Fashion Museums in Florence – 2): Gucci Museo

Ecco, il Museo Gucci è il classico luogo che fa tendenza anche solo a nominarlo. Innanzitutto perché Gucci è Gucci, poi perché a Firenze non occupa uno spazio qualunque, ma addirittura il Palazzo della Mercanzia, in Piazza della Signoria, palazzo storico, edificato nel Trecento, che dal Trecento dunque è testimone della storia della città, così vicino com’è al palazzo del potere, Palazzo Vecchio.
Il museo si sviluppa su tre piani, distinti per temi, ma secondo un percorso in qualche misura anche cronologico, che inizia con Guccio Gucci, che di mestiere faceva il liftboy (il facchino addetto all’ascensore!) nel prestigioso Hotel Savoy di Londra agli inizi del Novecento. A Guccio Gucci di certo non mancava la creatività, né tantomeno lo spirito di iniziativa. Studiò molto a lungo quei ricchi signori e quelle signore ben vestite che accompagnava in ascensore. Ne studiò l’abbigliamento, gli accessori, i bagagli, le necessità, i vizi e i vezzi. Poi tornò in Italia, a Firenze, e trasformò in pelle quello che aveva imparato. Nacque il marchio Gucci, dedicato fin dall’inizio proprio ad una clientela di un certo livello, con un’attenzione tutta particolare al lifestyle inglese.
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Valigie da viaggio, bauli, beauty cases; coccodrillo, cinghiale, canapa: ecco cosa usciva dalla pelletteria Gucci nei primi decenni della sua esistenza (continuando anche dopo); e si impone da subito come marchio talmente elitario che nel 1979 viene realizzata in tiratura limitata addirittura una Cadillac Gucci, con i cerchioni col logo GG e gli interni a GG e striscia verde e rossa che contraddistingue il marchio: la si può ammirare in museo, al piano terra, e ci si può avvicinare tantissimo, e farsi una foto accanto, proprio come spesso si vede fare con le Ferrari o le Lamborghini a Montecarlo (sì, ehm, lo confesso: l’ho fatto anch’io. Ma ero giovane…).
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Al piano superiore il museo ospita uno spazio dedicato all’arte contemporanea e un salotto cinema dove sono mostrati stralci di pellicole che la Gucci ha finanziato nell’ambito di The Film Foundation, fondata da Martin Scorsese per il restauro, la tutela e la conservazione di vecchie pellicole che andrebbero altrimenti irrimediabilmente perdute.
Poi si prosegue nel percorso museale: Gucci ci parla di Flora, una particolare linea della collezione, nata da un foulard floreale che fu donato a Grace di Monaco nel 1966 e che da lì ha avuto un’incredibile fortuna, andando a imporsi su borse, abiti, persino su una produzione di ceramiche fatta in collaborazione con la Richard-Ginori. Da ultimo, Flora è anche un profumo (un profumo, tra l’altro, che uso: e scoprire che il suo nome non è casuale ma ha una storia è stata davvero una sorpresa!).
Si prosegue poi con l’antro delle meraviglie per noi donne che sbaviamo sulle vetrine delle belle boutiques: una piccola collezione di abiti da sera e da gala disegnati per le dive del cinema: è la linea Gucci Prémière, lanciata da Frida Giannini nel 2010, e io sono letteralmente impazzita per l’abito disegnato per Salma Hayek!
Al secondo piano ci dedichiamo più all’uomo, al lifestyle, al logo GG (che compare negli anni ’60) e al mondo dell’ippica da cui spesso Gucci trae ispirazione, mentre l’ultima sala è dedicata alla linea di borse Bamboo, così chiamate perché caratterizzate dal manico in bambù: anch’essa una produzione che si rinnova di anno in anno, collezione dopo collezione, assolutamente identificativa del marchio Gucci.
Prima di abbandonare il museo, non si può non sostare almeno per un caffè al Gucci Museo Caffè: un locale elegante, che fa anche ristorante, affacciato su Piazza della Signoria e che accoglie come avventori non necessariamente i visitatori del museo.
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Dal 1921, quando Gucci aprì il primo negozio a Firenze, ne è passata di acqua sotto i ponti. Oggi Gucci è sinonimo di Made in Italy in tutto il mondo. E la sua storia merita di essere raccontata. Presentare questa storia in forma di museo è un modo per consacrare ulteriormente il marchio, per raccontare un altro volto del made in Italy e della Moda, insieme a Ferragamo. E forse non è casuale che sia stata e sia tuttora Firenze la loro città madre.

2 thoughts on “Fashion Museums in Florence – 2): Gucci Museo

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