Instameet a Pistoia, ecco le mie #mydiscover in una bella domenica di aprile

Domenica 12 aprile ho partecipato all’instameet organizzato da Igers Pistoia e DiscoverPistoia.it alla scoperta del centro storico della cittadina toscana e della sua vocazione vivaistica. Di fatto la giornata è stata distinta in due veri e propri capitoli: capitolo 1, la mattina, in centro storico, con una serie di visite guidate all’oratorio di San Leone, al Palazzo Comunale e al Battistero; capitolo 2, il pomeriggio, alla sede della Fondazione Giorgio Tesi Group, e da qui alla scoperta dei vivai più caratteristici di Pistoia. Perché il vivaismo è colonna portante dell’economia dell’area e può avere anche un grande potenziale turistico, se saputo sfruttare.

Ma andiamo con ordine. E dunque partiamo col Capitolo 1.

Capitolo 1. Gli Instagramers alla scoperta del centro storico di Pistoia

L’appuntamento, nella piazza del Duomo di Pistoia, è alle 9.45 di domenica mattina. Siamo tantissimi, in questa assolatissima mattinata, pronti con i nostri smartphone e tablet: pronti per ascoltare, conoscere, documentare fotograficamente e soprattutto condividere le nostre scoperte su instagram (ma anche su twitter e facebook, perché no?).

Per pubblicare le foto su instagram abbiamo a disposizione alcuni ashtag: #igerspistoia, ovviamente, #leggerelacittà2015, manifestazione di architettura che si è tenuta lo scorso week-end a Pistoia, all’interno del quale l’instameet si è svolto, e poi #discoverpistoia, tag che dovremo imparare a conoscere e usare, soprattutto da quando, il 24 aprile, sarà lanciato il portale discoverpistoia.it, promosso dalla Fondazione Giorgio Tesi Group per la promozione del territorio pistoiese. Infine, il tag #mydiscover, da utilizzare solo per immagini inserite all’interno di un’apposita cornice, a forma di foglia, in vista di un concorso, promosso sempre da discoverpistoia.it, che ha come fine la segnalazione delle bellezze, dei tesori, delle eccellenze, a qualunque titolo, del territorio pistoiese.

L'interno della chiesa barocca di San Leone, Pistoia

L’interno della chiesa barocca di San Leone, Pistoia

La prima tappa dell’instameet è un piccolo gioiello che neanche i pistoiesi doc, scommetto, conoscono: la piccola chiesa di San leone. Realizzata nel XIV secolo come oratorio dello Spirito Santo, sorgeva nel cuore di un quartiere medievale, alle spalle della piazza del duomo, dominato da case-torri. Queste furono tutte (eccetto una) abbattute nell’Ottocento. La chiesina è assolutamente barocca: all’interno è completamente affrescata, un’illusione ottica continua fatta di finti marmi, finte colonne, finte porte e finte architetture. La parete del Coro è la più bella, con l’affresco della Pentecoste, realizzata da due pittori fiorentini che amavano le esagerazioni barocche, ma che non riuscirono a portare a termine l’opera. La chiesina era in stato di abbandono fino a poco tempo fa, quando è stata recuperata per interesse del FAI. E infatti è proprio una guida dei Giovani FAI di Pistoia che ci racconta la storia di questa chiesa prima di lasciarci liberi di esplorarne e di fotografarne l’interno.

Dentro il Palazzo Comunale

Dentro il Palazzo Comunale

La seconda tappa è il Palazzo Comunale di Pistoia. Un palazzo che ha una storia architettonica lunghissima: sorge nel medioevo (i Pistoiesi si ritengono uno dei più antichi comuni ad emanciparsi dal potere del Sacro Romano Impero, in realtà Pistoia ha uno dei più antichi statuti comunali noti per il medioevo…) ed è di fatto il primo palazzo civile pubblico della città, realizzato espropriando case private. Ha almeno 3 fasi costruttive: in un primo tempo, infatti, il palazzo ha una facciata racchiusa in un portico di 4 arcate. In un secondo tempo viene aggiunto un portico laterale e angolare che collega in un unico camminamento coperto, ma nella terza fase questo portico laterale viene tamponato e chiuso, probabilmente per problemi di statica dell’edificio. Il portico rimane così solo in facciata, ed è il luogo dove inizialmente si amministrava la giustizia: uno spazio allo stesso tempo pubblico e funzionale. All’interno sulla destra si apre uno scalone, mentre proseguendo in avanti si arriva in una corte centrale, sulla quale affaccia il balconcino della sala del Sindaco.

Una scultura di Marino Marini ci ricorda che questo artista, al quale a Firenze è dedicato un museo, nacque a Pistoia. Tra i vari dettagli architettonici degni di nota, la nostra guida ci tiene a mostrarci una scala a chiocciola seicentesca, recentemente restaurata e di grande impatto visivo. Il palazzo comunale ospita il Museo Civico, il quale a sua volta ospita il Centro Documentazione Giovanni Michelucci, architetto del Novecento toscano che ha lasciato grandissima impronta del suo lavoro sul territorio: se avete presente la chiesa di San Giovanni Battista all’autostrada a Firenze Nord avete idea di chi sto parlando…

L'interno del Battistero di Pistoia

L’interno del Battistero di Pistoia

Uscendo dal Palazzo Comunale basta attraversare la piazza per arrivare al Battistero. L’edificio caratterizza tantissimo la città, tanto che la sua cupola la si vede anche da distante, persino dall’autostrada se ci si fa caso. Entriamo all’interno di questo luogo sacro, a pianta ottagonale come tantissimi battisteri medievali. Medievale è anche il fonte battesimale, nel centro dell’aula, tutto decorato in marmi bianchi e neri (anzi, verdi: per la precisione, il marmo bianco è di Carrara, mentre la pietra verde viene dalla vicina Prato). L’interno, anche se può sembrare spoglio, è molto austero. L’esterno è in restauro. Ma nessun problema, perché gli instagramers possono arrivare laddove solo i restauratori possono! Ci viene infatti offerta la possibilità di salire sulle impalcature e di vedere da vicino la decorazione scultorea della facciata, nonché di ammirarne dettagli che non si notano neanche da terra in assenza di impalcature! Ci soffermiamo a guardare le formelle con le storie di San Giovanni Battista, risalenti al XIV secolo. I capitellini in marmo bianco decorati con puttini sono un’altra chicca bizzarra della decorazione di questo fronte dell’edificio.

