Crotone, giorno di mercato

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Il mercato di Crotone

Mi sono sempre piaciuti i mercati. In qualunque parte del mondo io mi trovi, se vedo da lontano banchi di frutta, bancarelle variopinte e venditori che a gran voce reclamizzano i propri prodotti, inevitabilmente sono attratta. Che si tratti di mercati coperti (Mercat de la Bouqueria a Barcellona, Mercado San Pedro a Cusco, Borough Market a Londra) o all’aperto (Mercato di Pisac in Perù, Mercato di Union Square a New York), o ancora di Mercatini dell’antiquariato, per i quali letteralmente impazzisco (quello di Santo Stefano a Bologna, quelli di Firenze, ma anche il grandissimo mercato delle pulci di Parigi e, ben più noto, quello di Portobello Road a Londra) e per non parlare dei souq arabi (quelli di Dubai hanno un posto speciale nel mio cuore). In particolare, ciò che mi attrae dei mercati è che in un mondo ormai votato alla modernità più assoluta, gli agglomerati di baracchine e banchini che espongono merce “vera”, genuina, o antica sono testimonianza di un modo vecchio quanto l’uomo di conoscere l’altro, di incontrare persone e culture. E poi stimolano la curiosità: è così bello ficcanasare tra le cassette di merce esposta, sentire il prezzo, magari contrattarlo, cercare di capire di che si tratta, rimanere interdetti davanti a ciò che non si è mai visto prima.

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Il mercato coperto di Crotone

Il mercato di Crotone non è di per sé un grande mercato. Ma è suggestivo, perché si trova nel cuore del centro storico della città, nascosto dietro palazzoni porticati (e quant’è bizzarro trovare dei portici in una città del Sud, portici le cui colonne hanno il capitello dorico a ricordare l’unica colonna sopravvissuta del Santuario magnogreco di Hera Lacinia a Capo Colonna, poco distante da qui) che ne celano l’esistenza a chi percorre velocemente la larga via del centro. E invece, da sotto un arco, ecco sbucare un banco, poi un altro, quindi lo sguardo corre verso l’alto e rimane sorpreso nel vedere una struttura in ferro battuto che identifica il mercato. Al di sotto trovano sede i banchi della frutta e della verdura, tutti prodotti del territorio, ed è interessante notare come non sia importante che le mele siano lucide e i pomodori perfetti: anzi le mele un pochino raggrinzite e le pesche troppo mature non sono un problema, ma sono esposte con orgoglio, a garanzia della genuinità della merce in vendita.

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Il mercato a ridosso di antichi palazzi: succede a Crotone

I banchi si dispongono anche contro i muri degli edifici che affacciano su questa piazzetta nascosta e i più fortunati trovano riparo dal sole sotto l’arco che collega con i portici. C’è chi vende l’origano, chi i peperoncini (e siamo in Calabria, non potrebbe essere altrimenti), chi azzarda il pecorino crotonese (con questo caldo…), chi le mandorle ancora fresche, chi espone con orgoglio trecce di cipolla di Tropea. Poco discosto c’è il mercato coperto del pesce, all’ombra (si fa per dire) dell’imponente bastione delle mura cinquecentesche che racchiudono il centro storico di Crotone, e che culminano, dalla parte opposta, nel Castello di Carlo V.

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La facciata di un edificio del centro di Crotone

Siamo proprio alle porte del Centro Storico di Crotone, il nucleo antico della città che sorge in altura e che occupa l’area dell’acropoli dell’antica città magnogreca Kroton. Una storia antichissima e una storia architettonica molto variegata, per cui l’attuale aspetto, che vede alternarsi vicoli stretti chiusi da alte e strette case a vie più larghe su cui affacciano palazzi signorili e chiese, è il risultato di distruzioni e ricostruzioni, di una stratificazione urbana lunga e intensa, che rende affascinante ogni scorcio.

Per chi vuole conoscere la storia più antica della città, che fa rima con archeologia, nei pressi del castello di Carlo V trova il Museo Archeologico Nazionale di Crotone. Qui, dalla preistoria al medioevo viene tracciata tutta la storia del territorio, non solo della città magnogreca. Si parla degli scavi urbani condotti all’interno del centro storico, ma anche del santuario di Capo Colonna e, più lontano, del sito ormai medievale de Le Castella, una fortezza aragonese con funzione antiturca che sorge su una fortificazione di età magnogreca.

E proprio Le Castella sarà la prossima tappa di questo racconto. Ma ve ne parlerò nella prossima puntata.

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