I più bei borghi del Ponente Ligure

Ligure fuori e ligure dentro, non ho mai speso un post d’insieme per dirvi quali sono secondo me i borghi più belli della Riviera Ligure di Ponente. Da buona imperiese la mia scelta ricade principalmente sui paesi più caratteristici della provincia di Imperia, con qualche illustre rappresentante della provincia di Savona. Pronti per scoprire con me i borghi più belli del Ponente, i più curiosi, quelli in cui ci si perde volentieri sia d’estate che d’inverno? Perché molti conoscono la Liguria solo per il mare oppure per le Cinque Terre e Genova ma, senza nulla togliere a queste, il Ponente ha molto da raccontare e molto da donare a chi ne sa cogliere l’essenza. E allora allacciate le cinture, che si parte!

monet bordighera

Claude Monet, Bordighera, 1884

  • Apricale

Borgo medievale sospeso nel tempo, questo piccolo paesino abbarbicato alla propria altura è una dedalo di viuzze e carrugi, i classici vicoli che caratterizzano i paesini liguri di mare e d’entroterra, con le sue botteghine caratteristiche e un castello, sulla sommità del borgo, come vuole tradizione. Apricale Si trova nell’entroterra della Val Nervia. Ventimiglia è laggiù, in riva al mare, mentre da qui la vista spazia sulle aspre colline che seguono il fiume Nervia verso valle. Percorsi antichi, borghi antichi, castelli antichi, quando era meglio vivere arroccati sui monti che non in pianura, perché il pericolo è sempre alle porte, e sui monti ci si può difendere. La Liguria è una terra aspra e poco generosa, ma proprio per questo i suoi abitanti, forse anch’essi aspri e chiusi, sospettosi e cinici, sono forti d’animo, e di rado si lasciano abbattere. L’antico castello ospita oggi eventi, la piazza sottostante è un luogo di ritrovo e di svago, sulla quale si affacciano le due chiese del paese: il cuore del borgo da sempre.

Apricale è uno dei Borghi più belli d’Italia, Bandiera Arancione, garanzia di qualità, di genuinità e di rispetto della tradizione. In realtà la Liguria vanta diverse Bandiere Arancioni, ma Apricale è stata la prima, pertanto vanta un primato. Inoltre, e lo dico per chi apprezza il genere, ad Apricale ha sede un ottimo birrificio artigianale che produce birre di grande qualità da prima che le birre artigianali italiane diventassero di moda. Motivo in più per andare ad Apricale, no?

  • Dolceacqua

dolceacquaDolceacqua non la dimentichi facilmente. il borgo si adagia sul fiume Nervia, che lo divide in due parti, collegate tra loro dall’impressionante ponte medievale a schiena d’asino che ne contraddistingue l’immagine e che tanto colpì il pittore Claude Monet, il quale nel 1884 soggiornò nel Ponente Ligure e letteralmente si innamorò di Dolceacqua, che ritrasse come una bella donna, alla luce del sole, in tutto il suo splendore. Un’altra cosa rende caratteristica Dolceacqua, ed è il suo castello medievale, in cima al borgo, dalla silhouette inconfondibile: un quadrilatero con due torrette laterali, che è stato oggetto di indagini archeologiche e di restauro in anni recenti, e dal quale si domina la vista su tutta la vallata, fino al mare nelle giornate terse. Il borgo si inerpica fino al castello attraverso vicoli oscuri, carrugi inospitali tra vecchi e alti edifici attraverso i quali quasi non filtra il sole. Dolceacqua è poesia, che Monet riuscì a tradurre in pittura. La prima edizione delle Invasioni Digitali ebbe tra le mete proprio il centro storico di Dolceacqua: questo il post in cui raccontavo quell’avventura, sempre attuale, nonostante l’invasione abbia avuto luogo nella primavera del 2013.

  • Seborga

In Liguria abbiamo una monarchia. Ebbene sì, negli anni ’60 un piccolo paese dell’entroterra di Bordighera decise non solo di dichiararsi indipendente dal resto d’Italia, ma di eleggere il proprio re, e di battere moneta propria; così dopo Giorgio I, che fu re dal 1963, oggi è seduto sul trono re Marcello I. Il principato di Seborga naturalmente non è riconosciuto dallo stato italiano, ma è senz’altro una trovata simpatica che attira coloro che, di passaggio nel Ponente Ligure, hanno voglia di abbandonare la costa per pochi km. Per il resto è un borgo di origine medievale che si trova a mezza costa, ben curato e colorato, da visitare in una bella giornata di sole primaverile.

  • Triora

Ci spostiamo dalla Val Nervia alla Valle Argentina.  Triora è il paese delle Streghe. Ebbene sì, Triora è nota da sempre, e ovunque, per essere il borgo delle streghe. O meglio, il borgo in cui furono processate e condannate tante povere donne innocenti per atti di stregoneria. Siamo nell’epoca in cui l’Inquisizione raggiunge le più alte vette di sadismo e cieca cattiveria. A farne le spese le povere donne montanare e ignoranti, com’era all’epoca, a fine Cinquecento, vittime di una misoginia che dal clero genovese contagiò con ben poche difficoltà i bifolchi abitanti maschi della vallata e del paese, uomini brutali che volevano solo una vittima da incompare per un cattivo raccolto o una carestia. Il processo di Triora è ormai storia, e Triora ha trasformato questo brutto episodio del suo passato in occasione di rilancio turistico, che ogni anno attira folle di visitatori e turisti, o anche abitanti moderni della vallata. E non solo, a Triora (e dove sennò?), c’è il museo etnografico della stregoneria: perché aldilà del mito, della leggenda, delle code di rospo e ali di pipistrello, il dramma di quelle povere donne del borgo fu reale, ed è giusto che la loro tragica storia venga raccontata e sia conosciuta.

