La fortezza sul mare: Le Castella

Mamma li Turchi!” doveva essere il grido ricorrente sulla costa ionica calabrese nel XVI secolo, quando le navi turche infestavano i mari e assaltavano le coste, distruggendo e derubando, seminando il panico tra gli abitanti di quelle terre, che rischiavano anche di essere rapiti e fatti schiavi.
Lungo la costa, a difesa della popolazione, ma soprattutto delle terre e dei possedimenti, furono costruite torri di avvistamento. In alcuni casi delle semplici torrette, in altri casi delle vere e proprie fortezze, dei castelli. Le Castella, vicino a Isola di Capo Rizzuto, poco più a Sud di Crotone, è un vero e proprio castello le cui alte mura, i cui possenti bastioni rendono davvero l’idea della fortezza inespugnabile.

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Le Castella

Le Castella sorge a difesa di una bella baia battuta dal vento. Sull’estrema propaggine di uno stretto tratto di scogliera, questo maestoso complesso si erge come baluardo contro i nemici che vengono dal mare.

La storia del luogo è ben più antica della fortezza, perché affonda le radici ancora in età magnogreca, epoca alla quale risalgono i resti più antichi in muratura a blocchi, che già ci raccontano dell’importanza strategica di questo avamposto sul mare, nella difesa del territorio. D’altronde la magnogreca Kroton non è lontana e anche all’epoca il territorio andava salvaguardato dagli attacchi che venivano dal mare. Quello che vediamo oggi è però il Castello Aragonese, del XVI secolo, anche se la fortezza esisteva già sotto il Regno di Napoli retto dagli Angioini dal XIII secolo. Dal XVI secolo le invasioni da parte dei Turchi Ottomani divennero l’incubo ricorrente di questa terra. Un giovane di Le Castella, Giovanni Dionigi Galeni fu addirittura rapito dai Turchi quand’era ragazzino. Divenuto adulto, fece carriera come ammiraglio della flotta turca e usò tutta la sua influenza per preservare dalle invasioni ottomane il suo borgo natìo. Per questo oggi sulla piazzetta di Le Castella, antistante la discesa che porta alla fortezza, si trova il busto di costui, il cui nome turco divenne Uluç Ali Paşa.

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La fortezza è maestosa e imponente. Visitarla, entrare nelle sue sale spoglie, nelle cui pareti si aprono feritoie rivolte verso il mare, salire sui cammini di ronda e sulle terrazze, affacciandosi dalle mura merlate, prendere schiaffi dal vento che soffia forte su questo tratto di costa, scrutare laggiù verso il mare, fino all’orizzonte, fa intravvedere appena quello che dovevano vivere quotidianamente le guardie a difesa di questo baluardo. Tutto il complesso consiste in una grane torre cilindrica, il maschio, risalente ad età angioina, percorribile all’interno attraverso una ripida scala a chiocciola che immette ai 3 piani successivi più terrazza sommitale; ad essa furono aggiunti dei bastioni quadrangolari che contribuirono ad accrescere l’aspetto della fortezza insespugnabile. Alcune parti dell’edificio oggi sono crollate, come la cappella, ma rimane ben evidente il perimetro esterno delle mura, con le sue torri merlate e l’aspetto asimmetrico, anche se appare evidente che tutto ruota intorno al maschio cilindrico.

un fico si fa spazio tra le pietre delle merlature

un fico si fa spazio tra le pietre delle merlature

La vista, stando al di sopra delle mura, è sublime, proiettata sul mare increspato dal vento. Qua e là proprio il vento deve aver portato qualche seme che ha trovato spazio tra le pietre degli spessi muri. E’ così che, ad esempio, nasce una pianta di fico sulle merlature. Non avrà vita facile, ma l’immagine è al tempo stesso inconsueta e poetica, e tanto, tanto mediterranea.
La fortezza è interamente visitabile; un video in una stanzina buia racconta il sistema del parco dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, del quale fa parte anche Le Castella; è possibile passeggiare anche al di fuori della fortezza, al di sotto delle sue possenti mura. Quando poi scende la sera, e tutto si colora di arancio per il tramonto, allora passeggiare qui sugli scogli, con lo sciabordìo delle onde in sottofondo ha un che di magico. Anche il vento si quieta per un momento, mentre un papà e un figliolo in controluce giocano a scagliare i sassolini in mare.

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