Memorial 9/11

Non c’è bisogno che vi racconti la storia. L’11 settembre del 2011 due aerei, uno dietro l’altro, si schiantarono contro le Torri Gemelle di New York al World Trade Center: fu un attentato che voleva colpire al cuore, e di fatto ci riuscì, gli Stati Uniti. Uno dei simboli di New York, infatti, era stato abbattuto. Oltre alle centinaia di vittime, rimase negli occhi di molti per molto tempo, un grande vuoto, Ground Zero.

Il piccolo cimitero di fine ‘700 davanti a St. Paul Chapel con, davanti, Ground Zero, nel 2009

Ground Zero per molti anni rimase un grande cantiere, a testimonianza di ciò che un tempo era e che ora non era più. Così lo vedemmo nel 2009, quando io e Lorenzo andammo per la prima volta a New York: un grande vuoto con le ruspe che lavoravano, e la voglia di ricostruire e di restituire uno spazio importante per gli Americani e per i Newyorkesi in particolare.

Il Memorial 9/11, opera degli architetti Michael Arad e Peter Walker, è costituito da due piscine installate all’interno dello spazio una volta occupato dalle due Torri. All’interno delle piscine si riversano cascate alte 9 m, le cui acque sprofondano in una cavità centrale. Forme geometriche pure, il quadrato, sia delle piscine che della cavità centrale, l’acqua che si riversa perfettamente verticale in un flusso continuo. Sul bronzo attorno al perimetro delle due piscine sono incisi i nomi delle quasi 3000 vittime dell’11 Settembre.

Memorial 9/11

Vedere il Memorial 9/11 è sicuramente un’esperienza toccante. Toccante perché la ricordiamo tutti quella giornata di ormai 13 anni fa, appartiene alla nostra storia più recente, perciò vedere dal vivo la testimonianza di quel momento è una sensazione che arriva diretta allo stomaco. Soprattutto, poi, per chi le Torri Gemelle ha avuto l’opportunità di vederle di persona prima del 2001. L’idea che al posto di due grattacieli proiettati verso l’alto ci siano invece due vasche nere più simili a voragini e  che certo non sono piacevoli fontane dove l’acqua sgorga in un tripudio di giochi e di allegria, ma al contrario dove l’acqua scorre vorticosamente verso il basso, verso il centro della terra, verso il nulla, è di forte impatto. Non so quando tutto il WTC sarà completo, ma ora, che ancora è un cantiere, fa specie vedere i nuovi grattacieli intorno che giorno dopo giorno si innalzano, e le gru che lavorano febbrilmente per restituire alla città il suo quartiere finanziario. L’edificio n° 7, che è pressoché completo, è semplicemente bellissimo, un campione di vetro e acciaio sul quale si riflette il cielo di New York.

L'edificio 7 WTC

L’edificio 7 WTC

Abbiamo visitato il Memorial 9/11 a ottobre dell’anno scorso, quasi un anno fa (non ho mai pubblicato il diario del viaggio completo perché… ehm… ho perso il supporto originale su cui l’avevo scritto!😥  ). Lungo la strada che porta al lungo serpentone che immette nel parco si incontra il Bronze Memorial a ricordo dei volontari che immolarono se stessi per salvare vite umane: 343 Vigili del Fuoco morirono in quell’occasione, andandosi a sommare ai morti del crollo delle Torri Gemelle. La gente ci passa davanti, alcuni si fermano, altri distrattamente, o di corsa, come sempre a New York, passano dritti. Questa targa è lucidata in continuo da un anziano signore di colore che canta una triste melodia, o forse è l’inno dei pompieri, non so, e tutto ciò rende ancora più toccante passare di lì (anche se ho perso il diario su cui l’avevo annotato, questo dettaglio me lo ricordo bene).

un tratto del lungo Memorial Bronze dedicato ai Vigili del Fuoco che intervennero l'11 settembre 2001 e che persero la vita nel tentativo di salvarne altre

Un tratto del lungo Memorial Bronze dedicato ai Vigili del Fuoco che intervennero l’11 settembre 2001 e che persero la vita nel tentativo di salvarne altre

Poi si entra nel serpentone. L’entrata al Memorial 9/11 è a offerta libera e, come potete immaginare, assolutamente controllata da passaggi al metal detector accuratissimi che costringono a code anche lunghe, a seconda dell’affluenza di visitatori. Una volta superato il controllo si è liberi di entrare nel parco e di stare quanto si vuole. L’anno scorso il museo era ancora in via di allestimento, mentre ora è aperto, e completa l’esperienza del ricordo dell’11 Settembre.

Una sola nota negativa, che a suo tempo ha suscitato non poche polemiche: il bookshop del Memorial 9/11. Vi sono voluta entrare proprio per vedere cosa potrebbe mai vendere il Memorial Store di un grande monumento ai caduti la cui memoria è ancora troppo forte: e infatti non mi è piaciuto il merchandising fatto sulla pelle dei morti e del disastro che è stato. Tra magliette con scritto NYPD e cappellini dei Vigili del Fuoco di New York ho visto parecchia roba di cattivo gusto. Non so se la cosa è stata risolta, spero di sì. Ma al di là di questa macchia, il Memorial 9/11 rimane un luogo di riflessione, nonché un esempio di urbanistica, decisamente bello. Che va visto, per ricordare.

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