Cosa ho amato di Tarragona

Tarragona, in piazza della Cattedrale

Tarragona, in piazza della Cattedrale

È una bella città mollemente adagiata al sole, Tarragona. Città moderna e centro storico convivono senza che l’una soffochi l’altro. Sì, c’è un po’ di traffico in entrata, ma poi, una volta che hai parcheggiato l’auto e cominci a curiosare in giro, ti accorgi che ai tarragonesi piace godersi il sole e il tempo. Così all’ora di cena, o forse un pochino prima, le due belle piazze centrali si animano di localini e di gente seduta ai tavolini che chiacchiera, ride e sorseggia una caña, la birretta, o un vermouth e ci mangiucchia insieme qualche tapas di accompagnamento. I bambini giocano in piazza arrampicandosi sui grossi blocchi di pietra di ciò che resta dei monumenti del foro romano, mentre le mamme chiacchierano tra di loro con gli occhiali da sole, ma senza perderli d’occhio. Una serena vivacità anima questa parte del centro storico, ma basta allontanarsi un attimo, seguire il corso delle mura romane ancora in piedi, e arrivare verso la Cattedrale, per raggiungere un angolo di assoluta quiete.

la dedica funeraria di C. Baebius alla moglie sul muro di una casa di Tarragona

la dedica funeraria di C. Baebius alla moglie sul muro di una casa di Tarragona

La bella cattedrale di Santa Tecla è immersa nel silenzio. Rimane più in alto rispetto al resto del centro, un capolavoro del gotico catalano, superba nel suo isolamento. Un solo ristorantino si trova accanto a lei, ricercato, tranquillo, il cui proprietario colleziona caffettiere dal mondo ed è felice di chiacchierare con degli italiani. Sulla piazzetta della chiesa, sotto il piccolo portico di uno stretto edificio in pietra si aprono altri due localini, poi dalla piazzetta una scalinata scende verso gli alti palazzi e le vie del centro, e qui una ragazza si cimenta in un legoprojectphoto, con i personaggi di Star Wars sullo sfondo della cattedrale.

I palazzi, medievali, nelle loro murature non usano semplici pietre: riutilizzano blocchi, iscrizioni, cippi, lastre della città romana sulla quale si sono insediati. E così capita che, passando, vedi su un muro la dedica funeraria di C. Baebius Myrismus a Fabiae Saturnna uxori optima (moglie ottima): l’estremo saluto pieno, se non di amore, almeno di riconoscenza, alla compagna della vita è vivo per sempre, e per sempre sarà visibile.

L'anfiteatro di Tarragona

L’anfiteatro di Tarragona

Tra i vari monumenti romani che si incontrano in città, il più spettacolare è senz’altro l’anfiteatro, conservato benissimo. A vederlo da fuori sembra che per lui il tempo non si sia fermato, e invece se si è conservato così bene è proprio perché ha vissuto una storia intensissima per tutta l’età medievale e moderna, quando non era più utilizzato per il suo scopo originale: ha ospitato dapprima una chiesa, poi un convento; considerato fin dall’inizio luogo sacro perché vi era avvenuto il martirio di tre santi cristiani, forse proprio questa è stata la sua fortuna, e ci è stato consegnato dopo due millenni in queste condizioni. Se ne sta isolato, come una terrazza sul mare. Sotto di esso passa la ferrovia, poi c’è la gente in spiaggia e più in là il porto.

pesce in vendita al mercato di Tarragona

pesce in vendita al mercato di Tarragona

I castellers. credits Mosaicofchanges on Instagram

I castellers. credits: Mosaicofchanges on Instagram

Che Tarragona sia legata al mare ce lo dimostra una visita al mercato centrale: è un mercato del pesce, praticamente. I tarragonesi qui acquistano a prezzi davvero bassi (rispetto ai nostri) pesci, molluschi e crostacei. Verrebbe voglia, anzi viene voglia, di soggiornare qui per qualche tempo: andare al mercato la mattina, cucinare il pesce, andare a scoprire qualche museo o sito archeologico (come l’acquedotto romano, fuori città), fermarsi la sera per una birretta in piazza e poi tornare a casa e cucinare nuovamente il pesce. Magari venire in città durante una di quelle feste in cui i Castellers costruiscono quelle piramidi umane, i Castells, così pericolose eppure così piene di umanità, di fervore civile e religioso, come li celebra un monumento lungo la Rambla Nova di Tarragona. Ecco, è questa la Tarragona che vorrei vivere la prossima volta che torno. Perché qui ci torno prima o poi, ve l’assicuro.

2 thoughts on “Cosa ho amato di Tarragona

    • Grazie! Ci tenevo a visitare Tarragona, ma non immaginavo che sarei rimasta così ben impressionata! La colloco tra le tappe più belle del mio viaggio in Spagna. Naturalmente è il mio punto di vista personale…

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