Imperia dalla A alla Z

In occasione di Olioliva 2022 ho deciso di costruire l’ABC di Imperia, mia città natale, nella quale torno sempre troppo poco, ma della quale non dimentico neanche un dettaglio. Ecco a voi, dunque, Imperia dalla A alla Z!

Imperia dalla A alla Z: A come Agnesi

Eh lo so, si parte con una nota dolente, che un tempo però fu motivo d’orgoglio. Ricordate il mitico slogan “Silenzio, parla Agnesi”? Ecco, Agnesi era un pastificio che aveva sede a Imperia, vicino al porto di Oneglia. Ricordo, quand’ero piccola, che c’era addirittura un treno merci che dalla stazione di Oneglia arrivava allo stabilimento, dove scaricava il grano e dove ricaricava pancali di spaghetti, farfalle, fusilli e penne pronti.

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Imperia dalla A alla Z: B come The Bourne Identity

La passeggiata lungo il porto di Oneglia fu scelta tra tantissimi altri possibili set per una semplice scena all’inizio del film The Bourne Identity con Matt Damon: dopo il naufragio iniziale, il protagonista passeggia nella notte lungo un porto su cui affacciano edifici porticati. Pochi secondi di registrazione inquadrano per sempre la spettacolare Calata Cuneo, il fronte del porto di Oneglia, con le sue case variopinte, attraversate tutte da un portico sotto il quale si aprono pescherie e ristoranti, e oltre le quali, da lontano, si intravvedono le montagne e la neve, d’inverno. Sì, perché in Liguria mare e montagne sono vicinissime.

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Il Porto di Oneglia

Imperia dalla A alla Z: C come Cacelotti e Ciantafurche

Imperia è l’unione in un unico comune di Oneglia e Porto Maurizio, due borghi posti ad un capo e all’altro della medesima baia. L’unione fu realizzata nel 1923, quasi cento anni fa, dal regime fascista. L’impronta fascista si vede ancora oggi in certe architetture razionaliste, come il Palazzo del Comune e l’adiacente palazzo delle Poste. Ma come presero l’unione forzosa gli abitanti? Beh, fu inevitabile l’inimicizia tra gli abitanti, per cui furono coniati i due soprannomi: i cacelotti sono i portorini, e il nome deriva da un boia di Porto Maurizio, i ciantafurche sono coloro che piantano le forche per l’impiccagione, in quanto a Oneglia vi era un patibolo per le esecuzioni. Quanto amore, eh?

Imperia dalla A alla Z: D come De Amicis

Edmondo De Amicis, l’autore del Libro Cuore, nacque a Imperia. Nacque per la precisione in una casa in piazza De Amicis, la stessa piazza su cui sorge – sarà un segno? – la biblioteca civica di Imperia. Nei locali della Biblioteca, che a sua volta occupa l’edificio un tempo adibito a tribunale, è allestito uno spazio museale nel quale è accolto lo studio/biblioteca privata di De Amicis.

A questo importante scrittore della fine dell’Ottocento, che con le sue opere ha contribuito a raccontare l’Italia appena unita, è intitolato il glorioso Liceo Classico della città (perdonatemi il motto d’orgoglio da ex studentessa). Il liceo era ospitato in un grande palazzone all’ingresso di Oneglia, in piazza Ulisse Calvi. Oggi per problemi di sicurezza l’edificio è inagibile, ma il liceo è ancora vivo, per fortuna. E soprattutto è amatissimo dai suoi ex studenti, che per la sua difesa farebbero qualunque cosa.

