Morte a Firenze. Il cimitero degli Inglesi

Si erge come un’isola, in mezzo ai viali di circonvallazione di Firenze. Le automobili sfrecciano qui accanto, i motori rombano fermi al semaforo per poi lanciarsi via non appena spunta il verde. I pedoni attraversano di corsa la strada, incalzati da quel giallo che arriva sempre troppo presto. Fretta, rumore, sguardo dritto davanti a sé, concentrato sul percorso che ancora resta da fare. E nessuno presta attenzione all’isola lì nel mezzo.

Particolarmente horror questo monumento funerario nel Cimitero degli Inglesi

Particolarmente horror questo monumento funerario nel Cimitero degli Inglesi

Il Cimitero degli Inglesi è un’isola di pace. Un’isola dove il tempo pare sospeso, e persino il traffico resta attutito. Alti cipressi verdi, bianchi monumenti, un vialetto centrale, qualche sentierino laterale, grigi sarcofagi monumentali. E sopra di noi l’azzurro del cielo. Intorno a me silenzio e un’atmosfera che invita ad un muto rispetto. È talmente suggestivo, questo cimitero, da aver ispirato al pittore Arnold Böcklin il celebre dipinto “L’isola dei morti“.

Cimitero degli Inglesi

Cimitero degli Inglesi

A me ricorda un grande tumulo (e in effetti lo è), sul modello delle tombe etrusche: una montagnola di terra che si erge nella piana e che ospita le spoglie mortali di qualche illustre defunto. La differenza sta nel fatto che questo grande tumulo ospita le croci e i monumenti di tanti Svizzeri e Inglesi che nell’Ottocento si fecero seppellire qui: è il cimitero acattolico di Firenze: qui i Protestanti potevano trovare il riposo eterno. Nacque nel 1827 infatti, quando il granduca Pietro Leopoldo II di Lorena concedette alla chiesa Evangelista una montagnola fuori le mura per farne il proprio cimitero. La concedette fuori le mura proprio perché si trattava di un cimitero non cattolico.

 

È buffo che si chiami “Cimitero degli Inglesi”, visto che fu richiesto dalla Chiesa Protestante Svizzera. Ma per i Fiorentini, che sono famosi per fare generalizzazioni, i Protestanti erano Inglesi, per cui il cimitero venne denominato così nel linguaggio comune, con buona pace degli Svizzeri. In effetti alcuni Inglesi di spicco vi sono seppelliti, come la poetessa Elisabeth Barrett Browning e il padre di quel Frederic Stibbert cui è intitolato il Museo Stibbert, che altro non è se non la sua casa privata e la sua collezione di eccentriche antichità.

cimitero degli InglesiTra gli Svizzeri illustri, vi è seppellito Gian pietro Vieusseux, che io conosco principalmente perché a lui è intitolato il Liceo Scientifico di Imperia, dove lui per qualche tempo visse, ma che a Firenze è noto per il Gabinetto Vieusseux, che ha sede in Palazzo Strozzi. Il cimitero accolse anche esponenti della comunità russa e greco-ortodossa, molto presente in città (la splendida chiesa russa si trova a circa un km da qui, lungo il corso del Torrente Mugnone. Il cimitero è utilizzato ancora oggi per accogliere le spoglie recenti di Protestanti: lungo il limite del tumulo si trovano le lapidi, molto semplici, di persone anglofone mancate negli ultimissimi anni.

 

Anche se non è particolarmente monumentale, il Cimitero degli Inglesi colpisce l’immaginazione di chi ne percorre gli stretti vialetti. I monumenti funerari sono molti; alcuni si fanno ricordare, come l’Angelo della Morte, in forma di scheletro alato che sovrasta una sepoltura, o come una figura di piangente disperata che piange sulla tomba di un suo caro, o come i due puttini che leggono una pergamena. Non mancano i riferimenti classici: molti sepolcri sembrano delle stele funerarie greche: vi si trovano figure alate, quasi mitologiche, realizzate in forme neoclassiche; ma sono tante anche le figurazioni egittizzanti: obelischi, scarabei sulle lapidi; e poi simboli massonici. Naturalmente troviamo anche croci lungo il nostro cammino: ma sono croci elaborate, fiorite, ritorte, artistiche: croci che si fanno ricordare e che disegnano preziose coreografie.

Uno scarabeo egizio sulla lapide di questo defunto inglese

Uno scarabeo egizio sulla lapide di questo defunto inglese

Camminando tra le tombe, può sorprendere di vedere molte lastre spaccate, come se le anime che le abitavano fossero fuggite via. In realtà, probabilmente, la collinetta in qualche parte ha ceduto, e non è stato ancora possibile restaurarle.

All’ombra di qualche cipresso, mentre il traffico all’intorno si perde, il tempo si ferma, e si potrebbero passare le ore a riconoscere l’una o l’altra lapide, a individuare simboli egizi o a scovare la tomba di qualche illustre personaggio inglese dell’Ottocento: la comunità anglosassone è sempre stata molto presente in Firenze.

Il Cimitero degli Inglesi è un monumento suggestivo, spirituale, un luogo che non è semplicemente da vedere, ma da sentire.

 

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