Una mattinata a Orvieto

Orvieto la vedi da lontano mentre viaggi sull’A1: è costruita su un massiccio tufaceo e l’occhio più esperto può individuare subito la silhouette del duomo, un grande edificio gotico che costituisce l’attrazione della città. Mentre con l’auto saliamo alla rocca, il paesaggio ci regala la valle del Tevere e i vigneti lungo il pendio: questo è territorio di produzione del vino Orvieto, un bianco piuttosto noto a livello nazionale.

Il duomo di Orvieto

Il duomo di Orvieto

Vi racconto la nostra passeggiata alla scoperta di Orvieto in una mezza giornata di metà aprile.
A Orvieto parcheggiamo in piazza Roma e da qui ci inoltriamo alla scoperta del borgo. Un borgo medievale, di case in tufo costruite sul tufo. I blocchi di pietra sono squadrati, tutti uguali, e le murature sono regolarissime, animate da finestre e balconcini. Il corso principale è la via sulla quale affacciano negozi e attività commerciali, ma fuori da esso il borgo non sembra aver risentito (negativamente) del turismo. Incontriamo per prima cosa Palazzo del Popolo, il palazzo del potere civile nel quale aveva sede il Capitano del Popolo. Un busto di Adolfo Cozza ci spinge a interrogarci su chi sia questo personaggio, al quale, più avanti, troviamo intitolata una via e il palazzo natìo. Lo scopriamo: è stato un archeologo, responsabile di una serie di importanti ritrovamenti etruschi a Orvieto. Già, Orvieto e gli Etruschi: impossibile, parlare di questa città senza accennare al suo passato più antico. Orvieto fu un importante centro etrusco. Tracce del suo passato si colgono già salendo lungo la rocca, dove si trova la necropoli etrusca di Crocefisso del Tufo, e in città nella piazza principale, di fronte al Duomo, dove si trova il Museo Etrusco Faina.
Ci facciamo guidare dai nostri piedi lungo i vicoli e per le vie del centro: sicuramente non percorriamo la strada più veloce, ma così assaporiamo meglio la città. Quando arriviamo al Duomo, da una viuzza che consente di percepire solo una stretta porzione centrale della facciata, l’emozione è forte. La facciata del Duomo di Orvieto è grandiosa, come del resto è grandioso tutto l’interno: una cattedrale gotica a tutti gli effetti. La facciata, a fasce bianche e nere, è tripartita da 4 pilastroni e termina con 3 cuspidi decorate, di cui il centrale più ampio. Nel centro si colloca un rosone, mentre i frontoni e le varie nicchie sono decorate a mosaico con fondo oro e azzurro. Il bianco, il nero, l’oro e l’azzurro sono i colori che risaltano e che si imprimono nella mente. Il livello inferiore, quello dei tre portali d’ingresso (si accede dal laterale destro, in corrispondenza della biglietteria all’interno) è decorato invece a bassorilievi elaboratissimi che raccontano tutta la storia dell’uomo in chiave biblica: dalla Creazione al Giudizio Finale.

Duomo di OrvietoEntriamo (biglietto 3 €). Dentro uno spazio ampio e altissimo ripartito in 3 navate, con il soffitto a capriate in legno, l’occhio è subito attratto dalla vetrata dell’abside, contornata da affreschi rappresentanti le storie di Cristo, quindi dalle due cappelle nei transetti. Quella di destra, la Cappella di San Brizio, patrono di Orvieto, affrescata dal Beato Angelico e da Luca Signorelli è percorsa da un Giudizio Universale e dal coro degli angeli, degli apostoli, dei martiri, dei profeti, ecc., e da una Pietà, molto toccante. Ma la cappella più bella è senz’altro quella del Corporale. Qui si celebra un miracolo che avvenne tra Orvieto e la vicina Bolsena, e che sta alla base della costruzione del Duomo: durante la celebrazione di una messa al momento della consacrazione dell’Ostia, quando la formula recita “Questo è il corpo di Cristo” il celebrante, il sacerdote Pietro da Praga in cuor suo dubitò di questo dogma. E immediatamente l’Ostia appena consacrata cominciò a sanguinare. Il prete corse dal papa Urbano IV che si trovava a Orvieto e costui proclamò il miracolo, dopo aver visto con i propri occhi il corporale macchiato di sangue (il corporale è il telo con cui il celebrante innalza l’ostia o l’ostensorio contenente l’ostia consacrata). Il papa proclamò poi anche il dogma del Corpus Domini, del corpo di Cristo presente nell’ostia, e ne istituì la festa, che viene celebrata ancora oggi in tutta Italia con infiorate e processioni. Tutta la storia è narrata a tinte vivaci sulle pareti della cappella, la cui realizzazione risale al 1350; nel centro è esposto il corporale, sacra reliquia tutt’ora oggetto di culto, mentre sulla destra è esposta la splendida Madonna della Misericordia di Lippo Memmi, del 1320, che col suo ampio mantello copre e protegge tutti i fedeli. La costruzione del Duomo fu avviata nel 1290, proprio a seguito del grande richiamo del miracolo del Corporale, e la sua costruzione si protrasse per molto tempo.