Imperia dalla A alla Z: E come entroterra

l’entroterra di Imperia è un susseguirsi di colline coltivate a olivi cui si alternano tratti di pineta e di bosco; qua e là un paesino medievale piccolissimo, arroccato sul cucuzzolo o a mezza costa; i campanili delle chiese fanno da richiamo e da senso dell’orientamento. Qua e là, poi, su qualche poggio isolato, si trova una chiesina solitaria, ulteriore faro in una vallata che nonostante le scomodità dei trasporti e delle distanze, continua ad essere popolata. Ogni borgo ha la sua anima, come Valloria con le sue porte dipinte, o Lucinasco col suo laghetto romantico. Ogni borgo ha una storia antichissima, carrugi stretti e bui, strade in salita e pavimentate a risseu, ciottoli di fiume posti di taglio totalmente inadatti ai tacchi femminili, case strette e qualche bottega artigiana, il frantoio e la chiesa, che solitamente è piccola, ma barocca, vivacissima al suo interno, per contrastare con i colori vivaci, la severità e le difficoltà della vita nei secoli passati.

La chiesetta di Santa Maria Maddalena, nei boschi di Lucinasco
La chiesetta di Santa Maria Maddalena, nei boschi di Lucinasco

Per approfondire: Lungo la via dell’Olio nell’entroterra di Imperia

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Per approfondire: Ponente Ligure lungo la via dell’Olio: Lucinasco, Borgomaro e Aurigo

Per approfondire: Passeggiate a Ponente: il libro

Imperia dalla A alla Z: F come fiori

Imperia è il capoluogo della Riviera dei Fiori. Questo nome le viene dalla grande produzione vivaistica che nei decenni passati ha caratterizzato fortemente l’economia della Riviera ligure di Ponente. Sanremo in particolare era, ed è, il capoluogo della produzione dei fiori, come Pescia lo è per la Toscana, ed è anzi la Città dei Fiori. I vivai di Sanremo hanno rifornito per anni le più grandi e importanti manifestazioni internazionali, una tra tutte il Concerto di Capodanno di Vienna. Ora quest’economia è in declino, tuttavia le serre che si incontrano appena alle spalle della costa parlano di un’attività agricola resiliente, nonostante tutto.

Imperia dalla A alla Z: G come San Giovanni

Al patrono di Oneglia è intitolata la bella chiesa barocca che si trova nel centro del borgo marinaro di Oneglia. Il 24 giugno una lunga processione porta le statue dei santi in giro per le vie della città. Una bella sagra, che dura almeno una settimana, rallegra le serate di inizio estate: è una bella festa, che unisce un sacco di gente. La Sagra di San Giovanni vanta anche un record di tutto rispetto: la padella da guinness dei primati per cucinare il pesce. Un’impresa, questa, che alla fine degli anni ’90 fece grande scalpore nel tranquillo Ponente Ligure.

Ma San Giovanni è soprattutto la bella chiesa barocca che si trova nel cuore del centro storico di Oneglia, a due passi dal mare, dal mercato coperto del pesce da una parte e dai portici ottocenteschi dall’altra. L’interno della chiesa è ricchissimo di stucchi, di affreschi, di colonne tortili e di dorature. Il barocco ligure ha degli esiti davvero magistrali negli edifici religiosi e San Giovanni non fa eccezione. Sulla piccola piazza antistante la chiesa, sulla facciata di un edificio si trova un grande affresco del 1996 che raffigura il territorio di Oneglia nel XVIII secolo, tratto da una mappa di quell’epoca.

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Piazza San Giovanni a Oneglia

Imperia dalla A alla Z: H come Hanbury

Thomas Hanbury fu un mercante inglese appassionato di botanica che girando intorno al mondo raccolse tantissime essenze provenienti dai 5 continenti. Ritiratosi in vecchiaia a Ventimiglia, al confine con la Francia, realizzò il suo sogno: una villa, Villa Hanbury, che divenne un orto botanico senza precedenti, ancora oggi un giardino dell’Eden che affaccia sul Mar Ligure, a due passi dal confine francese. Hanbury fu uno dei tanti Inglesi che a fine Ottocento si trasferirono sulla Riviera di Ponente, attirati dal clima mite che faceva bene alla salute. Spesso facoltosi personaggi, essi contribuirono in maniera importante a costruire e a sviluppare le città della costa ligure della provincia di Imperia.

