I Re Magi a Firenze

Lo so, la Befana è passata, passata è l’Epifania e tutte le feste si è portate via. Però voglio ancora dedicare un post alle feste, in particolare proprio alla festa del 6 gennaio. E vi parlo di ciò che avviene e che potete trovare a Firenze.

Dalla Cavalcata dei Magi che attraversa la città il giorno dell’Epifania alla Cappella di Benozzo Gozzoli a Palazzo Medici Riccardi, passando per gli Uffizi: ecco dove trovare i Re Magi a Firenze.

  • La Cavalcata dei Magi
La Cavalcata dei Magi a Firenze

La Cavalcata dei Magi a Firenze

Ogni anno il 6 gennaio Firenze festeggia l’Epifania con un grande corteo storico che attraversa la città: parte da Palazzo Pitti, attraversa l’Arno su Ponte Vecchio e risale il centro fino ad arrivare in chiesa, nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, fuori dalla quale è allestito un presepe; è la Cavalcata dei Magi, una tradizione che fu introdotta a Firenze proprio nel XV secolo, sotto i Medici. Esisteva allora la Confraternita dei Magi, chiamata anche La Stella (perché i Re Magi seguirono la stella) che ogni tre e poi ogni 5 anni organizzava una processione per le vie della città. I Medici erano molto devoti ai Magi, e forse è proprio in aperta reazione con la Signoria che quando essa decadde la Cavalcata dei Medici fu sospesa. Ha ripreso soltanto nel 1997. I Medici non ci sono più, ma c’è l’orgoglio tutto fiorentino per una tradizione che è davvero molto sentita. (la storia della Cavalcata dei Magi è raccontata molto bene qui).

Il corteo blocca il centro storico per qualche ora ma è uno spettacolo di tamburi, sbandieratori e sgargianti costumi rinascimentali: dame, cavalieri, paggi, rappresentano le antiche casate e gli antichi borghi e quartieri di Firenze. Gli abiti sontuosi delle dame sono meravigliosi, in tessuti di velluto e broccato, lasciano a bocca aperta. Gli abiti dei Signori sono ridicoli, visti con gli occhi di oggi, ma sono gli indumenti che indossavano banchieri, mercanti, nobili della Firenze del Cinquecento. Nel mezzo, a interrompere ogni tanto il lento procedere degli sfilanti, gruppi di sbandieratori si esibiscono nella loro nobile arte: al rullo dei tamburi fanno volteggiare le aste delle loro bandiere, disegnano coreografie, fanno volare il più in alto possibile i loro stendardi che poi tornano, miracolosamente, in mano loro.

La processione dei Magi nella cappella dei Magi di Benozzo Gozzoli in Palazzo Medici-Riccardi

La processione dei Magi nella cappella dei Magi di Benozzo Gozzoli in Palazzo Medici-Riccardi

  • La cappella dei Magi di Benozzo Gozzoli

La famiglia Medici era molto devota ai re Magi. Gli esponenti della famiglia partecipavano attivamente alle processioni del 6 gennaio. Per questo commissionarono all’artista Benozzo Gozzoli un’intera cappella in Palazzo Medici-Riccardi, un tempo la loro residenza in via Lata (oggi via Cavour), nella quale è raffigurata proprio la processione dei Magi. Realizzata nel 1459 e commissionata da Cosimo il Vecchio, questa processione raffigura proprio i rampolli della famiglia Medici, Giuliano e Lorenzo, ed è un racconto fantastico del viaggio dei Magi dalla città bianca di Gerusalemme fino a Betlemme. In un paesaggio ricchissimo di dettagli preziosi, i personaggi, che sono personaggi della famiglia Medici e della cerchia più ristretta, sono sontuosamente abbigliati. Lapislazzuli, oro e altri materiali preziosi arricchiscono la tavolozza del pittore che, avendo ricevuto una commissione tanto sontuosa, non bada a spese e realizza un capolavoro di magnificenza (una descrizione si trova qui). Si potrebbero trascorrere ore a guardare e a perdersi nel paesaggio e in ogni singolo dettaglio.