duomo orvieto

Duomo di Orvieto, la cappella del Corporale

Quando usciamo dal Duomo è ora di pranzo. Mangiamo in centro, dopo aver chiesto ad una Orvietana se ci sapesse consigliare (a tal proposito: la signora, gentilissima, ci ha accompagnato per un tratto: non è da tutti). Pranziamo a La Palomba, dietro la chiesa di S.Andrea, quindi ridiscendiamo il Corso fino al parcheggio in via Roma, attraversato il quale ci prepariamo a scendere lungo il Pozzo di san Patrizio (5 €).

Guardare in alto dal fondo del Pozzo di San Patrizio

Guardare in alto dal fondo del Pozzo di San Patrizio

La sua storia è particolare: il papa Clemente VII, all’indomani del Sacco dei Lanzichenecchi a Roma nel 1527, si era rifugiato a Orvieto, ma temeva così tanto che i Lanzichenecchi sarebbero venuti a cercarlo che, in previsione di un assedio, fece predisporre una serie di dispositivi di difesa: innanzitutto la Rocca di Albornoz, e poi, onde evitare, in caso di assedio prolungato, che la città rimanesse senz’acqua, incaricò l’architetto Antonio da Sangallo il Giovane di costruire un pozzo. Il nostro non era un architetto qualunque, perciò non solo costruì un pozzo profondissimo, ma lo realizzò sufficientemente largo, illuminato e areato, e con due rampe di scale, una a salire e una a scendere, per consentire ai muli di scendere a prendere l’acqua e a risalire senza incrociarsi. Tanto semplice nell’idea quanto ingegnoso nella realizzazione, e tutt’ora ammantato di un certo fascino, nonostante si tratti semplicemente di un pozzo. Ma la fama gli è dovuta dal nome che ha preso, pozzo di San Patrizio, che gli è derivato dal ricordo della profondissima Caverna di San Patrizio, in Irlanda, e al suo nome è stato associato il significato di luogo che custodisce immense ricchezze. Noi di ricchezze non ne abbiamo trovate, una volta giunti in fondo, a meno che per ricchezze non intendiamo le monetine che la gente continua a lanciare nell’acqua, ma in compenso abbiamo percorso tutti i 248 scalini, bassi e larghi, sia a scendere che poi a risalire. Ed è notevole vedere come piano piano, lentamente ma inesorabilmente, la luce si affievolisce sempre più man mano che si scende e, girando sempre in tondo, è solo la diminuzione della luce (o l’aumento al ritorno) che permette di capire che ci stiamo muovendo davvero.

Quando riusciamo all’aria fresca in cima alla rocca, ci affacciamo alla terrazza panoramica antistante, guardando in basso la valle del Tevere. Dopodiché andiamo a riposarci nel giardino pubblico aperto nella rocca fortificata, accanto all’arrivo della funicolare, l’altro modo che si ha per salire a Orvieto se non si ha l’auto.

Questo il nostro giro di Orvieto; un tour molto tranquillo che si è focalizzato sui due monumenti più rappresentativi della città. Ma se volete fermarvi più a lungo, potete approfondire il passato etrusco visitando dapprima la necropoli di Crocefisso del Tufo, lungo la strada che sale alla rocca, e poi il Museo Faina, proprio in piazza del Duomo.

One thought on “Una mattinata a Orvieto

  1. Pingback: 3 giorni in Umbria, dove ci porta il vento | Maraina in viaggio

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...