Parigi è gotica. 3 chiese che non potete perdere

Notre Dame by night

Notre Dame by night

Parigi è gotica. Se pensate alle chiese parigine, la prima che vi viene in mente è, giustamente Nôtre Dame. I suoi archi rampanti, i suoi rosoni, i suoi gargoyles, ne fanno un tempio dello stile gotico, in tutto e per tutto.

Ma Nôtre Dame non è la sola chiesa gotica di Parigi. Ve ne sono in buon numero. Di queste ve ne racconto 3, di cui una è proprio Nôtre Dame.

Situata sull’Ile de la Cité, il suo cantiere fu fin da subito destinato a costruire qualcosa di favoloso. Fu costruita, a partire dal XII secolo, su una precedente chiesa paleocristiana, che a sua volta sorgeva su un tempio romano dedicato a Giove. Siamo qui nel cuore della città romana di Lutetia Parisiorum, e non è così inconsueto che un luogo di culto antico mantenga la sua vocazione nelle epoche successive, anzi. Gli scavi archeologici sotto la piazza della cattedrale (visitabili) mostrano il quartiere che era costruito qui proprio in età romana: si conservano solo tracce e muri rasati, ma quanto basta agli archeologi per farsi un’idea dell’organizzazione urbanistica di Lutetia.

La navata centrale di Nôtre Dame

La navata centrale di Nôtre Dame

Robert Doisneau, Il gargoyle di Notre Dame

Robert Doisneau, Il gargoyle di Notre Dame

Tornando alla chiesa, essa fu eretta in stile gotico, stile che nel XII secolo si era ormai affermato in tutta Europa e che a Parigi era già presente nella chiesa di Saint-Denis, dedicata al vescovo Dionigi, santo protettore di Parigi. Il cantiere della chiesa si protrasse per almeno 3 secoli e poi nuovamente subì degli interventi nei secoli seguenti. Durante la Rivoluzione Francese rischiò di essere distrutta nella foga anticlericale e antireligiosa dei Rivoluzionari i quali, però, decisero di trasformarla nel Tempio della Ragione, preservandola così dalla distruzione. Oggi è il luogo di culto più importante di Francia, oltre che di Parigi. Le sue due torri campanarie spiccano nello skyline parigino, i suoi gargoyles sono divenuti famosissimi, anche grazie alla fotografia di Robert Doisneau nella quale un gargoyle sembra mangiare la Tour Eiffel, cui hanno fatto seguito altri fotografi. All’esterno colpisce per i suoi portali pesantemente scolpiti con figure di santi e di apostoli, lungo i fianchi colpiscono i suoi archi rampanti, sul retro l’abside nella quale si aprono le vetrate; all’interno colpisce la successione dei pilastri compositi, le volte a sesto acuto, le ampie vetrate colorate del transetto. A me questa volta ha colpito un dettaglio cui non avevo mai fatto caso prima: l’esterno del coro è decorato con scene che si susseguono tratte dalla vita di Cristo, dalla Passione e dalla Risurrezione: un vangelo illustrato a bassorilievo che risale al XIII-XIV secolo e che non ha perso nulla della vivacità originaria.

Nôtre Dame - Il bassorilievo con storie di Cristo. In dettaglio Ultima Cena e lavanda dei piedi

Nôtre Dame – Il bassorilievo con storie di Cristo. In dettaglio Ultima Cena e lavanda dei piedi

La seconda chiesa gotica si trova a poca distanza da Nôtre Dame, sempre sull’Ile de la Citè: è la Sainte Chapelle. Fu costruita per volere di Luigi IX, San Luigi dei Francesi, per custodire la corona di spine, sacratissima reliquia che egli aveva acquistato a Bisanzio dall’imperatore Baldovino II nel 1239.

Sainte Chapelle, la cappella inferiore

Sainte Chapelle, la cappella inferiore

La cappella era parte del complesso del Palazzo Reale dell’epoca, oggi la Conciergerie, anche se sorge come edificio indipendente. Non è tanto grande di dimensioni, ma si sviluppa in altezza, su due piani. Dei due, quello inferiore è dipinto a toni molto vivaci, in rosso, blu, oro. Il soffitto pare un cielo stellato; nell’abside trova posto la statua di San Luigi.

La vera meraviglia è la cappella superiore. Qui si susseguono 15 vetrate policrome istoriate con storie della Bibbia lungo le pareti e del vangelo nell’abside, al centro della quale si pone il reliquiario, vero fulcro della cappella. Tutto l’insieme è leggero e arioso, luminoso e vivace. Sottili nervature e pilastrini dorati dividono le vetrate l’una dall’altra. Ogni vetrata è distinta in quadrati nei quali si segue la narrazione degli episodi biblici e evangelici, spesso di non facile comprensione, anche perché posti ad un’altezza notevole da terra, per cui difficilmente distinguibili. È incredibile pensare a quanto lavoro ci dev’essere stato dietro, quante maestranze per realizzare un simile progetto, e soprattutto quale mente abbia realizzato tutto l’apparato iconografico che, nonostante si riferisca alla Bibbia, è comunque una continua occasione di omaggio al Re e al suo casato.

Trionfo di colori nelle vetrate della cappella superiore della Sainte Chapelle

Trionfo di colori nelle vetrate della cappella superiore della Sainte Chapelle

La terza chiesa è fuori dall’Ile de la Cité, anzi, piuttosto lontana. Ma è altrettanto ricca di storia. Se Nôtre Dame è la chiesa principale, e la Sainte Chapelle è la cappella privata del Re, Saint Eustache, nel quartiere de Les Halles, è la chiesa del popolo, della gente che fa il mercato, della gente che vende e che acquista. Les Halles da sempre hanno vocazione commerciale e com’è giusto che sia, ci vuole un luogo religioso che sovrintenda agli scambi e alle transazioni. Da semplice mercato con banchi o carretti, nel XIX secolo viene strutturato come mercato coperto: è ancora una volta l’obiettivo del fotografo Robert Doisneau che immortala Les Halles, soprattutto in vista dello smantellamento, che avverrà negli anni ’60 del Novecento (a questo link un interessante excursus su Doisneau e Les Halles).

Le finestre sul lato della parrocchia di Saint Eustache a Les Halles

Le finestre sul lato della parrocchia di Saint Eustache a Les Halles

Inizialmente sorta come cappella dedicata a Sainte Agnès, è solo dopo il 1300 che viene dedicata a Sant’Eustachio. Questa chiesa si ingrandisce col tempo, man mano che cresce il quartiere de Les Halles, vero polo commerciale della città, diventando una delle parrocchie più grandi di Parigi. E così il re Francesco I fa voto di costruire una chiesa che rivaleggi addirittura con Nôtre Dame per dimensioni. Nel 1532 viene posta la prima pietra di questo nuovo grande cantiere che sostituisce la chiesa precedente, che si concluderà nel 1640. Saint Eustache diventa davvero una delle chiese più grandi di Parigi. In realtà non è a tutti gli effetti una chiesa gotica: non è gotica l’epoca della costruzione, che risale piuttosto al Rinascimento, non è gotica la facciata (il portale principale viene realizzato a metà del Settecento), ma alcuni caratteri architettonici più propriamente gotici si mantengono, quali gli archi rampanti all’esterno e, all’interno, i pilastri compositi con snelle nervature che disegnano le volte. Personalmente, adoro quelle finestre sulla parete laterale che disegnano dei cuori: non c’è niente di gotico in tutto ciò, mi rendo conto.

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