Visitare La Valletta in un giorno

A cosa serve avere un blog di viaggi e aver tanto viaggiato se poi non si aiuta chi ci chiede una mano o un consiglio?

Così scrivo questo post per mia sorella, che mi ha chiesto di prepararle un itinerario per girare a piedi La Valletta, la capitale di Malta.

Sono stata a Malta ormai 10 anni fa (uh mamma!): all’epoca non c’erano ancora gli euro, ma la moneta era la lira maltese. Rispetto all’epoca, invece, è rimasta la guida a sinistra, spauracchio di tutti coloro che non hanno mai guidato come gli Inglesi. Per ricostruire questo post sono dovuta tornare parecchio indietro nel tempo, con la memoria, aiutandomi con le mie foto dell’epoca, con il diario del mio viaggio e con il sito web di VisitMalta, l’ente del turismo maltese, autorità indiscussa e ottima fonte di informazioni verificate e attuali. Un aspetto che ho dovuto tenere in considerazione, per costruire questo post, è il mezzo di trasporto di mia sorella: arrivo al Terminal Traghetti e giro della città a piedi.

Pronti a scendere dalla nave al porto de La Valletta?

La Valletta ti accoglie così: una città gialla, del colore della pietra locale, adagiata al sole. Mentre la nave entra nella baia, noterete delle piccole coloratissime imbarcazioni, i Luzzu, con i loro occhioni portafortuna, che sono le tradizionali barchette dei pescatori. Sono una delle cose più caratteristiche dell’intera isola.

Malta

Panorama de La Valletta

La Valletta è una città barocca fondata dai Cavalieri di Malta nel XVI secolo, ed è concepita da subito come città fortificata. Solo nel 1800 diventa un protettorato inglese, ma questa dominazione influenzerà tantissimo la vita, le abitudini, la lingua stessa degli abitanti. Questa premessa è importante per capire alcuni aspetti della città, come i cannoni posti sul Saluting Battery, come gli Upper Barakka Gardens, come il forte di Sant’Elmo e la co-cattedrale di San Giovanni che accoglie ben due tele del Caravaggio. L’isola di Malta occupa una posizione strategica nel Mediterraneo, tra l’Africa e l’Italia, nel centro preciso del nostro mare. Chi ne avesse avuto il controllo avrebbe dominato i traffici commerciali e non solo tra le Colonne d’Ercole e l’Asia Minore. Non è cosa da poco. La nuova città, La Valletta, si sostituì, quale capitale, alla medievale Mdina, nella quale ancora si respirano atmosfere arabeggianti nelle architetture. La Valletta invece è una città europea, progettata a tavolino, secondo un reticolo di strade e di isolati tutti precisi e regolari.

Scendendo dalla nave al Terminal Traghetti, il Waterfront, la città vecchia, cuore di La Valletta, si trova alla vostra destra. Per raggiungerla, visto che è in posizione sopraelevata rispetto al mare, se vi muovete a piedi avete due opzioni: una strada piuttosto ripida in salita, oppure un ascensore stradale che al prezzo di 1 € a testa vi porta sopra le mura (accanto vi è una scala di 200 gradini, ma qualcosa mi dice che è la scelta sconsigliata). Qui vicino si trova The Saluting Battery, la terrazza dalla quale fin dal 1566, anno della fondazione di La Valletta, regola la giornata maltese sulla base di due colpi di cannone, uno a mezzogiorno e uno alle 16. Il luogo aveva in passato sia valore cerimoniale che di difesa (i cannoni non sono mai stati usati solo per bellezza). The Saluting Battery ha una posizione panoramica stupenda: guarda il Grand Harbour, il canale attraverso il quale passano le navi, e di fronte osserva Le Tre Citta, Vittoriosa, Cospicua e Senglea, ognuna sul suo promontorio, anch’esse risalenti al XVI secolo. Il costo del biglietto per visitare sia la terrazza che l’annesso museo è irrisorio: 2 € a persona (i bambini non pagano) più l’audioguida a 1 €. Annessi a The Saluting Battery vi sono gli Upper Barakka Gardens, giardini pubblici colonnati, luogo di svago e di ristoro, con una fontana centrale e belle aiuole fiorite, ombreggiati quanto basta per offrire un po’ di fresco nelle caldissime giornate estive (magari a novembre un po’ meno). Anche da qui si gode ovviamente una splendida vista sul Grand Harbour e sulle Tre Città.