Vista panoramica dei Giardini Hanbury. Credits: giardinihanbury.com
Vista panoramica dei Giardini Hanbury. Credits: giardinihanbury.com

Imperia dalla A alla Z: I come IM

I come IM: la sigla della targa automobilistica IM è croce e delizia dell’imperiese fuori regione. Nella migliore delle ipotesi si commuove al vederne un’altra a giro, nella peggiore si sentirà apostrofare con un “Ehi, di chi è quell’auto targata Imola?” Forse penserete che sia una battuta, ma invece è tutto vero. Ed è vero anche il fatto che quand’ero ragazzina, quindi 25 anni fa circa (brrrr) per spiegare dove fosse Imperia dovevo specificare “vicino a Sanremo”.

Imperia dalla A alla Z: L come lungomare

A Imperia non c’è un lungomare, ma tante passeggiate che prendono vari nomi a seconda della zona: da est a ovest abbiamo la Spianata, che è la vera e propria passeggiata a mare di Oneglia, con parapetto che affaccia sulle spiaggette e aiuole di palme, alberi e fiori per dare un po’ d’ombra alle poche panchine di chi si vuole semplicemente ristorare con un buon libro e il rumore della risacca. Poco oltre inizia Oneglia col suo porto. Calata Cuneo è la bella passeggiata a mare cittadina che affaccia sul porto, dove attraccano indistintamente piccoli pescherecci e yacht di grandi dimensioni.

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La chiesetta di Borgo Peri alla Spianata, Oneglia

La passeggiata è chiusa dalle belle palazzine porticate sotto le quali si sentono l’odore del pesce e i profumini delle cucine dei ristoranti. Prima di incontrare un nuovo lungomare bisogna arrivare a Porto Maurizio. Il suo lungomare è di nuovo affacciato sul porticciolo, in località Marina. Poi la strada si biforca: da un lato si avvia verso il molo, che sul lato del mare aperto è un susseguirsi di spiagge (la Spiaggia d’Oro è il must degli Imperiesi), mentre dall’altra risale fino a congiungersi con la strada statale. Ma ad una certa altezza si apre la passeggiata più bella di tutte: la Passeggiata degli Innamorati: a picco sul mare, è facile intuire perché questo bel sentierino tranquillo abbia questo nome. Infine si arriva nel quartiere della Foce, dove il lungomare costeggia nuovamente un ricovero di barchette, e infine al Prino, dove si aprono spiaggette e ristorantini. Finisce qui Imperia, con le sue lunghe passeggiate sul mare.

Imperia dalla A alla Z: M come mare

Imperia è una città di mare che al mare deve tutto: sorta come borgo di pescatori, dal mare traeva sostentamento. Quando divenne un porto mercantile, dal mare riceveva merci e ricchezza. Oggi il mare come risorsa economica è quello dei turisti che passano in spiaggia la stagione estiva. Ma non togliete il mare agli Imperiesi: potrebbero morirne! Conosco gente, e io stessa l’ho fatto, che in pausa pranzo in estate corre in spiaggia! E come non essere d’accordo?

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Il mare alla Galeazza, alle porte di Oneglia

Imperia dalla A alla Z: N come Nava

Ultimo baluardo della provincia di Imperia lungo la strada, la via Nazionale, che da Imperia sale a Torino attraversando l’Appennino Ligure. A Nava sono affezionata: paesino di poche case di montagna, in mezzo ai boschi e lungo il corso del Tanarello, affluente del fiume Tanaro, a sua volta affluente del Po. Per me da bambina Nava era la neve, la località dove si andava la domenica in inverno per giocare a palle di neve. Poi è diventato il luogo dove passare una settimana d’estate ogni anno, luogo dove ho stretto tante amicizie, dove ho imparato a stare in compagnia, e ad amare il bosco. 