La visita della Cappella dei Magi di Benozzo Gozzoli in Palazzo Medici Riccardi è “aiutata” da una bella opera di realtà aumentata e racconto multimediale che consente di cogliere i vari elementi della narrazione del dipinto, che altrimenti andrebbero perduti senza una guida. Così veniamo invitati a soffermarci sui particolari, ad analizzare anche i singoli fiori, i drappeggi dei tessuti, a dare un nome ai personaggi rappresentati, a capire in sostanza cosa viene narrato sulle pareti della cappella: perché la processione dei Magi è un pretesto per la celebrazione della famiglia Medici, né più né meno.

L'adorazione dei Magi del Beato Angelico a San Marco, Firenze

L’adorazione dei Magi del Beato Angelico a San Marco, Firenze

  • La Cappella dei Magi a San Marco

Cosimo il Vecchio era solito recarsi nel convento di San Marco a pregare. Qui, aveva la sua cella preferita. Il convento di San Marco ha avuto tra i suoi monaci, un illustre frate, nientemeno che Fra Angelico, meglio noto come Beato Angelico (santo patrono degli Artisti): egli affrescò tutte le celle del convento con scene varie della vita di Cristo. Dedicò una cella all’Adorazione dei Magi. Indovinate qual era la cella preferita da Cosimo? Esatto, proprio la cella con l’adorazione dei Magi.

  • Adorazioni dei Magi agli Uffizi

Trasferiamoci agli Uffizi. Qui, nel Museo più importante di Firenze, per non dire d’Italia, sono esposte alcune importantissime Adorazioni dei Magi. Il soggetto era molto apprezzato sia dai pittori che dai committenti. Le scene di natività sono molto frequenti in ambito religioso e con la raffigurazione dei Magi si caricano di un valore in più, quello dell’uomo che è alla perenne ricerca di Dio. Dal punto di vista meramente artistico, poi, dipingere i Magi, re dell’Oriente, era occasione per i pittori per lanciarsi in favolose vesti e ambientazioni.

L'Adorazione dei Magi di Filippino Lippi, Uffizi

L’Adorazione dei Magi di Filippino Lippi, Uffizi

L’Adorazione dei Magi del Botticelli pone al centro della scena la sacra famiglia, mentre i personaggi di contorno, Magi compresi, si dispongono prospetticamente intorno ad essa. In questo modo, anche se i Magi sono in primo piano, davanti, ma volti quasi tutto di spalle, risalta la posizione centrale della Madonna col Bambino. Nei ritratti dei singoli personaggi si possono individuare i ritratti dei committenti del dipinto, la famiglia di Zanobi del Lama, che aveva commissionato la pala per la propria cappella privata in Santa Maria Novella. L’impostazione dell’opera di Botticelli fa da modello ad altre due natività, che si trovano sempre agli Uffizi: quella di Filippino Lippi e quella di Leonardo.

Se nell’Adorazione del Botticelli la sacra famiglia si ripara sotto un rudere in pietra e sullo sfondo si trovano ruderi antichi, nell’Adorazione di Filippino Lippi la Sacra Famiglia è ricoverata sotto una vera e propria capanna; la scena è popolata da molti più personaggi ed è lasciato più spazio al paesaggio retrostante, tutto sommato abbastanza spoglio e attraversato da schiere di cavalieri.

L’Adorazione di Leonardo va considerata a parte: innanzitutto è incompiuta, motivo per cui noi ammiriamo soltanto il disegno preparatorio (dandogli però dignità di capolavoro compiuto!). Nella composizione di Leonardo la Madonna occupa il centro della scena. Intorno si dispongono i Magi e altri personaggi in adorazione. Sullo sfondo un edificio in rovina da una parte e una scena di battaglia a cavallo dall’altra; un albero alle spalle della Madonna divide in due il fondo. Un peccato che l’opera sia rimasta incompiuta. Ma Filippino Lippi sicuramente ringraziò quest’incompiutezza, visto che a lui fu commissionata l’Adorazione, in sostituzione di questa, abbandonata da Leonardo.

L'Adorazione dei Magi di Leonardo, Uffizi

L’Adorazione dei Magi di Leonardo, Uffizi

Un viaggio breve ma intenso per Firenze, alla ricerca dei segni dei Re Magi in queste ultime giornate di festa, a Epifania ormai conclusa. Tra arte e tradizione, Firenze non dimentica i 3 re che vollero a tutti i costi seguire una stella. Il Vangelo (solo quello di Matteo, tra l’altro) dedica loro poche righe. Ma la  fama che hanno avuto nei secoli è ineguagliabile, e continua ad essere celebrata.

 

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