graal. A prescindere dal fatto che si tratti davvero di una reliquia, e dal fascino che l’idea del Graal in sé suscita, questa cappella è davvero suggestiva, e quasi mi disturbano quelle due/tre persone che continuano a scattare foto, quando in realtà ci vorrebbe solo contemplazione. Dal campanile della Cattedrale, il Miguelete, si vede tutto il panorama della città. Quando usciamo facciamo ancora un giro qui nei dintorni: il mercato circolare della Redonda, uno spazio recentemente restaurato e recuperato che ospita alcune botteghe accanto ai negozi di souvenir. Quindi ci allarghiamo all’area del Mercato centrale e della Lonja de la Seda, un tempo sede del mercato della seta, che visiteremo domani. Infine ceniamo in Calle dos Caballeros, una lunga via pedonale che conduce nuovamente dietro la cattedrale. Infine, in Plaza dell’Ajuntamiento, prendiamo al volo l’ultimo bus 62 della giornata.

Plaza de la Virgen, fontana del Rio Turia

Plaza de la Virgen, fontana del Rio Turia

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