Imperia dalla A alla Z: O come olio

Un grosso e saldo legame unisce Imperia e l’olio. Da sempre la zona è dedita alla coltivazione dell’olivo e nell’entroterra (e non solo) si trovano frantoi anche storici che raccontano la storia di un legame con la terra davvero duraturo. Alcune aziende produttrici di olio , anche se di ridotte dimensioni, sono note anche a livello nazionale, come l’Olio Carli, che vende solo per corrispondenza e che ha un prezioso museo, il Museo Carli, dove è narrata la storia del rapporto dell’uomo con l’olio dall’antichità ai giorni nostri: un museo tematico che è davvero una perla. Il rapporto con l’olio è talmente stretto che da qualche anno a novembre una manifestazione importante, Olioliva, si svolge per le vie del centro di Oneglia: promossa dalla Camera di Commercio di Imperia, non parla solo di olio, ma di tutti i prodotti della terra e del mare della provincia: produzioni piccole ma preziose, spesso presidi Slow Food, sempre e comunque prodotti della tradizione.

Nell’entroterra di Imperia, sia nella valle Impero che nella valle Caramagna (che rispettivamente fanno capo a Oneglia e a Porto Maurizio) si sviluppa la Via dell’Olio, che risale nell’entroterra andando a trovare i borghi legati alla tradizione dell’olio nel territorio. Borghi come Dolcedo, Valloria, Prelà, Chiusavecchia, Pontedassio sono legati per forza di cose all’olivicoltura. Quella dell’olio è un’economia antica in questa porzione di Liguria. Una tradizione ben rappresentata dai numerosi oleifici e frantoi che si trovano nel territorio.

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Uno degli oliveti nell’entroterra di San Bartolomeo al Mare

Imperia dalla A alla Z: P come Parasio

Il centro storico di Porto Maurizio si chiama Parasio. È un incantevole borgo medievale che si arrampica sulla cima dell’altura che domina il mare, ed è un alternarsi di eleganti palazzi antichi, dei quali restano balaustre decorate, archi e finestre, e chiesine. La piccola chiesa di San Pietro, affacciata a Ovest, è un incanto vivacissimo e barocco; le logge di Santa Chiara, accanto, sono un porticato con vista sul mare. E poi ancora palazzi, vicoli, piazzette… Quasi stona il grande duomo ottocentesco, intitolato a san Maurizio, un enorme edificio bianco con la facciata neoclassica, alto e luminoso al suo interno. Ma il duomo si trova alle pendici del Parasio e ha poco a che vedere con l’antichità del quartiere che gli si sviluppa accanto.

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Il Parasio visto dal mare

Imperia dalla A alla Z: Q come quattro passi sotto i Portici

Il sabato pomeriggio in inverno i giovani imperiesi si ritrovano sempre sotto i portici di Oneglia; la lunga via centrale che conduce a Piazza Dante, strettissima nel suo primo tratto, si allarga e si ingentilisce grazie ai due palazzi otto/novecenteschi che da una parte e dall’altra la incorniciano. È sotto questi palazzi che si aprono i portici, che ospitano le boutiques più rinomate della città e i bar per un caffè, che fa sempre piacere. Lo struscio sotto i portici è un’attività che ogni imperiese doc deve aver fatto per almeno un breve periodo della sua vita. Io lì ho passato buona parte dei miei sabato pomeriggio degli anni del liceo, passeggiando con qualche amica e basta, incontrando di tanto in tanto qualcuno. Camminare nella bolgia: l’attività più semplice del mondo.

Imperia dalla A alla Z: R come RT

R come RT: la compagnia di autotrasporti Riviera Trasporti è la responsabile dell’andirivieni degli abitanti della provincia che da una parte all’altra, da Andora a Sanremo, e poi da lì fino a Ventimiglia, si spostano per raggiungere le proprie mete. La mattina gli studenti e i pendolari si ammassano, all’ora dell’uscita non ne parliamo. L’autobus che da Andora, già in provincia di Savona, giunge a Sanremo, fa un viaggio di circa due ore. Ma attraversa tutta la costa della provincia lungo l’Aurelia, perennemente sul mare quando non entra nei vari centri abitati. Attraversa i vari promontori, Capo Mele, Capo Berta, poi la bella strada che da Imperia va verso Sanremo, sempre il mare su un lato, e di volta in volta la pineta o i campi sull’altro. Un bellissimo viaggio panoramico.

