Di fiore in fiore, itinerari di primavera

Viaggiatori, vi piace la primavera? Vi piacciono i fiori? Bene! Vi invito per una volta a trasformarvi in piccole api e a volare con me di fiore in fiore, lungo un percorso fiorito che attraversa l’Italia e sconfina in Francia. Pronti? Via!

  • villa taranto - tulipani

    Tulipani a Villa Taranto, Verbania

    I tulipani di Villa Taranto, Verbania: La prima tappa, a Verbania, è Villa Taranto, uno splendido orto botanico che a primavera si anima dei colori di tutte le varietà di tulipani possibili e immaginabili. Gialli, rossi, screziati, a petalo liscio, a petalo frastagliato, grandi piccoli, viola, blu, sono meravigliosi, coloratissimi e danno vita a vere coreografie nelle ampie aiuole del giardino. Un giardino che si spande per ettari, e che accoglie anche un giardino all’italiana, fontane, scenografie di paesaggi eccezionali, alberi centenari provenienti da ogni parte del mondo e tantissime varietà di camelia.

  • Le camelie di Sant’Andrea di Compito, vicino Lucca: a proposito di camelie, Sant’Andrea di Compito, nella Lucchesia, è uno dei luoghi migliori per incontrare piantagioni e vivai di camelie. La camelia da fiore è quella japonica in tutte le sue varietà: la sasanqua, in particolare, una delle più “fiorite”, in tutte le sue tonalità di colore che vanno dal rosa chiaro al rosso intenso, e che disegnano un tappeto di petali per terra. A Sant’Andrea di Compito c’è anche la prima coltivazione italiana di té: sempre piante di camelia, ma sinensis, non japonica. Il paesino stesso è piccolo, ma carino. A marzo ogni anno ospita la manifestazione “Antiche camelie della Lucchesia”. Ma nulla vieta di andarci anche in altri momenti dell’anno.
  • Arte topiaria nei vivai di Pistoia

    Arte topiaria nei vivai di Pistoia

    I vivai di Pistoia: non una varietà sola di fiori, ma tutte quelle che volete: dalle rose al cornus, ai bossi dell’arte topiaria. Pistoia è la terra dei vivai che numerosissimi si incontrano nella piana. Una tradizione agricola ma soprattutto economica che fortunatamente non conosce flessione. Bello perdersi per le stradine tra un vivaio e l’altro e godere il panorama di tante piante in fiore.

  • Il Giardino delle Rose di Firenze: se si va al Piazzale Michelangelo bisogna sapere che non basta guardare solo il panorama, ma occorre fare due passi in più per immergersi nel luogo più romantico del mondo: un giardino delle rose. Tra aiuole e arbusti nel prato, dove ci si può eventualmente stendere senza che nessuno dica nulla, le rose regnano incontrastate, snob, altere, incuranti della gente che le guarda, le annusa, le fotografa. Una splendida scultura dell’artista Folon, una valigia cava, fa da cornice per ammirare il panorama attraverso di essa. E non potrebbe esserci vista migliore.
  • Il pergolato di glicini del Giardino Bardini

    Il pergolato di glicini del Giardino Bardini

    Il glicine del Giardino Bardini a Firenze: Giardino scenografico, che si inerpica per la collina, il Giardino Bardini è noto ai più per la sua bellissima galleria che a primavera diventa viola per il glicine in fiore. Da qui sotto persino il panorama della cupola (che incantava persino Julia Roberts per la pubblicità di Calzedonia) passa in secondo piano. In realtà il giardino è molto più ampio, a terrazze che risalgono l’altura fino ad arrivare all’altezza della villa Bardini. Volendo c’è la possibilità di passare da qui, con un unico biglietto, al giardino di Boboli.

  • Il fiore di lenticchia (e quello di papavero) a Castelluccio di Norcia: un trionfo di colori: il giallo del fiore di lenticchia che cava gli occhi, il rosso del papavero che cresce spontaneo, il lilla della lavanda: se le tre coltivazioni fioriscono insieme, l’effetto variegato e vivido di un pennarello passato a caso sulla tela è evidente. L’altopiano di Castelluccio è un luogo anche abbastanza brullo, se non fosse per queste fioriture incredibili: uno spazio amplissimo, a contemplare il quale i polmoni stessi si allargano e il cuore si rilassa. La lenticchia non produce solo quel fiore giallo così piccolo eppure così vivace, ma è anche un prodotto tipico della zona: la lenticchia di Castelluccio è una produzione italiana assolutamente di pregio, sicuramente l’avete già incontrata in cucina. Ebbene, sappiate che prima di diventare lenticchia, il suo fiore ha colorato un altopiano che altrimenti sarebbe niente più che una landa desolata in mezzo alle montagne.
La fioritura delle lenticchie a Piangrande, alle falde del Monte Vettore

La fioritura delle lenticchie a Piangrande, alle falde del Monte Vettore

Se vogliamo lasciare l’Italia possiamo sconfinare in Francia.

  • I Cactus nell’Orto Botanico di Montecarlo: a pochi km dal confine italiano, nel Principato di Monaco, l’Orto Botanico di Montecarlo è un capolavoro di architettura di giardini in verticale, o perlomeno lungo il pendio di una roccia scoscesa. Siccome non ha spazi in piano, ma è un giardino che ridiscende lungo una falesia rocciosa, le piante che meglio si adattano alle circostanze sono i cactus: sedie di suocera, ferocactus, echinocactus, ecceteracactus… mia madre e Piumino impazzirebbero, ma non solo loro: perché le loro sistemazioni sono assolutamente scenografiche e le piante sono di dimensioni davvero ragguardevoli: certe sedie di suocera tonde e grandi da sembrare davvero dei comodi cuscini!
  • La lavanda in Provenza: Valensole, entroterra di Provenza, tra fine giugno e inizio luglio si tinge di lilla. Come Valensole tutta la regione circostante, fino ad arrivare in quell’angolo dimenticato dagli uomini, ma non da Dio, che è l’abbazia di Senanque, in fondo ad una stretta gola lungo una strada che parte da Gordes e che non sembrerebbe dare molte speranze. Invece l’abbazia è lì, e il suo campo coltivato di lavanda, una delle immagini più famose di sempre della Provenza, riempie il cuore. E non è cliché, è bellezza.
Valensole, Provenza

Campi di lavanda a Valensole

Vi piacciono i fiori? E voi dove mi consigliereste di andare? Quali magici posti d’Italia (e non solo) meravigliosamente floreali valgono il viaggio?

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