#PoggioaCaiano2016: ed è subito instameet

La villa medicea di Poggio a Caiano

La villa medicea di Poggio a Caiano

Che week-end quello del 17-19 giugno! Prima ho partecipato al blogtour promosso per #eatPrato, poi domenica ho partecipato all’instameet #poggioacaiano2016, organizzato dagli Igers Prato con il Comune di Poggio a Caiano (PO), che aveva l’obiettivo di promuovere il notevole patrimonio culturale della cittadina. Una cittadina di campagna, se vogliamo, che sorge intorno ad una villa medicea e alle sue pertinenze.

Proprio la villa è stato il fulcro dell’instameet. Ma non solo. Perché la prima visita che abbiamo fatto la mattina, armati di fotocamera e tutti intenti a “spolliciare”, come ha detto il giovane e appassionato assessore alla cultura del Comune, è stata al Museo Ardengo Soffici. Esso in effetti è allestito nelle Scuderie Medicee adiacenti le mura di cinta della villa, però ha un’identità a se stante, e un valore documentario incommensurabile.

Paesaggio Toscano, Ardengo Soffici

Paesaggio Toscano, Ardengo Soffici

Il Museo Ardengo Soffici e del Novecento Italiano è interamente dedicato alle opere di questo pittore toscano che nacque a Rignano sull’Arno, ma che a Poggio a Caiano crebbe e si formò. E qui tornò dopo aver soggiornato 7 anni a Parigi, città nella quale c’era gran fermento artistico negli anni a cavallo del Novecento. Ma lui, che era partito dall’Italia macchiaiolo, e che nella capitale francese aveva incontrato il Cubismo ai suoi primi vagiti e aveva accolto l’Impressionismo, in particolare nell’opera di Cezanne, decise ugualmente di rientrare. A Firenze, nel 1910 organizzò una mostra sugli Impressionisti, e la sua adesione a questo movimento è ben evidente nella sua opera Trasporto Funebre, ambientata proprio a Poggio. Ebbe poi uno scontro che non fu solo verbale con i Futuristi (li stroncò in una critica sulla rivista letteraria La Voce, e i Futuristi scesero a Firenze apposta per pestarlo, cosa che fecero davanti al Caffé Letterario Giubbe Rosse), con i quali poi fece pace avvicinandosi anche alla loro poetica, ma rimanendone comunque sempre distaccato.

Il salone di Leone X, splendore dell'arte rinascimentale

Il salone di Leone X nella villa medicea di Poggio a Caiano: splendore dell’arte rinascimentale

In museo sono esposte opere varie: ritratti di grandi dimensioni, paesaggi, addirittura affreschi su muro, insieme alle riviste letterarie sulle quali scrisse e agli schizzi che realizzò nel corso della sua attività. Parlare di Ardengo Soffici vuol dire parlare della pittura del Novecento Italiano proprio per la grande rete di contatti che ebbe nel corso della sua vita con i principali esponenti dei vari movimenti artistici italiani e per il ruolo che esercitò come critico, oltre che come pittore. Il mondo che egli predilige (lo dice anche in un video che è possibile vedere in una saletta a parte) è quello contadino, delle case coloniche, del mondo di campagna in cui è cresciuto. Tra i dipinti esposti spicca la Natura morta con popone (melone, per chi è di fuori Firenze), realizzata in una tecnica a piastre di zinco che colorava e imprimeva sulla tela, replicando così i vari elementi (in questo caso le bottiglie) e il Paesaggio Toscano che realizza per Rodolfo Siviero, personaggio fiorentino che nel secondo Dopoguerra ebbe un ruolo chiave per il recupero delle opere d’arte trafugate dai Nazisti.

Uno splendido soffitto a pergolato nella sala del biliardo della villa

Uno splendido soffitto a pergolato nella sala del biliardo della villa

L’instameet procede alla Villa Medicea, poco distante. Un alto muro separa la villa dalla strada; varcato il cancello una parte del giardino conduce davanti alla facciata, che ha due scalinate laterali che conducono al piano superiore, sopra il quale spicca un frontone con un fregio in ceramica bianca e blu che raffigura il percorso dell’anima, dalla nascita alla morte, attraverso una rappresentazione complicata fatto di riferimenti a miti e allegorie non troppo chiare agli studiosi.