Imperia dalla A alla Z: S come Sanremo

Quand’ero piccola, ricordo che quando dicevo a chi non era ligure che venivo da Imperia, per spiegarmi meglio specificavo “vicino a Sanremo”; allora lo sguardo del mio interlocutore si illuminava, perché tutti conoscono il Festival di Sanremo. E a me Sanremo è sempre stata un po’ antipatica proprio per questo, perché rubava a Imperia, il capoluogo di provincia, il ruolo di città più conosciuta. E no, non mi è mai andata giù. Però va detto che da buona imperiese sono una fan del Festival di Sanremo, soprattutto della sua favolosa sigla storica che canta “Perché Sanremo è Sanremo“!

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Il Casinò di Sanremo

Per approfondire: Cosa fare a Sanremo in una sera d’estate

Imperia dalla A alla Z: T come Torrente Impero

Il Torrente Impero è il fiume che separa, o unisce, Oneglia e Porto Maurizio, anche se non tutti sono d’accordo. Attraversa tutta la valle Impero, una valle stretta, fatta di montagne abitate da piccoli paesi qua e là, prima di allargarsi quasi in prossimità della foce. Un ampio estuario che in passato ospitava i cigni e che poi in età industriale è stato affiancato dall’Agnesi, da una parte, dal complesso delle Ferriere (di cui rimangono oggi tre ciminiere come monumento di archeologia industriale) dall’altra. È il nome di questo torrente che ispirò a Mussolini il nome di Imperia per la città che creò, nel 1923. 

Imperia dalla A alla Z: U come U Gumbu

I gumbi sono, in dialetto, i frantoi. A sangue oppure ad acqua, i frantoi consistevano in una vasca circolare nella quale erano versate le olive raccolte; queste venivano schiacciate dal lento girare di una ruota in pietra che le spremeva facendo uscire il prezioso contenuto. La ruota poteva essere collegata ad un mulino ad acqua (gumbo ad acqua) oppure era mossa da un mulo (gumbo a sangue) che per ore e ore senza posa era legato e costretto a girare in tondo.

Imperia dalla A alla Z: V come Vele d’Epoca

Ogni due anni a settembre Imperia ospita una suggestiva manifestazione che unisce lo sport e un certo tipo di lusso; le Vele d’Epoca sono insieme una regata, una sfilata di barche a vela e un’occasione di vita mondana per gli abitanti della città, che ospita anche tante persone venute da fuori. L’evento è spettacolare sia per gli addetti ai lavori e per gli amanti del mare, che per i semplici curiosi. I fotografi, poi, sono felicissimi: la visione dei grandi velieri ad ali spiegate che solcano il mare non lascia indifferenti nemmeno gli animi più insensibili.

Non sono vele d'epoca, ma pescherecci, l'anima più autentica del mare di Imperia
Non sono vele d’epoca, ma pescherecci, l’anima più autentica del mare di Imperia

Imperia dalla A alla Z: Z come zucchine ripiene

I ripieni in generale sono una prelibatezza tutta ligure: zucchine, ma anche peperoni e cipolle, ripiene danno il meglio di sé: un contorno efficace che può accompagnare un buon coniglio alla ligure. Altrimenti, se volete un pranzo finger food, potete partire con un brandacujun (baccalà ammollato e ridotto a quenelles con tanto prezzemolo), proseguire con una pissalandrea (una pizza alta, col pomodoro, l’acciuga e spicchi d’aglio vestito) oppure con la farinata (che è più del Levante, però, e che è una sfoglia di farina di ceci che può essere variamente condita: a me piace la versione semplice col porro); per stuzzicare le olive taggiasche in salamoia sono perfette, e in questo bel pranzo virtuale che vi ho preparato, le zucchine ripiene ci stanno benissimo. Ad annaffiare il tutto un vino rossese di Dolceacqua o un pigato di Albenga, a seconda se preferite il rosso o il bianco.

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La pissalandrea, una pizza alta tipica del Ponente Ligure

E con l’acquolina in bocca per la lettera finale concludo il mio ABC di Imperia. E voi, imperiesi in lettura, cos’altro avreste messo?

Qual è il vostro ABC di Imperia? Sono curiosa di saperlo!

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