Calendari dipinti sui muri: il mio buon anno ad arte con i Cicli dei Mesi

Cercavo un’idea per il primo post dell’anno. Buon anno, anno nuovo, tempo di nuovi propositi, ma anche tempo di calendari. E per associazione di idee ho trovato il post ideale: calendari dipinti su muri. O meglio, più che calendari, i cosiddetti Cicli dei Mesi: la rappresentazione artistica dei mesi, gennaio, febbraio, ecc, in alcuni monumenti importanti d’Italia: luoghi bellissimi, da visitare assolutamente.

Ciclo dei mesi 00.JPG
Di Maestro Venceslaohttp://members.tripod.com/dianapitocco/I%20Mesi.htm, Pubblico dominio, Collegamento

Cosa sono i Cicli dei Mesi? Tutti quanti noi abbiamo studiato fin da piccini filastrocche che ci insegnano che febbraio è breve, che marzo è pazzerello, che a luglio si miete il grano e che settembre è tempo di vendemmia: si tratta di poesie, e di illustrazioni, legate principalmente ai lavori agricoli e a ciò che vi ruota intorno, al ciclo delle stagioni in funzione delle attività dell’uomo. L’origine di questi cicli è piuttosto antica, e dal Medioevo in avanti vengono rappresentati in forma artistica, potremmo dire: esistono codici miniati bellissimi, come Les très riches heures du Duc de Berry, che mostrano castelli e contadi durante lo scorrere dei mesi, scandito appunto dai lavori agricoli e dalle attività dei ricchi nobili dell’epoca.

Palazzo schifanoia, salone dei mesi 01.JPG
Di SailkoOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Ma i cicli dei mesi potevano essere rappresentati anche in forma pittorica, a decorare le sale dei castelli medievali e rinascimentali. In Italia vi sono due bellissimi esempi: uno, medievale, è il Ciclo dei Mesi di Torre Aquila al Castello del Buonconsiglio a Trento; l’altro è il Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia a Ferrara.

Ciclo dei Mesi di Torre Aquila, Gennaio

Ciclo dei Mesi di Torre Aquila, Gennaio

Il ciclo dei Mesi di Torre Aquila risale alla fine del Trecento e ritrae la campagna e la montagna trentine dal punto di vista della vita nei campi e dei nobili. Le quattro pareti della sala quadrata della Torre sono completamente ricoperte dai 12 mesi, separati tra loro da una sottile colonnina e sono ricchissimi di dettagli: le vesti delle dame, i fiori in primavera, le case dei villaggi; tutto è rappresentato con estrema cura. L’autore, Maestro Venceslao, non si tira indietro dinanzi a nulla, è uno sperimentatore: è infatti rappresenta per la prima volta un paesaggio innevato nel mese di gennaio, con dame e cavalieri che giocano a palle di neve fuori dal castello. Nei vari mesi si alternano le attività del contado con le attività dei nobili: così se ad aprile la protagonista è la semina, rappresentata dai lavori nei campi con l’aratro, e dal villaggio sullo sfondo, così semplice nella sua rappresentazione eppure ricco di dettagli, a maggio invece le dame raccolgono fiori nei prati; a luglio invece i contadini mietono mentre, fuori dal castello un cavaliere corteggia la sua dama; a ottobre è tempo di vendemmia, a dicembre invece si fa legna e la si porta al castello. Un intero mondo è narrato con dettagli vividi, vivaci, e verrebbe voglia di saltarvi dentro!

Il Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia a Ferrara risale a quasi un secolo più tardi, al 1470, e fu commissionato da Borso d’Este per il suo palazzo. Purtroppo buona parte del ciclo pittorico è poco conservata, ma quei mesi che sono sopravvissuti mostrano una rappresentazione che è l’esaltazione del buongoverno di Borso d’Este i cui riflessi si vivono nella città e nel contado, e in più vi sono specifici riferimenti mitologici e astrologici. Ogni singolo mese è infatti tripartito, ovvero diviso su tre livelli: nella scena inferiore, più ampia c’è sempre una scena con protagonista Borso d’Este; nella fascia centrale, più stretta, è rappresentato il segno zodiacale del mese; nella fascia superiore, nuovamente ampia, c’è il trionfo allegorico di una divinità protettrice del mese, secondo le dottrine neoplatoniche in voga al tempo e l’astrologia.

Una delle scene con Borso d'Este nel Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia a Ferrara

Una delle scene con Borso d’Este nel Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia a Ferrara

Delle 4 pareti del Salone solo la Parete Est e quella Nord sono ben conservate. A Est si svolgono i mesi da marzo a maggio; a Nord i mesi da giugno a settembre; la parete Ovest è invece quasi completamente perduta, così come quella Sud è in pessime condizioni. Così a marzo Borso d’Este amministra la giustizia e va a caccia, con gli auspici del segno zodiacale Ariete e il trionfo della dea Minerva; a maggio i contadini svolgono i lavori nei loro fertili campi, con la guida del segno dei Gemelli e il trionfo del dio Apollo; ad agosto Borso d’Este parte per la caccia sotto il segno della Vergine e il trionfo della dea Cerere, mentre a settembre si svolge la vendemmia, il segno zodiacale è Bilancia e il trionfo rappresentato è quello del dio Vulcano.

A me personalmente i cicli pittorici dei mesi piacciono molto. Nel tardo medioevo si diffondono nell’area germanica dell’Europa e sono un tema molto sentito del cosiddetto Gotico Internazionale, una corrente artistica che a metà del Trecento arriva anche in Italia. Il Ciclo dei Mesi di Torre Aquila ha proprio i caratteri del gotico internazionale, con un’attenzione esagerata ai dettagli e l’interesse ad una rappresentazione quanto più completa e aderente al vero (la rappresentazione della neve, ad esempio) che implica una grande osservazione della realtà, anche se poi il fine è comunque celebrare simbolicamente il buon governo del signore che ha commissionato l’opera. Nel Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia invece si perde il motivo per cui si rappresentavano cicli dei mesi, ovvero l’attenzione alle attività agricole, per celebrare invece il Signore di Ferrara, Borso d’Este, colto nelle varie attività che contraddistinguevano l’uomo di governo. Inoltre, nel Ciclo di Ferrara, il riferimento allo zodiaco e alla mitologia classica conferisce a tutto l’insieme un alto valore simbolico, che non si trova invece in Torre Aquila.

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2 thoughts on “Calendari dipinti sui muri: il mio buon anno ad arte con i Cicli dei Mesi

  1. Ma che bello! Un post originale per un tema pittorico che mi piace moltissimo.
    E mi fa venire in mente, prese dalla furia di andare via, ieri non ci siamo nemmeno fatte gli auguri…
    Allora…che sia un felice anno nuovo! 🙂

    • Grazie cara! Vero, non ci siamo fatte gli auguri! Però ieri in viaggio mi sono sbafata tutti i tuoi biscottini! 😊
      Tanti tanti auguri di buon anno anche a te!

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