Fashion Museums in Florence – 3) Galleria del Costume a Palazzo Pitti

In un itinerario che tocchi i musei della moda di Firenze (abbiamo già visto il Museo Ferragamo e il Museo Gucci), non può mancare una visita alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti. La Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti ospita infatti uno spazio museale dedicato alla storia della moda e dell’abbigliamento. Concepito per esposizioni temporanee che si alternano volta volta, per permettere a parti sempre diverse dell’imponente collezione di uscire ogni tanto dal “guardaroba” fa sì che attraverso vestiti e accessori si possano raccontare aspetti diversi della storia del Costume italiano e non solo. E’ un museo dinamico, in questo senso, e oltre ad essere l’unico museo di storia della moda in Italia è anche uno dei più importanti al mondo.

galleria del costume

Dettagli di stile nell’eclettica collezione di Cecilia Matteucci Gavarini, una delle “Donne protagoniste” alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti

In questo momento, la sua esposizione è dedicata a “Donne protagoniste”: modaiole, collezioniste di abiti, stiliste, fashion victims di altri tempi, donne che col loro gusto hanno fatto tendenza e in qualche caso sono diventate vere e proprie icone.

Tanti i nomi, più noti e meno noti: Eleonora Duse; la stilista di primo Novecento Rosa Genoni, che per prima incoraggiò il Made in Italy nella storia della moda, prendendo come spunto l’arte italiana del Rinascimento; la giornalista di moda Anna Piaggi, una Miranda da “Il diavolo veste Prada” ante litteram, che inventò il vintage prima ancora che ne venisse coniato il termine; Susan Nevelson, partner di Ken Scott, stilista e artista eccentrica; Lietta Cavalli, artista più che stilista, grande innovatrice; Cecilia Matteucci Lavarini, una vera fashion victim, collezionista eclettica di haute couture e costumi orientali.

Queste esposizioni temporanee, se da un lato faranno sbadigliare il vostro accompagnatore, a voi donnine che mi leggete manderanno sempre in visibilio: abiti sontuosi, di ogni tempo e luogo, realizzati per una qualche occasione, indossati da qualche illustre personaggio… Vedere questi abiti su un manichino, trasformati in opere d’arte o documenti del passato conferisce loro un senso quasi di profonda reverenza. Quello della moda è davvero un ambito artistico di cui è bello approfondire la conoscenza: nulla ci è più familiare e quotidiano dei vestiti che indossiamo, e ho scoperto che scoprirne l’origine, la storia, le curiosità è un modo ulteriore per sapere qualcosa in più sulla nostra società e sulla nostra cultura.

Non solo abbigliamento nelle creazioni artistiche di Lietta

Non solo abbigliamento nelle creazioni artistiche di Lietta Cavalli

Una mostra temporanea è attualmente dedicata a Piero Tosi, costumista originario di Sesto Fiorentino che recentemente ha vinto un oscar alla carriera per i suoi lunghi anni di lavoro accanto a grandi registi e per la realizzazione di numerosi film. Realizza gli abiti della Medea di Pasolini, della Locadiera di Visconti, lavora con Franco Zeffirelli, Federico Fellini, Liliana Cavani, Mario Monicelli, Vittorio De Sica. I suoi costumi sono sempre caratterizzati da una grande attenzione al modello storico di riferimento, al contesto, senza tralasciare ovviamente la personalità e la psicologia del personaggio per cui è disegnato.

galleria del costume

costumi di scena per la Medea di Pasolini

Ma la parte più interessante del percorso espositivo della Galleria del Costume, quella per cui davvero si può parlare di storia della moda, è l’esposizione degli abiti con i quali furono seppelliti Cosimo I Medici, Eleonora di Toledo e il loro figlio Garcia. Gli abiti, recuperati dalle loro salme molti anni fa, e variamente conservati fino al loro restauro in anni relativamente recenti, erano ormai per molta parte consunti e scomparsi. Il restauro ha permesso di ricostituire alcuni capi del loro abbigliamento, come il panciotto di Garcia (con un’imbottitura sulla pancia a simulare la pancetta!), e il busto di Eleonora di Toledo.

il busto di Eleonora di Toledo, risalente alla metà del Cinquecento

il busto di Eleonora di Toledo, risalente alla metà del Cinquecento

Le stanze nelle quali questi autentici documenti dell’abbigliamento signorile di metà Cinquecento sono conservati sono molto buie, per preservare il più possibile i tessuti da un’ulteriore degrado dovuto alla luce. Scordatevi comunque di vedere sontuose gonne e preziosi mantelli: lo stato di conservazione non è dei migliori perché veramente poco si è preservato; ma è quel tanto che basta per rendersi conto di come vestivano, un documento che va ad aggiungersi a ciò che i dipinti dell’epoca ci mostrano. E sembrerà strano, ma vedere i loro abiti li rende molto più vicini a noi di quanto non si creda, non semplicemente personaggi storici, ma persone vere e vive: così posso immaginarmi davvero Cosimo I o Eleonora di Toledo aggirarsi con indosso quegli abiti per i loro appartamenti di Palazzo Vecchio.

Se riuscite a staccare gli occhi dagli abiti esposti, date un’occhiata agli arredi e ai soffitti affrescati: la Palazzina della Meridiana è un corpo annesso al complesso di Palazzo Pitti, cui si accede anche dal Giardino di Boboli, voluto dal Granduca Pietro Leopoldo e realizzato tra fine Settecento e inizio Ottocento; fu scelta da Re Vittorio Emanuele II come dimora durante gli anni di Firenze Capitale d’Italia, e a seguire fu abitata da altri rappresentanti della casata Savoia. Le decorazioni, così come gli arredi, riflettono lo stile e i temi cari alla casa regnante italiana a fine Ottocento. Solo nel 1993 è diventata sede della Galleria del Costume, ma l’aria da residenza signorile, anzi principesca non l’ha mai perduta.

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