Comacchio, la piccola Venezia sull’acqua

Comacchio. Riflessi sull'acqua

Comacchio. Riflessi sull’acqua

Se vi chiedo di dirmi la prima città italiana che vi viene in mente costruita sull’acqua e sui canali, voi mi rispondete senza neanche pensarci: Venezia! E se ve ne chiedo un’altra? Esitate un attimo prima di rispondere. In effetti Comacchio non è famosa quanto Venezia, eppure è anch’essa costruita su canali le cui sponde sono collegate da ponti, proprio come a Venezia.

Siamo sul Delta del Po, in una zona che è un paradiso naturalistico, ma che fino a 90 anni fa era una grande immensa palude insalubre. Le valli di Comacchio non erano esattamente un luogo piacevole dove vivere: malaria, aria malsana, putridume, tutto ciò che ci viene in mente per un terreno paludoso. Un luogo incolto e incoltivabile, che a partire dagli anni ’20 cominciò ad essere bonificato: al fango venne sottratta un immensa terra che fu destinata all’agricoltura. Attraversarla, oggi, fa effetto: una piana ordinata, che si stende a perdita d’occhio, ogni campo dedicato alla sua propria coltura, filari di alberi in lontananza a segnare confini, canali d’irrigazione, e strade diritte per km e km, che svoltano ad angolo retto, sempre seguendo i confini dei campi. L’ultimo tratto, lungo un canale più ampio, è tanto bello naturalisticamente quanto invaso da nugoli di zanzare! Eppure i ciclisti procedono tranquilli, beati lungo la pista ciclabile che consente di immergersi davvero in questa natura incontaminata.

Papaveri lungo i canali del Delta del Po

Papaveri lungo i canali del Delta del Po

Il centro di Comacchio non è molto grande. Molto ordinata, poco frequentata: il corso principale, su cui affaccia il Duomo, con la sua torre campanaria che somiglia ad un faro e la Loggia del Grano, è quello con più vita, mentre i ristoranti si dispongono lungo i 2 canali laterali, fino a convergere nel Ponte di Trepponti, un grande ponte triplo, sotto il quale passano 3 canali differenti. Questo ponte, chiamato anche Ponte Pallotta, fungeva da porta fortificata della città lungo il canale che collega direttamente con l’Adriatico. Fu costruito nel 1638, periodo al quale risale la riqualificazione urbanistica di Comacchio, responsabile dell’aspetto attuale del centro.

Il Trepponti di Comacchio

Il Trepponti di Comacchio

Nel resto del centro storico tutto tace: i suoi canali sono silenziosi anche di sabato pomeriggio, e passeggiare qui ha un che di piacevole e rilassante. Certo Comacchio non è una località turistica caotica, casomai è il capoluogo dal quale partire per le girate in bicicletta.

La sua storia è lunga, inizia in età etrusca quando fu fondato, qui vicino, l’emporio commerciale di Spina, rinvenuto durante i lavori di bonifica degli anni ’20. In età romana da qui passavano le navi che risalivano il corso del Po per raggiungere gli altri centri dell’interno. E infatti a Comacchio si trova il Museo della Nave Romana, una nave da carico che ha restituito l’intero suo contenuto: anfore, vasellame, persino degli ex-voto a forma di tempietto, oltre a tutta la dotazione di bordo per l’equipaggio.

E poi ci sono le anguille. Ma questa è un’altra storia.

La Manifattura Marinati di Comacchio

La Manifattura Marinati di Comacchio

È una storia che però è l’anima stessa di Comacchio, legata alla sua economia e allo sfruttamento delle risorse del territorio. L’anguilla vive nei canali del Delta del Po. Da sempre viene pescata ed è piatto tipico di queste parti: grigliata, marinata o in brodetto, non c’è ristorante che non la proponga. Un tempo in Comacchio vi erano vere e proprie manifatture per la produzione dell’anguilla marinata, da destinare a conservazione. Una di queste è stata trasformata in museo. È la Manifattura Marinati. Il museo ospita al primo piano una sala audiovisivi dove viene raccontato il processo di pesca e marinatura attraverso alcuni video e immagini d’epoca e con spezzoni del film “La donna del fiume” con Sofia Loren nei panni di una lavorante della manifattura. Al piano terra invece sono allestite le barche con le quali i pescatori solcavano i canali, le ceste nelle quali raccoglievano le anguille e infine, nella sala più rappresentativa, perché vera e propria anima della manifattura, i forni, nei quali venivano arrostite le anguille, fatte a tocchi e infilzate su lunghi spiedi. L’odore della fumigatura impregna ancora l’aria, nonostante siano decenni ormai che la struttura è stata defunzionalizzata: ma l’esperienza è senza dubbio immersiva! Il prodotto finito veniva poi inscatolato in latte colorate come se ne vedono anche a vendere per Comacchio. E a me tutto ciò ha ricordato tantissimo Swallow Marinata: avete presente l’isola sulla quale si svolge il film d’animazione Piovono Polpette? Quell’isola che campa della pesca e della vendita di sardine in scatola mi ha ricordato tantissimo questa produzione peculiare di Comacchio, e questa somiglianza mi ha messo allegria.

Propositi per il futuro? Tornare sul Delta del Po, questa volta facendo qualche bella escursione naturalistica, magari in battello lungo i canali, oppure a piedi o in bicicletta lungo i percorsi prefissati, immersi nella natura così particolare della foce del fiume più lungo d’Italia.

2 thoughts on “Comacchio, la piccola Venezia sull’acqua

  1. Bellissimo post (e foto !)
    ci sono stato qualche anno fa e mi era piaciuta moltissimo, nonostante il maltempo che avevamo incontrato…
    Ciao ciao
    Max

    • Grazie! La cosa che più mi è piaciuta, poi, è che è molto tranquilla, poco affollata dai turisti, esattamente il luogo dove si vorrebbe vivere…🙂

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