Dall’Italia alla Spagna, i luoghi di Cristoforo Colombo

12 ottobre 1492 – scoperta dell’America. Cristoforo Colombo, l’ammiraglio più sfortunato del suo tempo, e più fortunato della storia, approda su un continente sconosciuto. Lui voleva trovare le Indie navigando verso Ovest convinto, giustamente, che se la terra è tonda, navigando in direzione opposta si arriva comunque a destinazione. Peccato, poveraccio, che non avesse considerato di incappare, nel bel mezzo della navigazione, in un altro continente. E bello grande, tra l’altro.

Il ritratto di Cristoforo Colombo realizzato postumo, nel 1520 da Ridolfo del Ghirlandaio, è esposto al GALATA Museo del Mare di Genova

Il ritratto di Cristoforo Colombo realizzato postumo, nel 1520 da Ridolfo del Ghirlandaio, è esposto al GALATA Museo del Mare di Genova

La storia della scoperta dell’America è nota. Cristoforo Colombo, genovese di origine, va dalla regina di  Spagna Isabella di Castiglia a proporre un affare commerciale incredibile: se le grandi potenze europee cercano sempre nuove rotte per raggiungere più in fretta le Indie e vogliono fondare sempre nuovi fondaci e nuovi empori, la Spagna non può essere da meno e può fare una cosa fuori del comune: navigare in direzione opposta agli altri. Circumnavigare l’Africa è un’impresa lunghissima e pericolosa, mentre navigare verso Occidente può essere l’idea del secolo! I sovrani di Castiglia si fanno convincere: la proposta è talmente out of the box che li convince. Così Colombo arma tre caravelle e parte alla volta dell’Occidente per arrivare in Oriente. Il resto è storia. Colombo è convinto fino in fondo di aver trovato le Indie, ma nel frattempo altri navigatori finanziati da altri regni europei partono e capiscono che non sono le Indie quelle in cui si è imbattuto il Genovese. Il fiorentino Amerigo Vespucci per primo dà nome alle Americhe, e da lì in poi ha il via un’intensa stagione di grandi esplorazioni geografiche.

Genova, Barcellona e Siviglia sono le tre città del Mediterraneo in cui incontriamo Cristoforo Colombo. A Genova Cristoforo Colombo nacque, e la sua casa natale si trova ancora lì all’ingresso della città antica, vicino a Porta Soprana; a Barcellona un’immensa colonna vicino al porto indica la direzione delle Americhe; a Siviglia, in Cattedrale, vi è la tomba del più importante navigatore di tutti i tempi.

Genova – Casa di Colombo

La casa di Cristoforo Colombo a Genova. Credits: irolli.it

La casa di Cristoforo Colombo a Genova. Credits: irolli.it

Piccolina, dimessa, si nota a malapena questa piccola abitazione in pietra a ridosso di Porta Soprana, la porta medievale che con le sue due torri immette da Piazza Dante, centro della città novecentesca, al centro storico scendendo verso piazza delle Erbe da un lato e il duomo di San Lorenzo dall’altro. Le fonti dicono che si tratta davvero della casa in cui il giovane Cristoforo trascorse l’adolescenza, appena al di fuori delle mura medievali, accanto alla chiesa e al chiostro di Sant’Andrea. La casa così com’è è una ricostruzione settecentesca rimaneggiata ulteriormente ai primi del Novecento. Fu bombardata nel XVII secolo dalla flotta francese per volontà di quel simpaticone del Re Sole. La chiesa di Sant’Andrea fu distrutta invece ai primi del Novecento. L’elegante chiostro, così piccolo e amato dalle coppiette di adolescenti, non ha dunque nulla a che vedere con la casa di Colombo, semplicemente si tratta di due monumenti vicini. La casa di Colombo è visitabile e non può mancare in un tour della città che fu importante Repubblica Marinara, la Superba. Colombo, in fondo, è figlio della città che lo ha generato. E un po’ di sano orgoglio i Genovesi ce l’hanno, lasciatemelo dire.

