La Sagrada Familia, Gaudì e la “Naturaleza”

sagrada familiaIl Temple Expiatori de la Sagrada Familia è uno degli edifici più noti e più rappresentativi di Barcellona. Si tratta di una chiesa, una grande chiesa la cui costruzione fu avviata fin dalla fine del XIX secolo. L’architetto responsabile del progetto fu Antoni Gaudì, nientemeno: colui che negli anni successivi diventerà il massimo rappresentante del Modernisme, la corrente architettonica che caratterizzerà così fortemente gli anni ’20 del Novecento catalano.

Gaudì ha lasciato una fortissima impronta in città: Casa Güell lungo la Rambla e Park Güell alle spalle di Barcellona, Casa Batllò e la Pedrera lungo il Passeig de Gracia sono i luoghi principali cui si lega il nome dell’architetto. Ma l’edificio cui egli dedicò la maggior parte del suo tempo e del suo impegno fu proprio la Sagrada Familia.

Sagrada Familia 1915.jpg
La Sagrada Familia in costruzione, 1915 – Di sconosciuto – Maria Antonietta Crippa: Gaudí, Taschen, Köln, 2007, ISBN 978-3-8228-2519-8, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3561028
Luce che filtra attraverso le vetrate colorate

Luce che filtra attraverso le vetrate colorate

Il tempio è tuttora in costruzione: un po’ per via del progetto, davvero complesso, dei fondi che finirono troppo presto già dopo pochi anni dall’avvio dei lavori, dell’interruzione e parziale distruzione nel 1936 poco prima della Guerra Civile Spagnola; anzi, in quell’occasione fu bruciata la cripta della chiesa che fungeva da laboratorio e dove erano custoditi i disegni di Gaudì. Una grave perdita che certo influì sul prosieguo della costruzione, i cui lavori ripresero nel 1944.

Oggi la Sagrada Familia è in continuo divenire: non solo non è ancora ultimata, ma viene restaurata man mano che passa il tempo e viene adattata alle nuove esigenze in materia di accessibilità e sicurezza. Così, ad esempio, le torri all’interno della chiesa, che erano ultimate già sotto la direzione di Gaudì, e alle quali si poteva accedere ancora 15 anni fa, oggi sono state completamente rifatte: è stata sostituita la scala a chiocciola e accanto viene realizzato un ascensore; luci al led illuminano oggi al posto dei lampadari che inizialmente dovevano esserci; e l’elenco potrebbe proseguire.

Uno scalpellino al lavoro sull'esterno dell'edificio

Uno scalpellino al lavoro sull’esterno dell’edificio

Delle tre facciate che completano la chiesa, la prima, quella della Natività, fu realizzata già sotto Gaudì; quella diametralmente opposta, dedicata alla Passione di Cristo, è stata realizzata invece solo nel 1987, mentre l’ultima facciata è ancora in fase di realizzazione. Gli operai e gli artisti lavorano a stretto contatto sulle impalcature mentre al di sotto passano mandrie di turisti che vogliono visitare questa grande “incompiuta”.

L’interno della chiesa è alto, maestoso, bianco, luminoso, arioso. Le grandi vetrate che animano da un lato e dall’altro la navata donano una luce dai toni caldi su un fronte e freddi sull’altro: il rosso e l’arancio contro il verde e l’azzurro. Le colonne sembrano alberi che in cima, in corrispondenza delle volte, si ramificano in tante nervature luminose che danno vita a un soffitto che sembra più una foresta. Tutta bianca, ovviamente.

Le due facciate sono diversissime per stile. Quella della Natività è un affastellarsi di personaggi e di episodi evangelici il cui culmine è proprio la scena della Sacra Famiglia, mentre intorno si dispongono gli altri personaggi e le altre scene compresa quella, intensissima, della Strage degli Innocenti. La facciata della Passione invece è più arida, le figure spigolose rendono bene il dolore che è dolore di tutta l’umanità e la sofferenza del Cristo e di tutti i personaggi coinvolti. Intensissima anche qui la scena di Pilato che se ne lava le mani e particolare l’idea di rendere la Veronica senza volto, mentre mostra il volto di Cristo impresso sul suo panno. La facciata della Gloria, che sarà la facciata principale, non è ancora stata realizzata.

Dettagli delle facciate della Sagrada Famila

Dettagli delle facciate della Sagrada Famila

È bellissimo, e potrebbe anche sembrare fuori tema, il portale di accesso alla chiesa dalla facciata della Natività: le ante sono verdi, un bosco di foglie a rilievo sulle quali trovano posto lumache, coccinelle, ranocchie, api e tartarughine, in un curioso esercizio di stile che probabilmente vuole celebrare in Cristo una nuova rinascita della vita attraverso le sue creature più piccole, eppure anch’esse parte del Creato.

Dettagli sul portale della Sagrada Familia

Dettagli sul portale della Sagrada Familia

Una costante di Gaudì, che si respira anche altrove nelle sue realizzazioni, ma che qui è lampante e raggiunge esiti altissimi, è il costante riferimento e la costante ispirazione alla natura. La naturaleza guida ogni passo dell’architetto: dalle decorazioni agli elementi strutturali, ai calcoli matematici e all’osservazione delle leggi fisiche: per le colonne si ispira agli alberi, per le scale a chiocciola alle chiocciole, per l’appunto; e poi prende spunto dalle cellette degli alveari, dalle nervature delle foglie, ricerca e trova insomma nella natura i principi cardine della sua arte. Questi aspetti sono spiegati in una piccola ala della Sagrada Familia, adibita a museo, nella quale sono riuniti gli elementi naturali che ispirarono Gaudì e le realizzazioni che creò a partire da quegli elementi: un approfondimento molto interessante per comprendere meglio questo geniale architetto catalano.

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