La vista del Grand Harbour dagli Upper Barakka Gardens (sotto, la terrazza del Saluting Battery

La vista del Grand Harbour dagli Upper Barakka Gardens (sotto, la terrazza del The Saluting Battery)

Dagli Upper Barakka Gardens si può avviare l’esplorazione delle vie regolari del centro, nelle quali si alternano grandi palazzi, chiese, palazzine con i caratteristici balconcini decorati. La città sembra senza tempo, a qualcuno pare caotica, a qualcun altro estremamente romantica. In realtà si può camminare tranquillamente senza meta: il centro storico non è così grande e si ritrova senz’altro facilmente la via del ritorno al Waterfront, punto di partenza di questa esplorazione e ricco di localini, negozietti e baretti dove ristorarsi al termine del giro in città (a proposito, sorella, mi porteresti in cambio una Kinnie? È una bibita maltese, una specie di chinotto. Mi piacque tanto all’epoca!).

una delle torrette sulle mura di Forte Sant'Elmo

una delle torrette sulle mura di Forte Sant’Elmo

Tra i luoghi meritevoli da vedere è senza dubbio il Forte Sant’Elmo, simbolo della città e anzi della resistenza cristiana (dei Cavalieri di Malta) contro i Turchi Ottomani. Il Forte, costruito per difendere Malta proprio in funzione antiottomana, fu assediato e assaltato dai Turchi nel 1565. I Cavalieri di Malta impegnati nella difesa resistettero fino alla morte. Il Forte capitolò, ma la battaglia decisiva fu vinta alla fine dai Cristiani. Ecco che gli Ottomani furono cacciati e La Valletta fu costruita ex-novo e il Forte fu reinnalzato e ancor più potenziato. Le sue torrette di guardia caratteristiche, che sbucano dalle grossa mura sono piccole cellette dalle quali i soldati controllavano l’ingresso al porto.

Ma ritorniamo nell’interno della città. La concattedrale di San Giovanni è la chiesa più importante de La Valletta e una delle più importanti di Malta. Dedicata a San Giovanni, fu costruita per volere dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, che sono devoti proprio a San Giovanni Battista. In stile barocco, ciò che colpisce del suo interno (e che ricordo ancora a distanza di anni!) è il suo pavimento in marmi intarsiati che copre le sepolture di alcuni illustri Cavalieri dell’Ordine di Malta. A impreziosire ulteriormente la chiesa è la presenza di ben due grandi dipinti di Caravaggio, dedicati al Santo (uno di essi è proprio la decollazione del Battista) e commissionati dai Cavalieri proprio per questo loro importante luogo di culto. I due Caravaggio, però, non si trovano nella navata, ma nell’attiguo Oratorio. Per visitare la Concattedrale di San Giovanni occorre pagare un biglietto di 6 € a testa, nel quale è compresa l’audioguida che aiuta nella comprensione del monumento.

La barchetta tradizionale maltese, il luzzu, è coloratissima e con due occhi portafortuna

La barchetta tradizionale maltese, il luzzu, è coloratissima e con due occhi portafortuna

La visita della chiesa merita davvero per capire meglio La Valletta e la storia di Malta, isola che deve molto alla presenza dei Cavalieri, che ne hanno plasmato le città e i porti, e che hanno portato un’influenza europea in una terra che per sua natura e geografia è da sempre un meltin pot di culture, di genti, di naviganti. Una storia antichissima che comincia ben prima delle Piramidi, tra l’altro, e di cui qualcosa si può conoscere al National Museum of Archaeology: i primi abitanti di Malta costruirono grandi templi megalitici, ovvero in grandi massi di pietra, che sono unici nel loro genere in tutto il Mediterraneo. Adoravano la Grande Madre e i propri defunti, costruivano complessi grandissimi con tecnologie che ci risultano ancora sconosciute e che certo dovettero impiegare grandi masse di uomini per anni e anni. Testimonianze di questi grandi templi si trovano ancora a Malta, anche a poca distanza da La Valletta, lungo la costa e nell’interno, e anche sull’isola di Gozo. Hanno superato i millenni e ci raccontano ancora oggi di quanto questa piccola isola sia sempre stata speciale.

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