Tarifa, il vento nei capelli

Ci sono luoghi di cui ti innamori all’istante. Un colpo di fulmine, proprio come con una persona: la vedi, ti colpisce diritto al cuore, ti innamori.

Azulejos con la costa africana così come la si vede da Tarifa

Azulejos con la costa africana così come la si vede da Tarifa

Per me Tarifa è stato un colpo di fulmine.

E sì che non ha fatto sforzi per farsi piacere: mi ha accolto con un vento fortissimo che a momenti mi solleva da terra, e che mi ha procurato un malditesta da morire. E poi non è proprio la meta adatta a me: io non pratico né surf né kite surf; non sono una grande nuotatrice, anzi proprio per niente e non ho nulla dello spirito hippy che si respira qui. Insomma, sulla carta con Tarifa non ho proprio niente a che spartire. Invece vi giuro che ci tornerei e ci starei molto, molto più tempo. Anzi, mi ci fermerei proprio.

Tarifa, piazza del Vento (un nome particolarmente adatto!)

Tarifa, piazza del Vento (un nome particolarmente adatto!)

Tarifa è un piccolo borgo fortificato sul mare.

Fin qui niente di eccezionale: carino il paesino di casette bianche entro le mura cittadine, suggestivo il castello all’imboccatura del porto così come quell’altra fortificazione che fu poi occupata da casematte durante la Guerra Civile del secolo scorso. Il borgo, accogliente e turistico, è zeppo di localini, baretti, ristoranti, boutiques su boutiques che vendono abbigliamento fricchettone e sportivo. I ristoranti di pesce propongono il tonno più buono che la storia ricordi, ma anche la frittura di pesce più generosa e le crocchette al nero di seppia, irrinunciabili se si cena da queste parti.

L’isola de Las Palmas non si può visitare, così la faticosissima passeggiata alla mercé del vento e degli sputi di mare si risolve davanti ad un cancello sbarrato. L’isolotto fortificato rimane invalicabile. Eppure, in quei 100 m di percorso sul mare, schiaffeggiato da onde, aria gelida e sabbia, sei nel mezzo tra il Mar Mediterraneo da una parte e l’Oceano Atlantico. Questo è il punto in cui le correnti dei due mari si incontrano. Questo è il punto più vicino all’Africa e l’Africa è lì a pochi miglia marine. Estremamente vicina.

La lunghissima spiaggia di inizia da Tarifa e prosegue per 10 km.

La Playa Los Lances di Tarifa. 10 km di spiagge si susseguono ininterrotte lungo la costa, da qui fino a Bolonia

Allora, forse, ciò che più mi attrae di Tarifa è l’idea dell’Africa. L’idea che da questa sponda all’altra ci sia un niente, ma che questo niente, in termini di spazio, sia sempre stato considerato un limite invalicabile. Penso alle Colonne d’Ercole, al valore simbolico che nel mito antico questo confine naturale ha avuto. L’idea di essere qui mi elettrizza, mi fa pensare che se c’è un ombelico del mondo, forse è proprio questo. Mi sembra di vivere un momento storico. Come quando ho visto per la prima volta l’Africa, che mi si è presentata davanti lungo la strada che da Algeciras conduce a Tarifa, così la sensazione è rimasta.

Ma quella è l’Africa! Ti rendi conto? Quella è l’Africa!” continuavo a ripetere quel pomeriggio, cercando di sovrastare l’ululo del vento. E anche quando, in traghetto verso l’Africa, verso Tangeri, ho realizzato che effettivamente stavo attraversando lo Stretto di Gibilterra, ero esaltata come se avessi compiuto chissà che impresa.

Tarifa non è solo il borgo e non è solo l’imbarco per l’Africa.

È anche un territorio bellissimo, fatto di 10 km di spiaggia lungo il versante oceanico, fatto di storia antica e di tradizioni che resistono, fatto di un paesaggio rurale che è pura poesia. L’antica città romana di Baelo Claudia, nella quale sono stati trovati impianti produttivi di lavorazione del pesce, ci dice che la pesca è un’attività millenaria nella zona, così come tutte le attività ad essa collegate (una volta qui producevano il garum, la salsa di pesce, oggi invece a Tarifa c’è un impianto per la conservazione di tonno e acciughe). Le rovine della città romana, affacciate sul mare, sono uno spettacolo suggestivo.

Alla sera, quando l’area archeologica chiude, le mucche si avvicinano ai cancelli, arrivano persino a mangiar l’erba nella rotonda che scende verso la spiaggia. Ciò che mai ti aspetteresti di vedere in un borgo di mare.

Murales sulla spiaggia di Tarfia

Murales sulla spiaggia di Tarfia

Una piccola riflessione. Tarifa è un po’ la Lampedusa di Spagna. Il giorno che non siamo riusciti a prendere il traghetto per Tangeri perché il porto era chiuso per il troppo vento e per il mare grosso, la capitaneria di porto stessa aveva soccorso un gommone di migranti partiti dalla costa africana, talmente disperati da voler prendere il mare ugualmente, nonostante le condizioni meteorologiche avverse. Notizia passata al tg nazionale alla quale però probabilmente non avrei dato peso se non avessi visto, il giorno prima, un murales proprio su questo tema sulla spiaggia di Tarifa. Tarifa è luogo di frontiera, di scambio, di incontro, di tolleranza. Come i suoi abitanti, è senza tempo, se ne frega delle stagioni, rinuncia a litigare col vento che ogni giorno si abbatte implacabile su di essa.

2 thoughts on “Tarifa, il vento nei capelli

  1. Sono stata a Cadiz l’estate scorsa e se avessi avuto un pò più di tempo avrei raggiunto anche Tarifa. Ho visto delle spiagge stupende sul web.. confermi?🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...