  • Mendatica

Il borgo di Valloria

Cambiamo di nuovo vallata, la Valle Arroscia. Qui siamo nel remoto entroterra di Imperia, in montagna: le piste da sci di Monesi sono poco distanti, e siamo nelle terre della transumanza, da dove passavano gli armenti che tra estate e inverno si alternavano (si alternano) per raggiungere i pascoli estivi o invernali. A Mendatica un piccolo museo diffuso porta alla scoperta di una vita pastorale che era una realtà fino a pochi decenni fa, mentre molti edifici ancora parlano di una vita rurale ormai quasi dimenticata anche se preservata. Il tempo sembra essersi fermato e certo la Liguria costiera, quella delle spiagge oppure degli oliveti è ben lontana. Se nel resto della Liguria la gente d’estate cerca il mare, qui dal mare fugge per ristorarsi al fresco dalla calura d’agosto. Da qui si domina un bel panorama sulla vallata che scende al mare. La piccola chiesa della Madonna dei Colombi offre un bel panorama del borgo, che si adagia sulla cima della sua montagna, a controllo della vallata.

    • Valloria

Porta dipinta a Valloria

Nella val Prino, entroterra di Imperia, tra fasce di oliveti secolari e lungo la Via dell’Olio, sorge Valloria, paesino come tanti qui a mezzacosta, e però con una particolarità: le sue porte dipinte. Negli scorsi decenni numerosi artisti si sono avvicendati nel dipingere le porte delle case del borgo: veri capolavori di street art, che conferiscono al borgo una sua vivace personalità. Le porte di Valloria sono una passeggiata artistica e l’occasione di una conoscenza più approfondita dell’entroterra ligure e dei suoi paesini. Passeggiare per Valloria alla ricerca delle porte è poi un ulteriore incontro con i tipici carrugi liguri, bui e stretti, ripidi a seguire il saliscendi impervio del terreno. Il panorama spazia sulla vallata sottostante, si spinge fino al mare, guarda sulle colline circostanti gli altri paesini dispersi tra gli oliveti, o le chiese solitarie, come il Santuario della Madonna del Piano, a Tavole, piccolo gioiellino che merita una deviazione e una sosta.

    • Cervo

La chiesa dei Corallini a Cervo

Cervo è forse il più caratteristico dei borghi medievali del Ponente. Innanzitutto sorge sul mare, o meglio, su un’altura che scende direttamente al mare. Proprio dal livello del mare si entra nel borgo, salendo di carrugio in carrugio, passando accanto a vecchi edifici, alti muri che nascondono giardini, archi che tolgono la luce ma che stringono di più e creano intimità, dino ad arrivare, attraverso queste salite dove non filtra il sole, nella piazza della chiesa di San Giovanni, una terrazza proiettata sul mare, cui fa da sfondo la maestosa facciata barocca della chiesa, un tripudio di colori che forse contrasta con la personalità dei pescatoridi coralli liguri cui la chiesa stessa è dedicata. E ancora, si sale e si sale, attraverso nuovi vicoli e carrugi sempre più bui, sempre più spessi,sempre più suggestivi, che convergono, in cima al borgo, nella piazza del castello, oggi museo etnografico. Un salto nel tempo, davvero molto romantico.

    • Zuccarello

Quel ponte a schiena d’asino posto sul fiume Neva è il carattere distintivo di questo piccolo borgo nell’entroterra di Albenga. Anche qui siamo in età medievale, il castello in cima alla collina domina il paese inriva al fiume. Caratteristici i portici della via principale del borgo, con colonne tozze e basse, un’architettura pesante ma comunque elegante e adatta a queste terre: visitate Zuccarello in inverno, e vi renderete conto che i portici sono necessari, oltre che piacevoli da percorrere. Il castello rimane in altura, domina dall’alto il borgo e il torrente.

  • Noli

Borgo di mare, ha una storia lunghissima ed illustre: il borgo nel Medioevo fu infatti una Repubblica Marinara accanto alle più note Genova, Pisa, Amalfi e Venezia, e rimase indipendente fino alla fine del Settecento pur se non batteva moneta: una San Marino del Ponente Ligure😉 . Come tale La bella chiesa romanica di San Paragorio è uno tra gli edifici religiosi più importanti della regione, ma tutto il borgo in sé, affacciato sul mare, è uno splendido gioiello incastonato in un’insenatura chiusa da una parte dalla piccola isola di Bergeggi e accanto alla Baia dei Saraceni.

  • Finalborgo

È il più grande tra tutti questi borghi di cui vi ho parlato. È una vera e propria cittadina, anzi, ed è piacevolissimo passeggiare tra le sue vie, ricche di botteghine, caffetterie e ristoranti. Un bel museo archeologico racconta la bellezza dell’antichissima storia di questo territorio, che fu abitato dall’uomo fin dalla Preistoria, quando viveva nelle caverne delle alture circostanti. Si entra nel borgo medievale dalla porta della città, lungo una via selciata su cui affacciano alti edifici. Le stradine non sono larghe, perché il borgo conserva pressoché intatti i suoi caratteri medievali, e la cittadina nel suo complesso è curata, un luogo piacevole nel quale trascorrere un pomeriggio. Finalborgo rimane lievemente arretrato rispetto al mare e al passaggio della via Aurelia, sorge proprio alle pendici dell’altura, comunque vicina al mare, sulla quale ci si può inerpicare per raggiungere le rovine del castello.

Questi sono, secondo me, i borghi imperdibili del Ponente Ligure. Secondo voi invece quali sono i paesini liguri da non perdere?

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