Pistoia

Formella con le storie di San Giovanni Battista sulla facciata del Battistero di Pistoia. Qui è rappresentata la consegna della testa del Battista a Salomè

Capitolo 2. Gli instagramers tra i fiori, con la Fondazione Giorgio Tesi

E’ quasi ora di pranzo, e noi instagramers lasciamo il centro di Pistoia alla volta del “contado”, dell’area fuori dalla città dove si trova la maggior parte dei vivai che caratterizzano il paesaggio, ma anche l’economia, pistoiese. Il nostro anfitrione, la Fondazione Giorgio Tesi, ci offre il pranzo e si racconta, illustrandoci l’attività vivaistica (esportazione di fiori e piante in tutto il mondo, Tagikistan compreso) e l’interesse allo sviluppo sociale e culturale della città. La Fondazione nasce per questo, così come la sua creatura, DiscoverPistoia, nasce in collaborazione con la Regione Toscana per promuovere tutto il territorio pistoiese nella sua varietà, dal vivaismo alla cultura, alla montagna pistoiese. Una rivista, Naturart, racconta già da qualche anno la bellezza culturale del territorio di Pistoia. Ma da adesso in avanti si passerà in rete.

La piana di Pistoia, dominata dai vivai

La piana di Pistoia, dominata dai vivai

Inizia poi il tour dei vivai. Partiamo dalla sede di Giorgio Tesi, del quale oltre alle serre vediamo il capannone di carico: perché Giorgio Tesi produce ed esporta a grandi livelli; il capannone contiene fino a 15 autotreni ed ha un piazzale antistante nel quale vengono sistemate le piante cliente per cliente. La logistica, ci viene fatto notare da Niccolò, la nostra guida, è fondamentale: organizzare carichi, spazi all’interno del camion e itinerari per le consegne è imprescindibile. La Giorgio Tesi è la prima azienda certificata EMAS in Europa perché autoproduce compost internamente, direttamente dai resti organici delle piante, ed è tra le aziende più importanti di Pistoia, nel cui territorio lavorano circa 1100 vivai, più o meno grandi.

Il tour vivaistico prosegue ai Vivai Trinci, dove il signor Ivan ci mostra orgoglioso le sue passioni che ha trasformato in produzioni: acero e cornus. Se l’acero bene o male lo conosciamo tutti, in particolare quello rosso e quello che sta sulla bandiera canadese, nessuno dei presenti conosce il cornus. Cornus Florida è un albero, di origine canadese, che fa degli splendidi fiori bianchi o rosa, a seconda della varietà. Pianta poco nota e poco diffusa fino a pochi anni fa, oggi è richiestissima per abbellire i giardini di mezzo mondo: una bella soddisfazione per Ivan, che coltiva Cornus fin dagli anni ’70 e che oggi vede materialmente i frutti di un lavoro trentennale fatto di passione, di sacrifici e di ricerca.

cornus florida

Il tour si conclude poi in un altro particolarissimo vivaio: Romiti, dedicato interamente all’arte topiaria. L’arte topiaria è la capacità di realizzare vere e proprie sculture a partire da piante, principalmente ilex o bosso, che sono cespugli in grado di adattarsi alle forme più particolari. Nata in Italia a metà Ottocento come derivazione dal Giardino all’Italiana, oggi chi produce arte topiaria è in grado di ricreare davvero di tutto: il segreto sono le strutture metalliche nelle quali i rami della pianta vengono incastrati, ricoprendo la struttura con le foglie rigogliose. Gli esempi che abbiamo qui sono notevoli: si va dai delfini ai ciclisti alla Ford a grandezza naturale, dal giocatore di golf al tirannosauro, passando per il coccodrillo e per l’orsacchiotto. Ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le fantasie. Si tratta di realizzazioni piuttosto costose, però, e l’alto prezzo di ogni singola scultura vivente è dovuto sia alla struttura metallica realizzata ad hoc che alla cura e mantenimento della pianta.

Arte topiaria nei vivai di Pistoia

Arte topiaria nei vivai di Pistoia

Il nostro accompagnatore Niccolò ci dice che un obiettivo della Fondazione sarebbe far diventare quello dei vivai un percorso turistico accessibile a quanti hanno interesse per le piante e per il paesaggio: in effetti, il territorio che attraversiamo è un continuo susseguirsi di colori, di campi, di piante, ma anche di piccoli edifici, chiesine e abitazioni, che contribuiscono a rendere poetico questo paesaggio rurale così particolare. Il problema, che solleva Niccolò, è però la dispersione, perché i vivai sono sparsi nel territorio e spesso difficili da raggiungere. Per questo si stanno vagliando varie possibilità, e chissà che presto il Tour dei Vivai non diventi una realtà nell’offerta turistica e culturale di Pistoia: mia madre ringrazia, statene certi 😉 .

Concludo il racconto della giornata, come anticipato nel titolo, con una galleria di #mydiscover, le foto catturate attraverso una cornice a forma di foglia, scelta proprio da DiscoverPistoia per individuare le eccellenze del territorio pistoiese. Buona visione!

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