Un pomeriggio a Pistoia

Ho frequentato Pistoia sempre troppo poco. Anzi, quasi nulla. Eppure è così vicina a Firenze! Città medievale con un patrimonio storico-artistico invidiabile, si trova nel cuore di una piana da secoli votata all’agricoltura e nell’ultimo secolo alla vivaistica, ed è la porta verso l’Appennino, verso quell’Abetone che oltre a rappresentare la neve della Toscana, costituisce anche il passaggio verso l’Emilia Romagna.

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Pistoia, Santa Maria dell’Umiltà. In secondo piano il dipinto miracoloso

Fin dall’autostrada il centro di Pistoia si fa individuare da un’immensa cupola, quasi un panettone, che si erge di molto al di sopra dei tetti delle case. Si potrebbe pensare che si tratti del Battistero, e invece no: è la cupola di S.Maria dell’Umiltà, chiesa rinascimentale che sorge appena all’interno della cinta muraria, e che tra i suoi architetti vede Giuliano da San Gallo prima e Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati poi. Chiesa a pianta centrale, il dipinto della Madonna dell’Umiltà campeggia sull’altare maggiore, e narra la leggenda che sia miracoloso (nel 1490 pare che la Madonna nel dipinto abbia “sudato” copiosamente, suscitando grande devozione popolare).

Il vero fulcro della città è, naturalmente il centro storico medievale. Esso ruota intorno alla grande piazza del Duomo, su cui affacciano oltre al Duomo e al Battistero, il Palazzo Comunale e il Palazzo Pretorio, e intorno a Piazza della Sala, tanto piccola quanto assolutamente deliziosa.

Nella Piazza del Duomo potere politico e potere religioso si affiancano senza disturbarsi. La prima parte della piazza, ampia e squadrata, ospita dirimpetto l’uno all’altro il Palazzo del Comune e quello del Pretorio. È possibile accedere al cortile d’ingresso di quest’ultimo, che funge da Tribunale, e ammirarne le volte a crociera dipinte e gli stemmi alle pareti.Vi si respira ancora l’aria del 1300, quando fu costruito.

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L’interno del cortile del palazzo comunale di Pistoia

Anche il Palazzo Comunale risale al Medioevo. La sua costruzione ebbe varie fasi prima di raggiungere quella attuale definitiva. Si può accedere non solo al cortile interno, molto suggestivo, ma si può anzi si deve salire al Primo piano dove si apre il Museo Civico: una sezione di arte medievale, una di arte moderna e contemporanea, e il centro di documentazione Michelucci, in onore dell’architetto pistoiese che nella prima metà del Novecento ha firmato alcuni importanti progetti architettonici in Toscana e a Firenze (per dirne due a caso, la stazione di Santa Maria Novella e la chiesa di San Giovanni all’autostrada).

Sulla piazza affaccia anche la Cattedrale di San Zeno, una bella chiesa romanica dall’elegante facciata e il campanile in muratura a base quadrata. Al suo interno sotto l’altare maggiore si trova una cripta molto suggestiva. La chiesa ha subito rimaneggiamenti e abbellimenti nel corso del Rinascimento, sia all’interno che in facciata. Accanto ad essa sta il Palazzo Vescovile, che ospita un Museo Diocesano, e di fronte sorge il Battistero, a pianta ottagonale, in marmo bianco di Carrara e pietra verde di Prato. L’interno, caratterizzato dalla vasca battesimale al centro dell’aula, contrasta nella sua sobrietà con l’esterno, che è reso molto vivace dall’alternarsi del bianco/verde, dalla forma slanciata della copertura e dai rilievi sopra il portale.

Il rilievo al di sopra del portale del Battistero di Pistoia

Il rilievo al di sopra del portale del Battistero di Pistoia

Appena girato l’angolo, la piazza pubblica, la piazza delle manifestazioni ufficiali, politiche e religiose, lascia il passo ad un’altra piazza, quella del popolo, dove il popolo mangia e si diverte. È Piazza della Sala, che ancora oggi ospita il mercato degli Ortaggi, come avviene fin dal Medioevo. Tutta una serie di botteghe si apriva nei palazzi che chiudono la piazza, mentre al centro, si poteva attingere acqua dal Pozzo del Leoncino, così chiamato dalla statua di leone al di sopra del suo architrave, che fu posto a segnalare il dominio di Firenze su Pistoia dal 1529. Oggi la piazza non ha perso la sua vocazione popolare, e se al mattino continua ad esserci il mercato degli ortaggi, la sera accoglie tutti i giovani e i meno giovani nei tanti ristoranti, locali, pub, caffetterie, che vi si aprono laddove un tempo c’erano le botteghe artigiane.

Una curiosità locale è il nome di una via del centro storico di Pistoia che mi ha fatto ridere fin dalla prima volta in cui vi sono passata. È Via Abbi Pazienza, il cui nome risale al medioevo, alle lotte tra famiglie nobili della città. Il nome della piazza ben si presta a fare della facile ironia, e può essere una simpatica cartolina da Pistoia per qualche nostra conoscenza un po’ troppo intransigente… 😉
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