L’interno della villa è sfarzoso fin dalla prima sala che funge quasi da anticamera a ciò che seguirà. Segue un piccolo teatro, seicentesco ma rifatto nell’800, con un piccolo gradevolissimo palco. Si dice che Paganini si esibì qui. A seguire una sala da biliardo il cui soffitto affrescato come se fosse un pergolato aperto su un cielo azzurro è una gioia per gli occhi. Seguono poi gli appartamenti di Bianca Cappello, che fu prima amante e poi moglie di Francesco I Medici e che insieme a lui morì in circostanze misteriose (forse avvelenati con l’arsenico? Forse uccisi dalla malaria nonostante una cura a base di arsenico?). Certo la sala principale è al piano superiore: il Salone di Leone X, affrescato da pittori del calibro di Alessandro Allori, di Andrea del Sarto e del Pontormo e aperto con quattro finestre sui quattro lati a guardare il paesaggio. La villa fu il modello per tutte le successive ville signorili di campagna: una villa finalmente aperta verso il paesaggio e non chiusa in se stessa come succedeva prima, in età medievale, quando lo spazio esterno era il cortile. Qui invece oltre il grande giardino c’è un intero territorio sul quale lo sguardo può spaziare, fino a Firenze.

Uccelli esotici ed europei, Francesco Bimbi

Uccelli esotici ed europei, Pietro Neri Scacciati, Museo della Natura Morta

Non sembra vera quella mosca sul melone? Estrema bravura dei pittori di nature morte alla corte dei Medici

Non sembra vera quella mosca sul melone? Estrema bravura dei pittori di nature morte alla corte dei Medici

Al secondo piano dell’edificio è poi esposto il Museo della Natura Morta, una singolare esposizione di una collezione tutta medicea che rivela l’interesse dei Signori di Firenze per la varietà della natura, sia essa fatta di fiori, piante e frutta, che di animali, possibilmente esotici. Tra i vari vasi di fiori o i canestri di frutta, alcune opere sono davvero incredibili: come la Cena in Emmaus, il cui titolo fa riferimento ad una scena che nell’economia del dipinto occupa un angolino, mentre tutto il resto è dedicato alla cucina nella quale si preparano i cibi per la cena; oppure come il dipinto Uccelli esotici ed europei di Pietro Neri Scacciati, che raffigura un casuario, animale che vive soltanto in Australia (all’epoca non ancora scoperta) e in Nuova Guinea; oppure come, e sono i dipinti più incredibili, quelli che raffigurano canestri e canestri solo di pere, o solo di mele, di qualità tutte diverse tra loro, con un’elencazione molto didascalica del mese di produzione, come si poteva trovare negli erbari seicenteschi.

Limoni, limoni e ancora limoni. I Medici adoravano queste rappresentazioni "didascaliche" delle varietà dei frutti

Limoni, limoni e ancora limoni. I Medici adoravano queste rappresentazioni esuberanti di frutta

Infine, le bellissime collezioni di limoni e agrumi riportano su tela l’interesse dei Medici per questo tipo di coltivazione. Ogni villa e giardino mediceo aveva la sua limonaia più o meno grande e la villa di Poggio a Caiano non era da meno. Un patrimonio di piante davvero ricchissimo: peccato che molte essenze e varietà si siano perse nel tempo, anche se ultimamente c’è il progetto e l’intenzione di recuperarne il più possibile.

Dopo un pranzo pantagruelico alla Pasticceria Roberta e un’acquata che ci ha impedito di recarci nell’oasi naturalistica Le Buche e di godere più di tanto del bel giardino della villa, abbiamo concluso la giornata con un brindisi con il vino di Carmignano che, come vi dicevo nello scorso post, quest’anno compie 300 anni.

4 thoughts on “#PoggioaCaiano2016: ed è subito instameet

  1. Che bello che deve essere, oltre alla villa anche la collezione dev’essere splendida..volevo partecipare anche io, ma alla fine non ce l’ho fatta.. sgrunt!

  2. Pingback: Palazzo Pretorio, il museo della città di Prato | Maraina in viaggio

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