Il monumento a Colombo a Barcellona. Foto di Francesca B.

Barcellona, monumento a Colombo. By Francesca B.

Barcellona – Monumento a Colòn

In fondo alla Rambla, dove iniziano la darsena e il porto, un’altissima colonna si para davanti alla vista. Alla sua base una serie di statue, poi la colonna vera e propria e infine la statua di Cristoforo Colombo, alta 7 m, indica con un braccio un luogo lontano. Mi piace pensare che indichi le Americhe, anche se forse non è vero. Il monumento fu realizzato per l’esposizione universale del 1888 ed è  impressionante camminare ai suoi piedi. È un punto di riferimento notevole tanto che un occhio ben allenato lo può riconoscere addirittura dai punti panoramici di Park Güell, l’immenso parco creato da Gaudì alle spalle di Barcellona. Dal monumento inizia poi la passeggiata lungomare, il Passeig de Colon, appunto. In passato vi è stato chi credeva che Colombo fosse di origine catalana e non genovese: ecco spiegato (almeno in parte) il perché di questo monumento.

Siviglia – Tomba di Cristoforo Colombo

La tomba di Cristoforo Colombo nella Cattedrale di Siviglia

La tomba di Cristoforo Colombo nella Cattedrale di Siviglia

Cristoforo Colombo, lo scopritore dell’America, è seppellito all’interno della Cattedrale di Siviglia. Maggior riconoscimento la Spagna non avrebbe potuto dargli. Colombo viveva a Siviglia quando propose a Isabella di Castiglia la sua impresa, e a Siviglia ritornò e trascorse gli ultimi anni della sua vita, tra un viaggio e l’altro verso le Indie. Morì a Valladolid, ma siccome aveva lasciato come estrema volontà quella di essere seppellito a Santo Domingo, fu portato nei Caraibi e nel 1796 trasferito a Cuba. Da qui rientrò in Spagna nel 1899 e gli fu decretato un grande monumento sepolcrale all’interno della Cattedrale di Siviglia. Il monumento, realizzato da Arturo Mélida, è costituito da 4 uomini armati con gli emblemi dei 4 regni di Spagna Castiglia, Leon, Aragona e Navarra, che trasportano la bara del navigatore. Il significato è chiaro: la Spagna tutta deve a quest’uomo, alla sua idea e alla sua impresa, il merito per essere diventata da lì in avanti la più grande potenza europea nelle Americhe. La colonizzazione dei Caraibi e del Sud America non sarebbe stata possibile se Colombo per primo non vi fosse arrivato, battendo sul tempo le flotte navali di tutti gli altri regni europei impegnati nei commerci con le Indie. La Spagna seppe trasformare l'”errore” di Colombo in una risorsa e le altre nazioni europee poterono solo arrivare seconde nell’impresa delle esplorazioni geografiche. Il monumento, solenne ed elegante, è quindi un ringraziamento sentito a quest’uomo che, con la sua idea balzana, cambiò le sorti del mondo.

La Virgen de los Mareantes nel Real Alcazar di Siviglia

La Virgen de los Mareantes nel Real Alcazar di Siviglia

A Siviglia, nel Real Alcazar, nella Sala delle Udienze, nell’ala più moderna dell’edificio che fu palazzo reale sin dall’età araba e che mantenne il suo ruolo anche parecchi secoli dopo, in età cristiana, un dipinto racconta proprio l’importanza che le esplorazioni geografiche ebbero per la Spagna: la Virgen de los Mareantes, del XVI secolo, rappresenta la Madonna che accoglie sotto il suo mantello i vari navigatori ed esploratori che da Colombo in avanti contribuirono a scoprire nuove rotte commerciali e nuove terre, ampliando a dismisura i possedimenti spagnoli nel Nuovo Continente; al di sotto c’è il mare nel quale navigano caravelle e altre imbarcazioni dell’epoca, mentre sui lati i santi Sebastiano, Giacomo, Telmo e Giovanni Evangelista completano e assistono alla scena.

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