3 giorni in Umbria, dove ci porta il vento

È possibile visitare tutta l’Umbria in 3 giorni? Noi ci abbiamo provato e la risposta è sì. Per farlo abbiamo scelto le mete più rappresentative della regione, descrivendo un percorso che da Nord ci ha portato in fondo all’Umbria, per poi risalire verso il centro, puntare decisamente a Est e ritornare quindi a concludere il nostro giro in direzione Nord.

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Le mete che abbiamo toccato, e che a mio parere sono le più indicative per farsi un’idea di questa terra in così poco tempo, sono state Orvieto, Todi, Cascata delle Marmore presso Terni, Spoleto, Gubbio, Assisi e infine Perugia.

Abbiamo fatto un tour che si può svolgere in entrambe le direzioni, dall’inizio alla fine, perché il percorso è (molto più o meno) circolare. Scendendo dalla Toscana in autostrada, infatti, le opzioni che si presentano sono due: uscire dall’A1 a Bettolle-Sinalunga e (senza farsi distrarre dall’outlet Valdichiana) imboccare la superstrada in direzione Perugia che costeggia il Lago Trasimeno, oppure proseguire in autostrada, e raggiungere così la prima meta del viaggio: Orvieto.
Noi abbiamo percorso questa seconda opzione, e abbiamo fatto di Orvieto la prima tappa.

Il duomo di Orvieto

Il duomo di Orvieto

A Orvieto ci siamo lasciati affascinare dal suo immenso Duomo gotico, che racconta la storia del miracolo del Corporale, in seguito al quale è nata la festa cristiana del Corpus Domini, e ci siamo calati nell’abisso del Pozzo di San Patrizio, riemergendo, affaticati, 248 scalini dopo. Non ci siamo soffermati invece ad approfondire il passato etrusco della città, che si incontra già risalendo il massiccio tufaceo su cui Orvieto sorge, nella necropoli di Crocefisso del Tufo, e nel museo Faina, di fronte al Duomo. Da Orvieto, guardando il panorama al di sotto di noi, la valle del Tevere è dolce e verdeggiante, segnata da vigneti che producono il vino della zona, l’Orvieto, appunto.
Lasciamo Orvieto e pieghiamo verso Todi. Qui la strada costeggia il Lago di Corbara, un lago artificiale chiuso da una diga. Un paesaggio lacustre inedito, una sorpresa per noi che non ci aspettavamo un lago da queste parti. Peccato che il tratto che costeggiamo sia un po’ disordinato e che la spiaggetta in cui ci caliamo sia molto sporca. Accidenti a chi va a fare picnic e non si porta via la propria spazzatura.
Todi ci accoglie nel pomeriggio inoltrato. Nella grande piazza centrale, sulla quale affaccia sia il palazzo medievale del potere civile, che la cattedrale, ci affascina proprio quest’ultima, posta in alto, in cima a una scalinata, e con la facciata quadrata, così particolare: sembra tronca, tagliata, invece (scopriremo poi) è una caratteristica comune a molte chiese umbre. Scendiamo poi per i vicoli stretti sui quali affacciano edifici in pietra medievali segnati dal tempo: qui una finestra tamponata, lì un arco tagliato da una porta… Passiamo attraverso la porta etrusca e notiamo che le strutture antiche sono state sfruttate nel medioevo come fondazione degli edifici successivi. Anche a Todi gli Etruschi sono presenti, e anche se l’opera più importante, la statua in bronzo del Marte di Todi, sta ai Musei Vaticani, la sentono molto. Riusciamo a perderci per le viuzze anche qui, e risaliamo dalle mura mentre il sole va calando. Per cena spizzichiamo un tagliere alla Vineria San Fortunato, bevendo un rosso del territorio (anche se qui producono il grechetto di Todi, che è un bianco); la notte troviamo una camera in un casale, il Donnarita, a Cecanibbi, nella campagna tuderte. Ma la bellezza della campagna che ci circonda la scopriamo solo la mattina dopo, quando imbocchiamo la via per Terni e la Cascata delle Marmore. Vigneti e dolci colline, campi di papaveri e boschi: un paesaggio verde e rigoglioso che mette proprio la gioia nel cuore.

La cascata delle Marmore

La cascata delle Marmore

Le Cascate delle Marmore si trovano nella Valnerina. Per raggiungerle si costeggia il fiume Nera, sul quale si trova una centrale idroelettrica e che è percorso da numerosi itinerari naturalistici. Volendo si può decidere di trascorrere immersi nella natura l’intera giornata, oppure di concentrare la visita alle cascate avendo cura di capitarvi nelle ore in cui apre del tutto il suo flusso d’acqua: dalle 12 alle 13 oppure dalle 16 alle 17. Durante il giorno infatti l’acqua è regimentata e solo a questi due orari viene liberata in tutta la sua potenza. Sentieri nei boschi e belvedere strategici consentono di meglio apprezzare lo spettacolo naturale delle cascate più alte d’Europa.

