Quando la natura è uno spettacolo: le Cascate delle Marmore

Se volete assistere a un autentico spettacolo della natura, sapete cosa dovete fare: dovete venire in Umbria, vicino Terni, alle Cascate delle Marmore.

La cascata delle Marmore

La cascata delle Marmore

Che poi proprio natura naturale non è, visto che le cascate sono il frutto di un intervento umano. Sì, perché fu il console romano Marco Furio Dentato nel III secolo a.C. che ne ordinò la realizzazione facendo defluire le acque del fiume Velino nel sottostante fiume Nera. Se qualcuno avesse ancora dubbi sulle capacità ingegneristiche dei Romani, ora si deve ricredere! Nei secoli, poi, è da registrare l’intervento di Antonio da Sangallo il Giovane (sì, lo stesso del Pozzo di San Patrizio di Orvieto), il quale fece costruire altri canali per deviare le acque, che spesso erano ostruite da centinaia di anni di depositi calcarei. Un altro intervento è quello degli inizi del Novecento, quando il Genio Civile fece realizzare una galleria che conduce all’attuale belvedere degli Innamorati. Infine, la centrale idroelettrica di Galleto segna il definitivo controllo dell’uomo sul territorio, nel totale rispetto, però, della natura.

La cascata prima di mezzogiorno

La cascata prima di mezzogiorno

Marco Furio Dentato ha fatto un bel lavoro: si tratta infatti delle cascate più alte d’Europa, 165 m di dislivello divisi in 3 salti. Al tempo stesso, però, si tratta di cascate controllate, ovvero  di cascate non lasciate libere di riversare nel loro letto tutta la potenza della loro portata d’acqua per tutto il giorno. Ciò è dovuto al fatto che le acque sono sfruttate dalla vicina centrale elettrica, posta lungo il Nera e visitabile. Al di sopra delle Cascate, il Lago di Piediluco funge da bacino idrico per la centrale, che esiste dal 1929.
Le Cascate sono visitabili con un biglietto giornaliero di 10 € che consente oltre che di vedere i salti dell’acqua anche di compiere vari percorsi nel bosco circostante. Proprio per via del loro regime controllato, le Cascate aprono solo 2 volte nel corso della giornata: alle 12 (fino alle 13) e alle 16 (fino alle 17). L’acqua scorre per tutto il giorno, ovviamente, ma è ridotta al livello di un torrente, mentre è solo in questi due momenti che diventa spettacolare: allora si alza una nube di goccioline d’acqua che si vaporizza su chiunque intorno e il volume d’acqua aumenta in maniera esagerata, sviluppando una potenza inimmaginabile: chi ci sta sotto si lava dalla testa ai piedi, ma vale la pena di fare questa doccia, davvero. Una sirena avverte, a partire da 20 minuti prima, che si appressa l’ora: un messaggio a tutti i visitatori del parco delle cascate, di portarsi in un punto panoramico utile, o al contrario, di mettersi in salvo dalla pioggia vaporizzata.

Tra le tante possibilità di sentieri che corrono tutt’intorno alle cascate, percorriamo il sentiero numero 1 che risale il corso dell’acqua fino in cima al salto, dove un punto panoramico, il Belvedere Specola Pio VI consente di vedere dall’alto questo spettacolo naturale. Lungo il sentiero si incontra il belvedere degli Innamorati, un piccolo spazio alla fine di una galleria scavata agli inizi del Novecento. Il percorso è immerso nel verde, per nulla difficile, fattibile anche con scarpe non propriamente da trekking (anche se, certo, è sempre meglio essere attrezzati). Tra le foglie, i tronchi degli alberi e la terra, si distinguono vivacissimi i piccoli ciclamini selvatici, così lilla da sembrare innaturali, e invece sono una delle cose più autentiche e poetiche qui. Soffermarsi ad ammirarli non è una perdita di tempo, né una scusa per riprender fiato. È un modo per rendere omaggio alla bellezza che la natura sa offrirci soprattutto nelle piccole cose.

ciclamini selvatici

ciclamini selvatici

Lo spettacolo delle Cascate, finalmente libere, a mezzogiorno, di riversare tutta la loro potenza nel bacino sottostante, vale l’attesa e ripaga della fatica della salita. L’acqua non arriva di botto, ma aumenta gradualmente, quasi impercettibilmente. Da rigoglio diviene boato, una nuvola bianca si alza e tutto intorno si trasforma. Un’esperienza che difficilmente si dimentica.

Volendo, la visita alle Cascate può essere molto più lunga del semplice “arrivo, vedo le cascate aperte e riparto“. La Valnerina offre una serie infinita di possibilità di percorsi naturalistici ai quali alternare incontri più “culturali”: innanzitutto, lungo lo stesso corso del fiume Nera, e raggiungibile a piedi lungo la strada provinciale (che costeggia il fiume) si raggiunge la centrale idroelettrica di Galleto. Ma anche il lago di Piediluco, che sovrasta le Cascate, è un ottimo punto di partenza e di arrivo di escursioni. Tra l’altro, le Cascate delle Marmore hanno un accesso anche dall’alto, dal lato del Lago di Piediluco, proprio a sottolineare l’origine di questo salto.

Pausa pranzo rinfrancante dopo questa scorpacciata di natura? Noi abbiamo pranzato da I ribelli di Campagna, l’esperienza culinaria più divertente degli ultimi anni. Tra le varie pietanze abbiamo provato la pajata, intestini di vitellino da latte che mai ha toccato erba durante la sua brevissima vita; poi i fegatini, gli arrosticini e varie altre prelibatezze dalla griglia e dalla brace.
Per apprezzare al meglio la natura ci vuole la panza piena, c’è poco da fa’!😀

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