Barbie the Icon: al Vittoriano la mostra che mi ha fatto tornare bambina

Ebbene sì, lo ammetto. Ho un amore viscerale per le Barbie. L’ho sempre avuto, e finché ero bambina tutto bene. Poi sono cresciuta, ho smesso di giocarci, ma non di tenermi informata su tutto ciò che le riguarda. Quando finisco nel reparto giocattoli al supermercato è inevitabile che io vada a guardarmi tutto lo scaffale dedicato. Osservo le nuove tendenze, i vestiti, le collezioni particolari, esprimo giudizi. Ad esempio, non sono d’accordo con la nuova linea di Barbie fashionistas, curvy e bassine. Perché per me Barbie è quella con cui sono cresciuta: alta, corpo perfetto, bellissima. A prescindere dal colore della pelle. Ah, ed elegantissima, naturalmente, una vera icona della moda.

Barbie the Icon è la mostra in corso a Roma al Vittoriano che racconta la Barbie in quanto icona fashion dagli anni ’60 ai giorni nostri. 380 bambole, esposte come se fossero in passerella, sfilano nei loro meravigliosi outfit, dal primo costume della prima barbie del 1959 alle creazioni più stravaganti ad opera di stilisti visionari degli anni più recenti.

Barbie the Icon. Rende l'idea questo collage?

Barbie the Icon. Rende l’idea questo collage?

La prima sezione è una galleria tutta rosa (il colore di Barbie per eccellenza), in cui si traccia la storia del mondo degli ultimi 65 anni dal punto di vista della moda e del costume. Si parla principalmente degli Stati Uniti, dove la Barbie nasce come bambola dall’intuizione di una madre che vede che la figliola, Barbara, vuole imitare nei suoi giochi il mondo dei grandi.

Barbie astronauta

Barbie astronauta

L’idea di questa madre rivoluzionerà per sempre il mondo dei giochi delle bambine delle generazioni successive. La Barbie diviene da subito specchio della società che la produce: se deve riflettere la donna moderna, allora ne deve imitare lo stile e, perché no, in qualche caso anche precorrerlo. Alcune pietre miliari nella storia di Barbie sono anche pietre miliari dell’emancipazione femminile, come la Barbie astronauta, che arriva subito dopo la prima donna astronauta della storia o come la Barbie presidente degli Stati Uniti: un invito alle future donne a credere nelle proprie aspirazioni e a lottare per avere uguaglianza di diritti nel lavoro e in genere nella società.

Gli stilisti di alta moda, dapprima fonte di ispirazione per gli abiti più glamour di Barbie, diventano essi stessi disegnatori di modelli per la bambola più famosa di sempre. Barbie è un personaggio che può rivestire infiniti ruoli, ma quello che più le si addice è quello di icona della moda. E come tale viene considerata, da Benetton a Christian Loboutin.

Barbie fashion vestite da Christian Loboutin

Barbie fashion vestite da Christian Loboutin

Scorrono sotto i miei occhi come in passerella le Barbie più rappresentative dal 1959 a oggi: la prima Barbie, quella col costume zebrato e l’espressione un po’ sofisticata (e antipatica, diciamocelo), la Barbie che va a fare il picnic con tanto di lenza per pescare, la Barbie che invece vive la città e indossa stupendi abiti da sera. Poi c’è la serie delle Barbie anni ’80, nei loro vestiti da principessa: Barbie Luce di Stelle e Barbi Fior di Pesco, sempre splendide a distanza di 30 anni, roba da commuovermi quando me le sono trovate davanti, le mie barbie dei giochi d’infanzia. E poi si prosegue con gli anni ’90 e il nuovo millennio, fino ai giorni nostri.

Uptown Chic Barbie, 1998

Uptown Chic Barbie, 1998

Dobbiamo sempre tener presente il contesto storico di riferimento: quello di una società americana, ed europea di riflesso, che muta in continuazione, che raggiunge l’agiatezza, la sicurezza economica.

Il “sogno americano” si riflette su Barbie: le bambine devono sapere che vivono nel Paese delle possibilità.

La storia di Barbie continua, arriva al millennio e lo supera, deve lottare con una concorrenza agguerrita. Barbie, forse un po’ sotto pressione, va in crisi con Ken, lo lascia e si mette con il surfista australiano Blaine: un colpo al cuore! Mi ero persa questo divorzio epocale! Ma tranquille, tutto torna come prima, dopo che Ken in Times Square a NYC manda in onda un video in cui chiede a Barbie di tornare insieme. La parentesi di Blaine è finita. Ma Ken in Times Square ci dà la misura di quanto Barbie sia più che un giocattolo, quasi un personaggio pubblico. Vogue le dedica una copertina: Barbie è moda e lifestyle.

La serie di 10 bambole in tubino nero del 2010 è solo l’anteprima della sfilata di moda cui assisteremo nella seconda sezione della mostra.

Qui in una lunga vetrina vediamo le Barbie vestite dai grandi stilisti. C’è la mia Barbie Benetton, per esempio, ma ci sono grandi grandissimi nomi, creazioni eccentriche al limite del fiabesco. Si tratta di esemplari in edizione limitata, veri gioielli che sono stati riuniti insieme apposta per farci sognare, ancora una volta.

Barbie icona fashion, amata dagli stilisti degli ultimi 50 anni

Barbie icona fashion, amata dagli stilisti degli ultimi 50 anni

Poi le serie diventano tematiche: le barbie di ogni tempo che svolgono un mestiere, dal più incredibile, come l’astronauta, al più normale per la ragazza americana degli anni ’70, come la ragazza di un fast food, alla barbie in divisa militare dei tempi della Guerra del Golfo. Segue poi la serie delle Barbie dal mondo: l’italiana, la messicana, la spagnola, l’olandese, l’indiana e la marocchina: tutte edizioni speciali per celebrare la bellezza e la varietà di culture ed etnie. Infine, la serie dei personaggi famosi, del cinema e non solo: la coppia di sposi William e Kate, Cleopatra impersonata da Liz Taylor e Rossella O’hara in tutte le sue versioni, Marylin Monroe e persino Cher. Un universo variegato e da sogno per ogni ragazzina (ed ex-ragazzina) che si rispetti. Una gioia per gli occhi, ma anche un tema di estremo interesse: come una bambola sia al tempo stesso protagonista e testimone della storia del costume occidentale degli ultimi 65 anni.

Info: Barbie the Icon, Roma, Museo del Vittoriano, fino al 30 ottobre 2016

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