Quando ripartiamo puntiamo verso Spoleto, altro gioiello dell’Umbria medievale. La città ci accoglie col sole. La città si sviluppa in salita, in alcuni tratti sopra i resti di edifici e di strade romane, come nel caso del tempio di S.Ansano, fino alla bellissima prospettiva sul Duomo. Arriviamo fino in cima, alla rocca di Albornoz. Per salire approfittiamo dell’ascensore pubblico e da qui godiamo del panorama sulla valle circostante, compreso l’altissimo ponte che conduce al Ponte delle Torri, uno spettacolare ponte/acquedotto: è una delle attrazioni di Spoleto, ma noi ci accontentiamo di vederlo dall’alto.
gubbio In serata raggiungiamo Gubbio, piuttosto lontana da Spoleto. Facciamo un brevissimo giro fino al Palazzo Comunale e alla sua bella terrazza panoramica, ma il freddo pungente ci fa tornare sui nostri passi.
Torniamo nel borgo la mattina successiva.
Case in pietra, le cui pareti raccontano anche qui, nelle finestre tamponate, allargate e ristrette, negli archi alzati e ribassati, negli inserimenti di mattoni, nei soffitti voltati, una storia lunga secoli. Ritorniamo al Palazzo Comunale e alla sua scenografica terrazza, vaghiamo ancora una volta senza meta tra le vie del centro, arriviamo in fondo al borgo e risaliamo fino a percorrere la via degli Orti della Cattedrale, che domina dall’alto i tetti della città e che costituisce una via alternativa all’ingresso nella chiesa principale di Gubbio. Un duomo romanico, spoglio e altero, di una semplicità che intimorisce. Davanti a sé neanche una piazza, e subito si eleva il palazzo ducale: potere civile e potere religioso si contendono il luogo più alto della città.

Assisi, Basilica Superiore

Assisi, Basilica Superiore

Arriviamo ad Assisi per una via bellissima che sale e poi scende dolcemente per colline che sembrano uscite dalla mano di un pittore: un paesaggio così rassicurante, intervallato da pochissimi abitati di pochissime anime. L’arrivo ad Assisi, invece, è dal lato del centro industriale, dove si trova S.Maria degli Angeli, la grande chiesa che ospita la Porziuncola. Questa è una minutissima cappella, tanto piccola quanto importante per la storia della Chiesa: è infatti la cappella che San Francesco ricevette in sogno di dover restaurare, ed è in sostanza il primo dei luoghi francescani che chi viene in pellegrinaggio ad Assisi deve visitare.

Il Cristo di San Damiano nella chiesa di Santa Chiara ad Assisi

Il Cristo di San Damiano nella chiesa di Santa Chiara ad Assisi

Secondo il consueto schema delle città umbre, Assisi sorge su un massiccio montuoso che si eleva dalla pianura. Si riconosce da lontano il complesso della Basilica di San Francesco, basilica doppia, inferiore, che ospita la tomba del Santo, e Superiore, affrescata da Giotto. Ma ben altre chiese si trovano in città, tutte legate al culto francescano: tra queste la Chiesa di S.Chiara è la più importante: qui è narrata, tutto intorno alla tomba della santa, la vita di colei che fu forse la persona più vicina a Francesco, e il suo corrispettivo femminile. Fondò infatti un ordine religioso femminile, non potendo essa stessa entrare a far parte di quello maschile fondato da Francesco. La chiesa ospita poi, in una cappella laterale, il cosiddetto Cristo di San Damiano, anch’esso fondamentale per il culto del Santo. Il borgo, ben curato, è un po’ troppo turistico per i miei gusti.

Perugia, piazza IV Novembre

Perugia, piazza IV Novembre

Arriviamo a Perugia nel pomeriggio, più per la voglia di non chiudere ancora i 3 giorni che altro. Perugia per noi diventa una passeggiata attraverso il centro, una passeggiata che ci porta fino in centro, fino al corso che conduce a piazza IV Novembre, sulla quale affaccia la Sala dei Notari, il Duomo di San Lorenzo, e che è dominata dalla famosa Fontana Maggiore, opera di Nicola Pisano, della fine del XIII secolo. Passeggiamo per le viuzze limitrofe, che scendono e risalgono e convergono verso la piazza. Ci sporgiamo dai punti panoramici che qua e là si aprono sul territorio circostante e sul resto della città, infine, al tramonto torniamo verso l’auto. La città si presta ad essere percorsa senza una meta precisa, ogni angolo rivela qualche sorpresa e qualche dettaglio da ricordare.

Il nostro tour dell’Umbria si conclude con il tramonto che ci accompagna mentre costeggiamo il Lago Trasimeno risalendo verso la Toscana. Non è escluso che presto verremo anche qui.😉

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